mercoledì 8 luglio

di | 7 Luglio 2020

At 8,26-40                                                                                 26 Un angelo del Signore parlò a Filippo e disse: «Alzati e va’ verso il mezzogiorno, sulla strada che scende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta». 27 Egli si alzò e si mise in cammino, quand’ecco un Etìope, eunuco, funzionario di Candace, regina di Etiopia, amministratore di tutti i suoi tesori, che era venuto per il culto a Gerusalemme, 28 stava ritornando, seduto sul suo carro, e leggeva il profeta Isaia. 29 Disse allora lo Spirito a Filippo: «Va’ avanti e accostati a quel carro». 30 Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaia, gli disse: «Capisci quello che stai leggendo?». 31 Egli rispose: «E come potrei capire, se nessuno mi guida?». E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui. 32 Il passo della Scrittura che stava leggendo era questo: Come una pecora egli fu condotto al macello e come un agnello senza voce innanzi a chi lo tosa, così egli non apre la sua bocca. 33 Nella sua umiliazione il giudizio gli è stato negato, la sua discendenza chi potrà descriverla? Poiché è stata recisa dalla terra la sua vita. 34 Rivolgendosi a Filippo, l’eunuco disse: «Ti prego, di quale persona il profeta dice questo? Di se stesso o di qualcun altro?». 35 Filippo, prendendo la parola e partendo da quel passo della Scrittura, annunciò a lui Gesù. 36 Proseguendo lungo la strada, giunsero dove c’era dell’acqua e l’eunuco disse: «Ecco, qui c’è dell’acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato?». [37 ] 38 Fece fermare il carro e scesero tutti e due nell’acqua, Filippo e l’eunuco, ed egli lo battezzò. 39 Quando risalirono dall’acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l’eunuco non lo vide più; e, pieno di gioia, proseguiva la sua strada. 40 Filippo invece si trovò ad Azoto ed evangelizzava tutte le città che attraversava, finché giunse a Cesarèa.

Commento

Il capitolo 8 ha come protagonista Filippo. Egli porta il vangelo agli “stranieri”. Il suo evangelizzare parte dal basso grazie proprio all’incontro con il diverso. Le folle prestavano ascolto unanimi alle parole di Filippo sentendolo parlare e vedendo i miracoli che egli compiva. Recava la buona novella del regno di Dio e del nome di Gesù Cristo”, in seguito alla quale “uomini e donne si facevano battezzare”. Qui, in questo episodio lo vediamo conversare e spiegare la parola a questo Etiope funzionario della regina Candace. Questo racconto ci dice che la parola del Signore si espande in ogni luogo e che tale parola è per ogni uomo o donna che vuole ascoltare tale annuncio. La parola non è per dei privilegiati, ma per chi si pone con fiducia in ascolto. L’incontro tra Filippo e l’eunuco (che è l’equivalente di ministro della regina) avviene su una strada e questo la dice lunga su quali sono i luoghi dell’evangelizzazione. Mi viene in mente tutto il tema della chiesa in uscita di papa Francesco. Filippo si affianca ad un uomo che vuole capire la scrittura, ma non vi è nessuno che gliela spiega. Filippo incontra un uomo in ricerca. È bello che nasca come una forma di dialogo tra i due. Quasi a dire che la fede non va insegnata, ma dialogata. Filippo non sale sul carro, se non quando vi sarà invitato; non ha un messaggio già pronto e standardizzato da trasmettere. Si fa semplicemente compagno di viaggio, ascoltando. Filippo prende coscienza del percorso di quest’uomo e parte dalla sua ricerca già in atto, provocandolo a un approfondimento: “Capisci ciò che leggi?”. Pone domande, non fa dichiarazioni perentorie. Raggiunto nel cuore della sua ricerca, l’eunuco “scongiura” Filippo di sedere accanto a sé. Ha riconosciuto in lui non un propagandista, ma un compagno di viaggio, un fratello – strumento di incontro con il Dio della vita.

Preghiamo

Preghiamo per tutti gli evangelizzatori.

2 pensieri su “mercoledì 8 luglio

  1. Elena

    È molto bella questa pagina della lettura odierna. Non se ne sente mai parlare…
    Questo uomo, straniero, diverso, in ricerca, viene raggiunto da Filippo come un compagno di viaggio a cui raccontare Gesù. C’è una grande umanità nell’affiancare quest’uomo, nell’ascoltarlo, nel cogliere un bisogno, nel dargli ciò che il funzionario chiede con convinzione, con gioia. La Parola è un dono della gioia! Umile, in ascolto, pronto per chi lo desidera davvero, è la porta della gioia per chi lo chiede con fede. Aiutaci ad apprezzare questo dono, l’averti conosciuto, Signore….
    Preghiamo per Mounir.

    Rispondi
  2. sr Alida

    Farsi ascolto ,ricerca ,compagni di viaggio ,diversi ma fratelli e sullo stesso cammino ,che bello vedere la vita come cammino da figli ….Far tesoro di ciò che si impara sapendo che non avremo mai esaurito il nostro imparare dalla vita e sopratutto dall’amore di Dio per le intenzioni di oggi prego

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.