“adele” di klimt

di | 28 Agosto 2017

Adele di Klimtadele di klimnt

L’altra sera con don Roberto ci siamo imbattuti in un bel film. Woman in gold, del regista  Simon Curtis.  Mi è piaciuto, ma soprattutto mi ha intrigato la storia vera raccontata nel film. La storia di quadro, di una famiglia, di un epoca.  Attraverso questa storia vorrei provare a commentare un quadro: Adele di klimt. In questo primo post mi limito a raccontare la trama del film che narra le vicissitudini storicamente vere di questo quadro. In un secondo post vorrei commentare il quadro.

Dicono che Il Ritratto di Adele Bloch-Bauer è forse uno dei quadri maggiormente riusciti di Klimt. La donna ritratta apparteneva alla ricchissima dinastia di industriali di origine ebraica dei Bloch.  I membri di questo clan all’epoca del dipinto erano il cuore dell’alta società viennese.  Klimt frequentava la casa e Adele si era offerta  come modella per la realizzazione del quadro. Una volta finito viene collocato nella casa dei Bloch. Ma la figura cardine di tutta la vicenda è rappresentata da Maria Altmann, figlia di Maria Teresa Bauer e Gustav Bloch, nipote di Adele. Vediamo come. Quando arrivarono i nazisti a Vienna sequestrarono tutti i beni della famiglia, compreso il quadro di Klimt, Adele. Il nome del quadro fu cambiato dai nazisti in woman in gold, per nascondere l’origine Ebraica della modella e fu donato al museo del Belvedere di Vienna. Gran parte della famiglia Bloch viene deportata nei campi di concentramento dove muore. La nipote di Adele, Maria Altmann riesce a fuggire in America e intorno agli anni 1990 chiede al governo austriaco la restituzione dei quadri di famiglia, compreso Adele di Klimt. Grazie ad un giovane avvocato americano riesce a vincere la causa e il quadro torna di proprietà della famiglia Bloch.  Il Ritratto di Adele Bloch Bauer  fu subito acquistato dal miliardario Ronald Lauder per una somma record di 135 milioni di dollari, con la condizione che fosse permanentemente esposto al pubblico. Trovò la sua collocazione nella Neue Galerie di New York City.

Questa è la vicenda del quadro. In un passaggio del film, guardando il volto di Adele, Klimt chiede: “vedo il tuo volto pensieroso”. E Adele, che stava posando per l’artista, risponde: sono triste per il nostro futuro e per il futuro dei nostri figli. Aveva ragione di essere preoccupata, qualche anno dopo la furia nazista avrebbe spazzato via tutto. Guardiamo quel volto e pensiamo alla storia di una famiglia spazzata via dalla guerra e vediamo se riusciamo anche noi ad intravvedere la stessa preoccupazione di Adele per i nostri figli e per il nostro futuro.

4 pensieri su ““adele” di klimt

  1. sr Rita

    La storia di un quadro, la storia di una famiglia e un popolo. Il quadro parla di una donna ricca e bella. Ma il volto parla di preoccupazioni per il futuro. La situazione attuale di Adele non le impedisce di intravvedere un futuro preoccupante per sé e per i figli. Che il nostro presente non sia autosufficiente, non ci chiuda lo sguardo sul futuro. Che la sapienza di Gesù ci apra alla speranza e ci permetta di preparare futuri buoni.
    Prego per Elisa che ci ha lasciati questa notte e per la sua famiglia.

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    1. mari

      Grazie! anche io ho visto il film e anche io condivido come molti preoccupazioni e incertezze per il futuro dei nostri figli, dei figli del mondo e del nostro povero mondo tutto…grazie suor Rita che ci inviti alla speranza … Tra tante incertezze e paure ne abbiamo tutti bisogno e abbiamo bisogno di farne esercizio … Credere e sperare in un futuro buono e di pace per chi verrà dopo di noi.

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  2. sr Alida

    Non ho visto il film ,ne ho sentito parlare …ma prego con voi per uno sguardo di speranza nel futuro e per Elisa e la sua famiglia

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  3. . Elena

    Prego con voi per il futuro dei figli del mondo e di tutti i popoli. Anche il nostro è un tempo oscuro, è necessario lo sguardo luminoso della fede. Prego oer Elisa e la sua famiglia.

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