Venerdì 15 gennaio

di | 14 Gennaio 2016

la stella del mattinoNaum 1,2-8

2 Un Dio geloso e vendicatore è il Signore, vendicatore è il Signore, pieno di sdegno. Il Signore si vendica degli avversari e serba rancore verso i nemici. Il Signore è lento all’ira, ma grande in potenza e nulla lascia impunito. 3 Nell’uragano e nella tempesta è il suo cammino e le nubi sono la polvere dei suoi passi. 4 Minaccia il mare e il mare si secca, prosciuga tutti i ruscelli. Basàn e il Carmelo inaridiscono, anche il fiore del Libano languisce. 5 Davanti a lui tremano i monti, ondeggiano i colli; si leva la terra davanti a lui, il mondo e tutti i suoi abitanti. 6 Davanti al suo sdegno chi può resistere e affrontare il furore della sua ira? La sua collera si spande come il fuoco e alla sua presenza le rupi si spezzano.  7 Buono è il Signore, un asilo sicuro nel giorno dell’angoscia: 8 conosce quelli che confidano in lui quando l’inondazione avanza. Stermina chi insorge contro di lui e i suoi nemici insegue nelle tenebre.

Commento

Qui si parla di gelosia di Dio e tutta la descrizione che ne esce di questa gelosia non è per nulla positiva. Sembra una gelosia carica di potenza e vendetta. Ma la gelosia è solo questa cosa? Può esistere una gelosia positiva, buona, che ha il sapore diverso da quello che abitualmente siamo abituati a pensare?  Nel linguaggio biblico la gelosia assume caratteristiche particolari. Essa è segno di zelo, di passione, di ardore, non si connota come una cosa meschina o subdola, e nemmeno come semplice egoismo generato da un passione cieca. in questo testo di Naum si nasconde una qualità particolare di Dio: la gelosia sgorga dalla forza di amore di Dio. sembra che Dio ragioni così: alla forza del suo amore gratuito deve come corrispondere l’amore forte dell’uomo. È vero che vi è sempre in gioco la libertà dell’uomo, ma quando si ama totalmente e pienamente si ha anche il coraggio di chiedere altrettanto amore. All’amato del cuore posso chiedere di amarmi, anche se so che è libero di scegliere di non amare. Pur di riuscire a incontrare il favore dell’uomo Dio mette in atto anche un’azione purificatrice, che simbolicamente passa attraverso un fuoco che spazza via ogni male. Quando la purificazione è compiuta la gelosia di Dio scompare. L’amore non è una cosa per uomini e donne buone, ma per uomini e donne forti e umili insieme, capaci anche di grandi cose pur di arrivare al cuore dell’amato. Ecco il Dio raccontato da Naum:  non è geloso nel senso di egoista, ma geloso nel senso di ardere di passione per l’amato. Gesù nel pieno della rivelazione biblica ci dirà che l’amore geloso è carico di tenerezza e di misericordia, ma pur sempre amore passionale.

Preghiamo

Preghiamo perché l’uomo e la donna possano sempre amarsi, anche nei conflitti, di un amore carico di tenerezza, di forza e di passione.

Dal vangelo secondo Marco

Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola. Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati». Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua».  Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».

3 pensieri su “Venerdì 15 gennaio

  1. anna gabriele

    Questo Dio geloso mi ricorda l’affetto di una madre che ama la sua creatura nonostante tutto e insiste per educarla aiutarla e indirizzarla con amore pazienza dedizione infiammandosi in alcuni momenti ma a fin di bene.
    Dio ci ama così proprio come dei figli e non si rassegna a perderci nonostante i nostri momento di allontanamento da Lui ed e pronto ad accoglierci con la Sua misericordia e il Suo infinito amore per l’uomo
    Così noi siamo davvero suoi figli.

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  2. Elena

    Penso alla gelosia come ad un dolore, una sofferenza profonda che nasce dal non voler perdere l’amato. La gelosia di Dio , nelle parole del profeta, mi fa riflettere sul suo essere il rifugio agognato, dal quale è pericoloso allontanarsi. In Lui c’è il tutto, fuori c’è la tempesta, il caos.
    La gelosia umana prende a volte connotazioni vendicative, proprio brutte. E’ un sentimento che sa essere devastante, per chi lo vive e per chi lo subisce. Un po’ di sana gelosia , al contrario, può rafforzare il legame tra le persone che si amano, lascia libero l’altro, ma se ne prende cura e lo osserva e conosce, amandolo, pur nei suoi aspetti sociali e relazionali con il mondo.
    Prego per tutte le persone che si amano,si accolgono ed imparano ogni giorno della vita a conoscersi un po’ di più e a rispettarsi.
    Elena

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  3. sr.Alida

    La gelosia di Dio è positiva..perchè non vuole perdere nessuno.. viene dalla Sua forza d’amarci ad uno ,ad uno,con tenerezza e misericordia. Cosa posso operare ,o essere oggi, per arrivare al cuore di Dio,ed essere davanti a Lui presenza viva dei fratelli?Unita alle intenzioni di oggi ,vi saluto

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