venerdì 13 ottobre

di | 13 Ottobre 2017

chagall giuseppe Gen 46,1-30                                           

1 Israele dunque levò le tende con quanto possedeva e arrivò a Bersabea, dove offrì sacrifici al Dio di suo padre Isacco. 2 Dio disse a Israele in una visione notturna: «Giacobbe, Giacobbe!». Rispose: «Eccomi!». 3 Riprese: «Io sono Dio, il Dio di tuo padre. Non temere di scendere in Egitto, perché laggiù io farò di te un grande popolo. 4 Io scenderò con te in Egitto e io certo ti farò tornare. Giuseppe ti chiuderà gli occhi». 5 Giacobbe si alzò da Bersabea e i figli di Israele fecero salire il loro padre Giacobbe, i loro bambini e le loro donne sui carri che il faraone aveva mandati per trasportarlo. 6 Essi presero il loro bestiame e tutti i beni che avevano acquistati nel paese di Canaan e vennero in Egitto; Giacobbe cioè e con lui tutti i suoi discendenti; 7 i suoi figli e i nipoti, le sue figlie e le nipoti, tutti i suoi discendenti egli condusse con sé in Egitto. 8 Questi sono i nomi dei figli d’Israele che entrarono in Egitto: Giacobbe e i suoi figli, il primogenito di Giacobbe, Ruben. 9 I figli di Ruben: Enoch, Pallu, Chezron e Carmi. 10 I figli di Simeone: Iemuel, Iamin, Oad, Iachin, Socar e Saul, figlio della Cananea. 11 I figli di Levi: Gherson, Keat e Merari. 12 I figli di Giuda: Er, Onan, Sela, Perez e Zerach; ma Er e Onan morirono nel paese di Canaan. Furono figli di Perez: Chezron e Amul. 13 I figli di Issacar: Tola, Puva, Giobbe e Simron. 14 I figli di Zàbulon: Sered, Elon e Iacleel. 15 Questi sono i figli che Lia partorì a Giacobbe in Paddan-Aram insieme con la figlia Dina; tutti i suoi figli e le sue figlie erano trentatré persone. 16 I figli di Gad: Zifion, Agghi, Suni, Esbon, Eri, Arodi e Areli. 17 I figli di Aser: Imma, Isva, Isvi, Beria e la loro sorella Serach. I figli di Beria: Eber e Malchiel. 18 Questi sono i figli di Zilpa, che Làbano aveva dato alla figlia Lia; essa li partorì a Giacobbe: sono sedici persone. 19 I figli di Rachele, moglie di Giacobbe: Giuseppe e Beniamino. 20 A Giuseppe nacquero in Egitto Efraim e Manasse, che gli partorì Asenat, figlia di Potifera, sacerdote di On. 21 I figli di Beniamino: Bela, Becher e Asbel, Ghera, Naaman, Echi, Ros, Muppim, Uppim e Arde. 22 Questi sono i figli che Rachele partorì a Giacobbe; in tutto sono quattordici persone. 23 I figli di Dan: Usim. 24 I figli di Nèftali: Iacseel, Guni, Ieser e Sillem. 25 Questi sono i figli di Bila, che Làbano diede alla figlia Rachele, ed essa li partorì a Giacobbe; in tutto sette persone. 26 Tutte le persone che entrarono con Giacobbe in Egitto, uscite dai suoi fianchi, senza le mogli dei figli di Giacobbe, sono sessantasei. 27 I figli che nacquero a Giuseppe in Egitto sono due persone. Tutte le persone della famiglia di Giacobbe, che entrarono in Egitto, sono settanta. 28 Ora egli aveva mandato Giuda avanti a sé da Giuseppe, perché questi desse istruzioni in Gosen prima del suo arrivo. Poi arrivarono al paese di Gosen. 29 Allora Giuseppe fece attaccare il suo carro e salì in Gosen incontro a Israele, suo padre. Appena se lo vide davanti, gli si gettò al collo e pianse a lungo stretto al suo collo. 30 Israele disse a Giuseppe: «Posso anche morire, questa volta, dopo aver visto la tua faccia, perché sei ancora vivo».

Commento

Non temere”: è di grande spessore questa parola divina, che noi ben conosciamo in passaggi fondamentali della storia della salvezza, quando qualche suo protagonista sembra dover accettare che tutta la speranza della storia passi attraverso la sua persona e la sua obbedienza di fede a Dio.  Ed ecco subito la ripetizione mirabile del verbo “scendere”. “Non temere di scendere in Egitto” e “Io scenderò con te in Egitto”! Espressione meravigliosa per dire la presenza e la comunione tra Dio e ogni suo figlio, e, in pienezza, con il Figlio prediletto. Mistero che segna e accompagna la vita di ciascuno di noi, e che può assumere i caratteri di drammatica bellezza che qui ascoltiamo quando l’avventura dell’esistenza assume volti e modi particolarmente delicati. inoltre non lasciamoci sfuggire la ricchezza contenuta in quella che può sembrare una semplice e noiosa fila di nomi. Innanzi tutto, ricordiamolo, il valore di ogni persona e di ogni vita! e qui, in particolare, la cura nel sottolineare la completezza di questa famiglia, fonte storica dell’intero popolo di Dio, che tutta entra nella terra d’Egitto. Anche noi saremo rapidamente smarriti in un grande oblio della storia, e nessuno saprà neanche che ci siamo stati. Ma i nostri nomi sono scritti nel Libro di Dio! e per finire ci viene offerta la memoria dell’incontro tra Giuseppe e il padre. Questo figlio sembra ritornato giovane, proprio come un figlio perduto e ritrovato. Ancora assistiamo a questo pianto meraviglioso e misterioso. Al di là della commozione di un momento, anche qui sembra si voglia significare il mistero della fede e della comunione, dove al pianto della tribolazione della storia è strettamente intrecciata la forza dell’amore che unisce tra loro il Figlio e il Padre.

Preghiamo

Preghiamo per i figli lontani dal padre e dalla madre

2 pensieri su “venerdì 13 ottobre

  1. . Elena

    La parola che mi viene questa mattina è comunione….
    Tra Dio e l’uomo, tra un padre e i suoi figli, tra tutte le famiglie messe in movimento per un incontro importante. Comunione…. Unione con….
    Che possiamo anche noi essere capaci di comunione, in famiglia, tra amici, anche tra persone che lavorano insieme, con Dio, con le persone che incontriamo nel lungo o breve cammino che ci viene chiesto di intraprendere per vivere bene la nostra vita! Una preghiera condivisa per figli e genitori lontani fra loro.

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  2. sr Alida

    Non temere ! Sono con te in tutto ciò he vivi ….parole che dovrebbero risuonare più spesso in noi ,a ricordarci la presenza viva di un Padre che ama senza condizioni …che riunisce i cuori ,che genera sempre e comunque vita ,Mi unisco alla preghiera per figli e genitori lontani ,per tutte le famiglie…

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