giovedì 4 gennaio

di | 3 Gennaio 2018

lettera ai romaniromani 11,16-24

16Se le primizie sono sante, lo sarà anche l’impasto; se è santa la radice, lo saranno anche i rami. 17Se però alcuni rami sono stati tagliati e tu, che sei un olivo selvatico, sei stato innestato fra loro, diventando così partecipe della radice e della linfa dell’olivo, 18non vantarti contro i rami! Se ti vanti, ricordati che non sei tu che porti la radice, ma è la radice che porta te. 19Dirai certamente: i rami sono stati tagliati perché io vi fossi innestato! 20Bene; essi però sono stati tagliati per mancanza di fede, mentre tu rimani innestato grazie alla fede. Tu non insuperbirti, ma abbi timore! 21Se infatti Dio non ha risparmiato quelli che erano rami naturali, tanto meno risparmierà te! 22Considera dunque la bontà e la severità di Dio: la severità verso quelli che sono caduti; verso di te invece la bontà di Dio, a condizione però che tu sia fedele a questa bontà. Altrimenti anche tu verrai tagliato via. 23Anch’essi, se non persevereranno nell’incredulità, saranno innestati; Dio infatti ha il potere di innestarli di nuovo! 24Se tu infatti, dall’olivo selvatico, che eri secondo la tua natura, sei stato tagliato via e, contro natura, sei stato innestato su un olivo buono, quanto più essi, che sono della medesima natura, potranno venire di nuovo innestati sul proprio olivo!

Commento

Il paragone è tra un ulivo originale e uno innestato su questo originale. L’originale è il popolo ebreo, che ha conosciuto per primo l’alleanza e la promessa, mentre il ramo innestato è il popolo pagano che ha accolto successivamente la salvezza. Esiste allora un  legame tra l’incredulità di una parte di Israele e l’ “innesto” dei pagani.  Tale legame è la consapevolezza dei due popoli di essere uniti in un’unica radice che è la linfa che nutre tutta la pianta e tale radice è Gesù Cristo. I due popoli sono “Innestati fra loro”!! Mi sembra che dovremmo molto riflettere se è veramente opportuno l’aver costruito un’ “altra religione”, mentre siamo in realtà innestati “fra loro”. Ringraziamo il dono del Concilio e la storia recente che per tanti aspetti ha evidenziato il nostro legame con Israele! In ogni caso, non bisogna “vantarsi contro i rami”, vantarsi della propria diversità senza considerare soprattutto la nostra dipendenza! Non devono vantarsi gli ebrei di essere il popolo eletto, non devono vantarsi i cristiani di ritenersi portatori della salvezza. In ogni caso tutto è legato dal dono della fede. infatti La “mancanza di fede” ha provocato il taglio di Israele. “Grazie alla fede” i pagani restano innestati. “Tu non insuperbirti, ma abbi timore”. Siamo tutti legati alla stessa condizione, dalla stessa fede. questo è il vero  legame tra il popolo eletto e i credenti.

Preghiamo

Preghiamo per don Emilio Mayer che ci ha lasciato ieri

3 pensieri su “giovedì 4 gennaio

  1. Sr rita

    La santità delle origini rende santo anche l’impasto
    Noi siamo innestati, impastati,resi figli partecipi. ..grazie Signore per questo innesto….che la nostra vita sia frutto di radici sante.

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  2. . Elena

    È bello pensare di essere tutti, in fondo, la stessa pianta. Stesse radici, rami fusi ai rami precedenti. La stessa linfa ci porta a crescere verso l’alto e a dare buon frutto. Ringraziamo di essere ciò che.il nostro Dio-Agricoltore ( in questa metafora) ha voluto per noi e ricordiamoci di essere tutti la stessa pianta. Quante umane stupidità in tutte le nostre presunzioni di superiorità, di eccellenza. Noi siamo ciò che il Signore vuole che siamo, possiamo solo mettercela tutta per essere più malleabilili ed umili nelle sue mani e servire davvero questa vita che ci viene donata.
    Preghiamo per don Emilio e per Nicoletta che ha tanto bisogno della nostra preghiera…

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  3. srAlida

    Se santa è la radice lo saranno anche i rami..Ricorda è la radice che porta te..Grazie alla fede siamo tutti innestati alla stessa radice,Che sia questo il nostro modo di vedere ,accogliere ,vivere il nostro quotidiano ,con le persone e con gli avvenimenti .Prego con voi per don Emilio ,Nicoletta e quanti portiamo in cuore che ci chiedono preghiere .

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