venerdì 16 febbraio

di | 16 Febbraio 2018

Michelangelo_Buonarroti_027 Ger 7,16-20                                          

16 Tu poi, non pregare per questo popolo, non innalzare per esso suppliche e preghiere né insistere presso di me, perché non ti ascolterò. 17 Non vedi che cosa fanno nelle città di Giuda e nelle strade di Gerusalemme? 18 I figli raccolgono la legna, i padri accendono il fuoco e le donne impastano la farina per preparare focacce alla Regina del cielo; poi si compiono libazioni ad altri dei per offendermi. 19 Ma forse costoro offendono me – oracolo del Signore – o non piuttosto se stessi a loro vergogna?” 20 Pertanto, dice il Signore Dio: “Ecco il mio furore, la mia ira si riversa su questo luogo, sugli uomini e sul bestiame, sugli alberi dei campi e sui frutti della terra e brucerà senza estinguersi”.

Commento

Geremia descrive una situazione di peccato così complessa da non poter essere neppure soccorsa con la preghiera. Si tratta della situazione di chi avendo avuto una conoscenza diretta e forte del Signore e del suo grande bene, poi si stacca da Lui verso altre attenzioni e quindi verso “idolatrie” nei confronti di ciò che non è Dio. “Non ti ascolterò”. Siamo ancora nel Tempio, trasformato in una spelonca di ladri; il “furto” che viene commesso riguarda proprio la relazione con Dio che viene deviata e stravolta verso divinità che non sono dio. E questo avviene, nelle città di Giuda e nelle strade di Gerusalemme. A un culto solo formalmente corretto si unisce un atteggiamento esistenziale che lo nega. Nell’idolatria viene coinvolta la realtà preziosa di quelle relazioni, figli e padri, uomini e donne, che Dio ha voluto fin da principio come soggetto forte della comunione con Lui. Tutti “collaborano” per un culto avverso al Signore; faticano per servire divinità straniere abominevoli. La vita lontana dalla fede nell’unico Dio, precipita nell’asservimento “religioso” alle crudeli divinità e signorie del mondo. Quindi coloro che dovrebbero “concorrere” nella lode del Signore, concorrono nell’abominio dell’idolo. Questo provoca l’ira di Dio!  Ma in realtà a subire il vero stravolgimento e il più profondo intristirsi sono proprio coloro che lo compiono. L’ira di Dio è dunque lo “specchio” di quell’abbrutimento che avviene nella vicenda umana, quando allontanandosi dalla relazione con il vero unico Signore, l’umanità diventa serva succube dei suoi stessi idoli di inganno e di morte.

Preghiamo

Preghiamo per Marco

3 pensieri su “venerdì 16 febbraio

  1. . Elena

    Il male commesso verso Dio e verso gli altri, non è forse male fatto a me stessa? E il bene fatto nel nome del Signore e verso gli altri, non porta forse bene a me, nel profondo? Rifletto spesso su questo gioco di specchi… e su come bene e male si espandono. Ma Signore, dove andare senza Te, lontano da Te? Pietà per la mia pochezza e la mia scarsa capacità di essere fiduciosa e amplficatrice dell’amore che hai per noi….
    Preghiamo per Marco e per le persone che ogni giorno muoiono a causa dell’uso folle di armi e violenza.

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  2. sr Rita

    Preghiamo per chi in questo tempo è chiamato a vivere cambiamenti importanti nella propria vita.

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  3. srAlida

    Servire attraverso solo formule ,e regole è formalità,non vera relazione con Dio .
    Ti chiediamo ,Signore profonda con Te….preghiamo per chi deve compiere cambiamenti ,perla propria vita ,per Marco ,e per le vittime di violenze e guerre

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