basilico

di | 8 Luglio 2020

Quello che scriverò in questi giorni qualcuno lo potrà trovare assurdo, ma a me è piaciuto un sacco fare questi strani esercizi. Dovendo realizzare un progetto di coltivazione dell’orto per una classe delle medie di Almenno, tra le cose che ci siamo inventati in cooperativa, io, Filippo, Chiara e gli altri è stato quello di raccontare attraverso delle piccole schede il carattere di ogni ortaggio che stava nel nostro orto. Lo scopo finale era quello di aiutare i ragazzi a conoscere un po’ meglio se stessi. Devo dire due cose prima di partire con il basilico. La prima  è che questa idea mi è un po’ venuta ricordando una visita con i ragazzi della scuola del patronato ad Erto in gita scolastica. Mauro Corona aveva inventato un museo con le varie tipologie di piante e ad ogni pianta aveva abbinato una storia che poteva essere la storia di ciascuno di noi. La seconda cosa è che io mi sono divertito un sacco a cercare di descrivere il carattere degli ortaggi. Certo ho dovuto in qualche modo ascoltare, capire, e amare un po’ di più tutto l’orto. Questo genere di esercizi non sono giochi, ma capacità di ascolto del profondo del mio cuore e quindi devo in qualche modo entrare in sintonia con chi ho davanti. Non sono indovinelli, ma sguardi evocativi di un qualcosa che risuona nel mio cuore. Per favore non prendetemi per matto, non prendetemi per uno non so bene che cosa. Prendetemi per uno che ascolta il creato e l’umanità. Punto e basta. niente di più di un semplice ascoltare con il cuore. Ma veniamo al nostro basilico. Io lo coltivo, qualcun altro mi prepara il pesto. Quindi grazie. So che del basilico vanno tolti i fiori bianchi perché altrimenti la pianta dopo la fioritura blocca la germinazione di altre foglie. Vi è anche un’ arte nel raccogliere le foglie singole o le foglie con gli steli. l’importante è che non blocchi la crescita di nuovi germogli. E il carattere? Questa pianta l’ho sempre trattata un po’ con trascuratezza. Solo oggi me ne prendo cura con attenzione. Il motivo di questa trascuratezza è che mi dicevo: tanto cresce da sola. È come il figlio bravo di casa, quello che non crea problemi. Non è che lo trascuriamo, però diciamo, tanto quello ce la fa da solo, è l’altro che ha bisogno di attenzioni. A volte il basilico l’ho così trascurato che si è lasciando andare per mancanza di acqua, di affetto, di vicinanza. È come quel figlio che dice, nessuno pensa a me. E così le bellissime foglie profumate diventano gialle e si intristiscono di solitudine. Il basilico è come quel tipo che ha bisogno di tanta compagnia, altrimenti di sente solo. È un carattere non socievole, ma delicato, profumato, che richiede vicinanza. Togli i fiori, togli con delicatezza le foglie, non togliere le foglie per poi lasciarle al sole, diventano nere. Forse è un poco viziato. Sicuramente il basilico ha bisogno di una saggia vicinanza perché teme la trascuratezza e la solitudine. Io mi sento ogni tanto come il basilico. Bisognoso di essere trattato con cura e con tanta vicinanza, altrimenti mi sento solo.

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