annunciazione

di | 28 Luglio 2020

Ne conosco un’infinità di immagini di Maria. E conosco un’ infinità di quadri, affreschi, immagini che rappresentano l’annunciazione dell’angelo a Maria. Non preoccupatevi non vi faccio la predica su Maria. E così quando mi sono deciso di scrivere un breve commento proprio all’episodio dell’annunciazione ho chiuso gli occhi e mi sono detto: vediamo quale opera d’arte emerge dalla mia mente e dal mio cuore. Lo sapevo che il ricordo finiva per cadere sull’annunciazione del beato Angelico. Quando vado a Firenze passo sempre per il convento di San Marco dove il Beato Angelico, al secolo Guido di Pietro, ha vissuto e dove a partire dal 1440, lui, monaco domenicano, affrescò  le celle e i corridoi del convento di San Marco. Quando sento qualcuno che va a Firenze consiglio sempre una visita al convento di San Marco per vedere gli affreschi del Beato Angelico. Si dice che il pittore non iniziasse mai a dipingere senza aver fatto prima una preghiera. di lui Michelangelo disse: quest’uomo ha visto il Paradiso. ed in effetti è per questo motivo che ho scelto questa annunciazione, perché è dipinta da uno che ha visto la bellezza, il paradiso, perché quest’uomo prima di ogni lavoro pregava Dio. La bellezza, il paradiso, la preghiera ne fanno di lui un beato della pittura. Mi piace pensare all’uomo che va in cerca della bellezza. Mi piace pensare all’uomo che prega, che dipinge, che lavora e che in tutto quello che fa ci vede un po’ di paradiso, di bellezza eterna, unica, travolgente. Attraverso la sua pittura, i suoi affreschi, il Beato Angelico raccontava di Dio e della fede.  raccontava non insegnava. È tutta qui la differenza: raccontare o insegnare. Qualcuno, quando vide quegli affreschi esclamò: bello quanto più non si può dire. E forse è per questo motivo che quando ho chiuso gli occhi pensando all’annunciazione mi è come apparsa l’annunciazione del Beato Angelico. Non l’ho scelta per la storia che narra, non l’ho scelta perché è la più famosa, solo perché mi è apparsa come la più bella.  Per sconfiggere la malinconia dovremmo sempre contemplare, lasciar nascere nel cuore, una cosa come la più bella. Questa annunciazione si trova nel corridoio nord del convento. Ho provato a cercare i tratti della bellezza guardandola con calma e ci ho visto la delicatezza, lo sguardo e l’ascolto. Si perché la bellezza vera non è quella della tv o roba simile. Ci ho visto la delicatezza. I due sguardi quello dell’angelo e quello di Maria sono delicati, rispettosi uno dell’altra. I colori sono bellissimi ma delicati. La qualità della delicatezza è la qualità di chi non prevale sull’altro, di chi illumina l’altro di bellezza. Guardate i due volti, i due corpi e vedrete che nessuno vuole prevalere sull’altro e questa è bellezza. Ci ho visto uno sguardo sereno, ma profondamente intenso, ben sapendo che il momento che l’angelo e Maria stanno vivendo è determinante per la storia. È quando una scelta diventa determinate serve serenità per decidere. E questa è bellezza. E per finire ci ho visto un ascolto reciproco. È talmente intenso questo reciproco ascolto che diventa obbedienza, diventa fiducia. e dove c’è fiducia c’è bellezza. Un’annunciazione non per raccontare di Maria, ma per narrare la bellezza di Maria nell’attimo in cui sceglie.

3 pensieri su “annunciazione

  1. sr rita

    Non ci sono parole da aggiungere a questo testo. Solo contemplare e gioire. Grazie.

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  2. sr Alida

    Grazie don Sandro ascoltare e contemplare è davvero importante…c’è molto attorno a noi che chiede questi atteggiamenti

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  3. Miriam

    Guardare, osservare, ascoltare, meditare… poi agire… ecco dovremmo essere così. Tutto andrebbe meglio.

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