venerdì 18 agosto

di | 17 Agosto 2023

Matteo 17,1-8

Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco, apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. 4Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: “Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia”. 5Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo”. 6All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. 7Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: “Alzatevi e non temete”. 8Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.

Commento

Il testo ci dice una speranza: che un volto trasfigurato di luce può esistere, che non siamo destinati solo alla notte e a conoscere dei volti sfigurati dal dolore. Se mettiamo insieme tutte le indicazioni che ci arrivano dal vangelo ci accorgiamo che la nota sei giorni dopo ci dice che quello che è stato narrato nel capitolo precedente si è come svolto nello spazio temporale di una settimana. E quel sei giorni dopo dice la conclusione che è la domenica. Radunarsi la domenica per celebrare e vivere l’eucarestia vuol dire celebrare la luce della resurrezione e vuol dire lasciarci guidare dalla luce del Signore risorto. Pietro che vede quella scena di luce è felice. E chiede di fermarsi su quel monte per sempre, costruendo tre tende, una per Gesù, una per Mosè e una per Elia che sono i più grandi profeti di Israele. Quando si intravede la luce, la speranza, la vita bella non si vorrebbe mai andar via  da quel momento. Gesù invita invece a scendere dal monte della luce per tornare alla vita ordinaria. I discepoli del Signore devono fare una sola cosa:  ascoltare la voce, la parola del Figlio amato da Dio.

Preghiamo

Preghiamo per chi vive nella notte della malattia.

2 pensieri su “venerdì 18 agosto

  1. Elena

    Una sottile nostalgia… Nostalgia di Te, della Tua luce, della bellezza senza fine, della felicità più piena e assoluta nel poterti vedere, Signore…
    Mi riporti ogni volta a questa nostalgia che diventa speranza e fiducia, desiderio. Allora, qualche volta, qualche barlume di questa Tua luce appare… Quanta bellezza e quanto desidero che duri per sempre….

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  2. srAlida

    Certo quando qualcosa che si vive è bello si vorrebbe non cambiare mai. Pensiamo a ciò che non passa, che perderemo mai. Per chi vive la malattia preghiamo.

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