venerdì 3 aprile

di | 2 Aprile 2015

Venerdì Santo – Giovanni 18,1-18,42

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

Commento

In quel tutto è compiuto, vi è proprio tutto, ma proprio tutto l’amore del Signore. Più di così non poteva dare agli uomini. È il silenzio che ci avvolge oggi, il silenzio delle campane, il silenzio di una liturgia sobria, senza canti, il silenzio del mondo, per guardare, contemplare e pensare l’amore di Dio per l’uomo. Oggi ci passa dentro il cuore la visione di quel Crocifisso, che è anche l’Amore che noi continuiamo a negare a tanti crocifissi, con le nostre ingiustizie, violenze, indifferenze. È un’immensa selva quella dei Calvari nel mondo. Ma Gesù, per non lasciarci soli in questa selva di calvari, sotto la Sua Croce, ci ha donato la Mamma: Donna, ecco tuo figlio. Così l’Amore non conosce sosta, non si ferma. Non è caratteristica dell’amore conoscere la fine: l’amore valica tempi e difficoltà. E certamente, a sostenere il dolore di Maria, era la fede e la speranza incrollabili che Suo Figlio, il Crocifisso, sarebbe tornato. Lo aveva promesso. Concedici Signore di conoscere la stessa fede incrollabile di Maria, che ci testimonia come l’amore non si ferma.

Preghiamo

Preghiamo per tutti i crocefissi del mondo a causa di tutte le sofferenze e ingiustizie

Un pensiero su “venerdì 3 aprile

  1. Elena

    Proprio ieri, scambiando due parole con la vicina, ricordavamo quante croci silenziose consumano la vita di chi ci sta vicino e lontano. Quanti crocifissi….
    Ciascuno ha il proprio vissuto di dolori e si sacrifici, però è difficile vedere, oltre quel “tutto è compiuto”. Riusciamo a vedere la luce dopo il buio? Riusciamo a credere nella vita, nonostante quel nostro tutto si sia compiuto? Riusciamo a tollerare la perdita, il dolore devastante sperando in un ritrovarsi nella vita? Una vita nuova voluta per noi? Una vita dove l’amore è ciò che ha e dà senso ad ogni nostra lacrima e ad ogni nostro sorriso???
    Un tempo di silenzio, per meditare, per pregare questo Dio ferito dalla nostra pochezza, ancora capace di prenderci in grembo, ancora capace di pensare a noi, ancora capace di Amore!
    Buona giornata a tutti voi, Elena

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