venerdì 5 febbraio

di | 5 Febbraio 2016

la stella del mattino Sofonia  1,14-2,3                                                                      

14 È vicino il gran giorno del Signore, è vicino e avanza a grandi passi. Una voce: Amaro è il giorno del Signore! anche un prode lo grida. 15 «Giorno d’ira quel giorno, giorno di angoscia e di afflizione, giorno di rovina e di sterminio, giorno di tenebre e di caligine, giorno di nubi e di oscurità, 16 giorno di squilli di tromba e d’allarme sulle fortezze e sulle torri d’angolo. 17 Metterò gli uomini in angoscia e cammineranno come ciechi, perché han peccato contro il Signore; il loro sangue sarà sparso come polvere e le loro viscere come escrementi. 18 Neppure il loro argento, neppure il loro oro potranno salvarli». Nel giorno dell’ira del Signore e al fuoco della sua gelosia tutta la terra sarà consumata, poiché farà improvvisa distruzione di tutti gli abitanti della terra. 1 Radunatevi, raccoglietevi, o gente spudorata, 2 prima di essere travolti come pula che scompare in un giorno; prima che piombi su di voi la collera furiosa del Signore. 3 Cercate il Signore voi tutti, umili della terra, che eseguite i suoi ordini; cercate la giustizia, cercate l’umiltà, per trovarvi al riparo nel giorno dell’ira del Signore.  

Commento 

Anche Sofonia come gli altri profeti ci parla del giorno del Signore. Questo profeta cerca di metterne in evidenza alcuni tratti. Il testo ci dà tre note del giorno del Signore: la sua vicinanza, la rapidità del suo avanzare e la sua amarezza. Se questo è per tutti, lo è certamente in modo rilevante per il “forte”, cioè per chi nella sua esistenza sperimentava in modo emergente la sua potenza vitale; proprio lui entra in modo più clamoroso nello “scandalo ” del grande giorno del Signore. Vi è una negatività assoluta di questo giorno,  è l’amara “rivincita”, o l’inevitabile vittoria, della morte contro ogni esistenza. C’è un giudizio di morte che in ogni modo attende ogni vivente. Tutto quello che, nella fragilità dell’esistenza è stato tenuto lontano come segno di morte, ora implacabilmente si afferma.   Sofonia ricorda la ragione profonda, teologica, della morte, la ragione che Dio ha rivelato al suo popolo: “hanno peccato contro il Signore”. Viene così esplicitata la “ragione” della morte, che dunque è l’ultima, assoluta sanzione per il grande “divorzio” tra Dio e l’umanità. Ma tutto non può finire in questo giudizio negativo ecco che al capitolo2 si spalanca come all’improvviso, il grande appello alla salvezza, appello rivolto ai “poveri”;  A questi poveri Dio dice di cercare la giustizia: dunque, una strada di speranza è aperta!

Preghiamo 

Preghiamo per il patronato che oggi ricorda l’anniversario di morte di Don Bepo. 

Dal Vangelo secondo Marco 

In quel tempo, il re Erode sentì parlare di Gesù, perché il suo nome era diventato famoso. Si diceva: «Giovanni il Battista è risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi». Altri invece dicevano: «È Elìa». Altri ancora dicevano: «È un profeta, come uno dei profeti». Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: «Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto!». 
Proprio Erode, infatti, aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. 
Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto.  
E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro. 

5 pensieri su “venerdì 5 febbraio

  1. sr Rita

    Davanti a questa nuova “venuta” del giorno de Signore, mi chiedo: cosa significa, per me oggi, qui, cercare il Signore, cercare la giustizia, cercare l’umiltà? Donami Signore discernimento e sapienza affinché ascoltandoti trovi il giusto cammino, al riparo della tua misericordia.
    Auguri al Patronato per tutto quello che di bene ha fatto e continua a fare nel nome del Signore e di Don Bepo. Che Dio benedica Don Sandro e i suoi confratelli.

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  2. Elena

    Mi tornano in mente le beatitudini, quei piccoli passi di umana grandezza agli occhi di Dio, e che, nella storia di ieri e nella storia di oggi continuano ad avere valore. Per tutti, e che forse sono l’unico modo per essere accolti nel giorno del Signore. Piccolo, umile, amorevole, caritatevole, a servizio, giusto, puro, povero…. beh, non è facile far parte di questa schiera…
    Prego il Padre perchè mi smonti pezzo-pezzo, a volte, dalle mie così radicate sicurezze e mi permetta di ascoltare in silenzio e di vedere ad occhi bassi…
    Grazie Don Bepo per la tua grande piccolezza nel Signore, grazie per il Patronato, cui devo tantissimo perchè mi ha salvato un figlio ammalato. E grazie a te, Don Sandro, perchè ci sei!!!
    Elena

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  3. Luca

    Una preghiera per Stefano, per tutte le persone che sono rimaste senza lavoro, e per i loro familiari: il Signore doni loro la forza di vivere con speranza questi momenti difficili.

    Buona giornata a tutti!

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  4. sr.Alida

    Cercare:cercare il Signore,cercare il bene,ascoltare,cercare consolazione per chi subisce violenza,cercare di vivere la carità nella verità….cercare ogni giorno piccoli segni di speranza,di luce…di pace..”Alto e glorioso Dio illumina il cuore mio ,dammi umiltà profonda e coscienza ,che non confonda,conoscendo la Tua misericordia….”Signore benedici don Sandro , il Patronato nel ricordare don Bepo,ed ogni opera di bene che si compie…una preghiera per Stefano e per chi è senza lavoro…P.S. anch’io ho un fratello che si chiama Stefano con difficoltà di lavoro .Forse sei il Luca che conosce anche lui,con cui si trova bene ? Grazie !

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  5. Giulio

    L’ira del Signore è sconvolgente. Tutti potremmo esserne travolti.
    Praticare la giustizia e l’umiltà nell’eseguire gli ordini del Signore ci può (forse) riparare dalla sua furia.
    Ma non cerco riparo.
    Voglio sentire la potenza del Signore.
    Come in un mare in tempesta, aggrappato ad una speranza: alla fine anch’io sarò accolto.

    Penso a don Bepo (di cui poco conosco), al patronato, a don Sandro: che il mare in tempesta non abbia possibilità di vittoria.

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