linee guida

di | 30 Maggio 2020

In questi giorni siamo sommersi dalle linee guida. Ci sono quelle per celebrare in chiesa, quelle per gli agricoltori, quelle per i muratori, quelle per le rsa. Siamo in attesa di quelle per i cre. Per la verità per i cre ci sono già quelle del governo, mancano quelle della regione lombardia. E poi quando escono quelle della regione sono diverse da quelle del governo. E quindi uno deve ricominciare da capo. Ma poi sono giuste quelle del governo o quelle della regione? Va bene che ogni situazione è un mondo a sé. Ma perché almeno quelle del governo e quelle delle regioni non corrispondono! Addirittura quando le leggo attentamente ci ricavo che sono tutte uguali, che i principi base e fondamentali sono sempre gli stessi per ogni settore dove andiamo ad applicare tali regole, anzi tali linee guida. Ho quasi l’impressione che in questa rincorsa alle linee guida vi è un mondo che è super tutelato e un mondo che ne esce tremendamente penalizzato. Il mondo tutelato è quello produttivo, il mondo penalizzato è quello educativo. Come sarà la scuola a settembre? Ma i nostri ragazzi e i nostri insegnanti alla fine come ne usciranno da questa storia. Le linee guida sono un mantra di ste tempi. Non possiamo farne a meno, ma non possiamo nemmeno morire di linee guida. Esse devono servire come base di partenza per trovare un modo comune di operare in momenti o in situazioni particolari. Esistono anche linee guida che non nascono da un’ attenta osservazione, ma da un semplice regolamento, da un semplice obiettivo. Queste forse sono più regole di vita che linee guida. Ma qui subentra la vera riflessione di oggi. Gli uomini hanno quasi sempre cercato uomini “forti” che potessero dare certezze di vita, uomini forti a cui affidare la storia. Una volta ho sentito un amico che mi diceva: “quel prete lì predica bene, perché dice chiaro che cosa è giusto e che cosa è sbagliato. Ma non è questo il problema… io non cerco regole chiare che mi fanno capire come muovermi nella vita, cerco invece di capire il senso delle cose, per poter accogliere con più serenità e senso di responsabilità le linee guida. So bene che bisogna arrivare anche a delle linee guida, ma ci arriviamo solo se educati, se formati. Mi direte: in un tempo come questo dove tutto è urgente, incerto, dove tutto cambia così velocemente servono decisioni e scelte che non hanno il tempo di passare che il vaglio del senso e della responsabilità. Ed è proprio qui che toppiamo. Per anni siamo andati avanti senza cercare il senso, perché non avevamo tempo, e questi sono i risultati finali. Per anni non abbiamo ritenuto importante cercare di comprendere il significato delle cose e invece ci siamo buttati a capofitto sulla tecnologia che spiegava e sistemava tutto. Sembrava che il mestiere del filosofo, del teologo, dello storico e del pensatore fosse un lusso di uno che aveva tempo per oziare nei pensieri. Me li ricordo ancora i miei studenti: profe perché studiare storia, è inutile, non mi serve per il lavoro. Ecco tutto funzionale al lavoro inteso come profitto. Le linee guida le accetto a patto di tracciare anche le linee di senso, a patto cioè di tornare a pensare.

2 pensieri su “linee guida

  1. Anonimo

    acro don, tu parli di un mondo super tutelato e di uno super penalizzato. Io che faccio parte del primo, do una lettura differente: il mondo del lavoro non tutelato e quello del pubblico impiego super tutelato.
    qualcuno riesci a spiegarmi perché la cassiera di un super mercato ha sempre dovuto lavorare mentre insegnanti, dipendenti pubblici ancora oggi non sono rientrati regolarmente nei propri posti di lavoro?
    Forse che la vita della cassiera, del muratore, dell’operaio stradale vale meno di quella del dipendente pubblico? dell’insegnante?
    Purtroppo mi sembra che le varie linee guida che si susseguono ricordano un pò i precetti delle Torà nell’interpretazione farisaica più volte richiamata da Gesù nei suoi discorsi.
    Non vogliono tutelare bambini, ragazzi, studenti, ma vogliono cercare di togliere ogni possibile responsabilità a quelli che dovrebbero essere i loro educatori, vogliono rendere “sterile”, neutra l’agire di coloro che dovrebbero educare.
    L’altro giorno passando in un parco di Ponteranica ho visto una scena paradossale: il campetto di calcio chiuso, nastrato, a fianco un gruppo di bambini che giocava a pallone incuranti di tutti i possibili divieti, distanziamento, mascherini, …. Folli? Irresponsabili? no semplicemente bambini che guardano e vivono la vita con occhi da bambini.
    ciao Cesare

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  2. sr Alida

    Che le linee di guida diventino sopratutto linee di senso, speriamo ,di responsabilità educativa che favorisca una crescita serena .

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