venerdì 13 maggio

di | 12 Maggio 2016

avvento boseMarco 10,23-31                                                                                 

23 Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». 24 I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! 25 È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». 26 Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». 27 Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio». 28 Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». 29 Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, 30 che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. 31 Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».

Commento

La continuazione del brano di ieri è questa amara considerazione che Gesù fa sul tema della ricchezza e dei ricchi. Egli infatti confida ai discepoli la dura considerazione di come sia difficile entrare nel regno da parte di coloro che “possiedono ricchezze”. In Israele la ricchezza era considerata come uno dei temi e dei motivi della benedizione di Dio sull’uomo. È evidente che tale passaggio oggi lo si esprime in maniera diversa, ma è pur sempre presente. L’uomo che si costruisce la propria vita e si arricchisce grazie alla propria fatica è come se fosse benedetto da Dio. possiamo anche tentare di guardare questa vicenda nel modo più bello possibile, ma rimane pur sempre la considerazione che l’uomo che si industria, che si dà da fare e che si arricchisce nella maniera più onesta possibile e attraverso il duro lavoro  è come segnato dalla benedizione di Dio. in realtà nella sacra scrittura le cose non vanno proprio così. Lo sguardo benevolo e misericordioso di Dio non è rivolto verso l’uomo ricco e onesto, ma verso il povero e il misero. Perché la ricchezza è un’ impedimento all’ingresso nel regno dei cieli? Forse perché Gesù si è presentato povero e umile e ha vissuto di quella grande legge che non è il lavoro fine a se stesso, ma della legge di una relazione di amorevolezza verso l’uomo. E forse anche perché la ricchezza produce solo divisioni e litigi. La domanda di Pietro su chi può salvarsi non fa altro che ribadire lo stesso concetto: l’uomo da solo non può salvarsi, è Dio infatti che salva. Non sono le ricchezze e i meriti che salvano, ma la grazia, il dono Dio, che salva. Ed ecco la conclusione: molti che hanno oggi la responsabilità di poteri e di ricchezze saranno esposti al pericolo di non entrare in questa universale famigliarità. Molti “ultimi” getteranno le due monetine della loro piccolezza-povertà nel grande tesoro della carità e per questo celebreranno nelle loro piccole persone il mistero e la potenza di Colui che si è fatto povero per noi, per la nostra salvezza.

Preghiamo

Preghiamo perché la chiesa possa vivere della e nella povertà

5 pensieri su “venerdì 13 maggio

  1. sr Rita

    Benedico il Signore per il molto che mi ha dato e mi continua a dare…per il poco che ho lasciato.
    Non aspetto altro dal Signore: mi ha già dato più di quanto speravo. Preghiamo per un altro sacerdote della nostra chiesa brasiliana, trovato assassinato in casa.

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  2. Elena

    Quando ho visitato città ricche, davvero tanto ricche, ho compreso appieno la Parola di oggi.
    Allora ringrazio di non essere accecata dalla ricchezza. Di non essere diventata sorda e muta rispetto a chi è povero e ringrazio di tutto ciò che il Signore mi ha dato, che è davvero molto!
    Prego con voi ed affido Giordano nelle braccia del Padre….
    Elena

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  3. sr Alida

    Sento su me lo sguardo di Gesu’,come forte invito ,a vivere e cogliere l’essenziale…..ed anche per me ,sorge spontaneo il grazie per quanto mi ha donato e dona….anch’io constato quanto poco ho lasciato ,all’inizio sembra di aver lasciato tutto ,poi cammin facendo ,ci si accorge di quanto ancora va lasciato….prego per i poveri ,per quelli piu’ in difficoltà ,per Giordano ,per il vescovo ucciso ,e la chiesa brasiliana….

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  4. Silvia Coter

    I discepoli erano sconcertati e stupiti…come se quella parola toccasse, non tanto la loro visione di ricchezza, ma la loro stessa condizione…eppure non mi pare fossero dei ricconi e in più come dice Pietro avevano lasciato tutto per seguirLo. E per me? Non sono ricca, eppure mi tocca personalmente. Riconosco in me quella tentazione di avere qualcosa in più, quella tentazione di avidità, di fare come quello stolto contadino che pian pianino mise nel suo granaio tanto di quel grano da considerarsi apposto per sempre… Mi viene in mente la manna dell’esodo…in cui il Signore ci chiede di fidarci di Lui, della sua cura per noi, di attaccare il cuore al Donatore e non ai doni.
    Signore abbi pieta di noi, aiutaci ad avere il cuore libero, il cuore di un bambino, aperto al rimprovero e capace di grande generosità!
    Prego insieme a voi
    Buona giornata a tutti!

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  5. anna

    Gesu ci insegna che le cose vere ed essenziali sono nel cuore e tutto l’esterno del mondo di oggi non da la felicita. Se non ami se non dai quello che sei e che
    hai, se non hai il cuore libero non puoi essere del Suo regno di pace di amore di gioia di feliicita, ma vivere in situazioni normali lavorando avendo una famiglia fa sentire le sue parole ancora piu vere per un modello alternativo ai nostri figli e a tutti soggetto a critiche e anche al disprezzo di chi vive per se per quello che riceve non per quello che da.
    Preghiamo per i ragazzi che riceveranno la Cresima che scelgano con l’aiuto di Gesu e dei grandi dicessere una luce per il mondo illuminati dal suo Spirito.

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