sabato 8 giugno

di | 7 Giugno 2019

Salmo 69 – Titolo: NON UNO HO TROVATO CHE MI CONSOLASSE

Ma tu, Signore Gesù, che nell’Orto prima e poi sulla Croce, hai sofferto tutti i gemiti degli animali e degli uomini; i gemiti dei cieli e degli abissi; tu che sai, o Servo del Signore e Uomo esperto d’ogni patire: prima libera dalla disperazione i disperati; libera dall’odio ogni offesa e dolore; libera vivi e morti dalla stessa morte che tutti avvolge come un lago profondo.

1 Al maestro del coro. Su «I gigli». Di Davide.

2 Salvami, o Dio:
l’acqua mi giunge alla gola.

3 Affondo in un abisso di fango,
non ho nessun sostegno;
sono caduto in acque profonde
e la corrente mi travolge.

4 Sono sfinito dal gridare,
la mia gola è riarsa;
i miei occhi si consumano
nell’attesa del mio Dio.

5 Sono più numerosi dei capelli del mio capo
quelli che mi odiano senza ragione.
Sono potenti quelli che mi vogliono distruggere,
i miei nemici bugiardi:
quanto non ho rubato, dovrei forse restituirlo?

6 Dio, tu conosci la mia stoltezza
e i miei errori non ti sono nascosti.

7 Chi spera in te, per colpa mia non sia confuso,
Signore, Dio degli eserciti;
per causa mia non si vergogni
chi ti cerca, Dio d’Israele.

8 Per te io sopporto l’insulto
e la vergogna mi copre la faccia;

9 sono diventato un estraneo ai miei fratelli,
uno straniero per i figli di mia madre.

10 Perché mi divora lo zelo per la tua casa,
gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me.

11 Piangevo su di me nel digiuno,
ma sono stato insultato.

12 Ho indossato come vestito un sacco
e sono diventato per loro oggetto di scherno.

13 Sparlavano di me quanti sedevano alla porta,
gli ubriachi mi deridevano.

14 Ma io rivolgo a te la mia preghiera,
Signore, nel tempo della benevolenza.
O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi,
nella fedeltà della tua salvezza.

15 Liberami dal fango, perché io non affondi,
che io sia liberato dai miei nemici e dalle acque profonde.

16 Non mi travolga la corrente,
l’abisso non mi sommerga,
la fossa non chiuda su di me la sua bocca.

17 Rispondimi, Signore, perché buono è il tuo amore;
volgiti a me nella tua grande tenerezza.

18 Non nascondere il volto al tuo servo;
sono nell’angoscia: presto, rispondimi!

19 Avvicìnati a me, riscattami,
liberami a causa dei miei nemici.

20 Tu sai quanto sono stato insultato:
quanto disonore, quanta vergogna!
Sono tutti davanti a te i miei avversari.

21 L’insulto ha spezzato il mio cuore
e mi sento venir meno.
Mi aspettavo compassione, ma invano,
consolatori, ma non ne ho trovati.

22 Mi hanno messo veleno nel cibo
e quando avevo sete mi hanno dato aceto.

23 La loro tavola sia per loro una trappola,
un’insidia i loro banchetti.

24 Si offuschino i loro occhi e più non vedano:
sfibra i loro fianchi per sempre.

25 Riversa su di loro il tuo sdegno,
li raggiunga la tua ira ardente.

26 Il loro accampamento sia desolato,
senza abitanti la loro tenda;

27 perché inseguono colui che hai percosso,
aggiungono dolore a chi tu hai ferito.

28 Aggiungi per loro colpa su colpa
e non possano appellarsi alla tua giustizia.

29 Dal libro dei viventi siano cancellati
e non siano iscritti tra i giusti.

30 Io sono povero e sofferente:
la tua salvezza, Dio, mi ponga al sicuro.

31 Loderò il nome di Dio con un canto,
lo magnificherò con un ringraziamento,

32 che per il Signore è meglio di un toro,
di un torello con corna e zoccoli.

33 Vedano i poveri e si rallegrino;
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,

34 perché il Signore ascolta i miseri
e non disprezza i suoi che sono prigionieri.

35 A lui cantino lode i cieli e la terra,
i mari e quanto brulica in essi.

36 Perché Dio salverà Sion,
ricostruirà le città di Giuda:
vi abiteranno e ne riavranno il possesso.

37 La stirpe dei suoi servi ne sarà erede
e chi ama il suo nome vi porrà dimora.

Commento

È un salmo lungo, ma ho voluto lasciarlo così come è senza dividerlo in due parti perchè diventa in questo modo comprensibile e pregabile. Si tratta di una invocazione di aiuto.  Questa lamentazione si apre con l’immagine del salmista che scivola lentamente nel nulla: “3 Affondo in un abisso di fango, non ho nessun sostegno”. Questo scendere nel nulla corrisponde alla discesa nello sheol, negli inferi, nel nulla appunto. Una vita sola e abbandonata che affoga nella solitudine e nel vuoto. Gli inferi (lo sheol della Bibbia) erano raffigurati in Oriente come una regione sotterranea percorsa da canali fangosi, da flussi incandescenti di lava. Il salmista specifica di che male si tratta: del male interiore, della sofferenza, della malattia, ma vi è anche un male esteriore: la calunnia, l’insulto, la violenza, la maldicenza.  La preghiera di questo salmo ha due toni: la parola dura contro e la speranza. Fanno sempre pensare espressioni come: “Riversa su di loro il tuo sdegno, li raggiunga la tua ira ardente”, dove si arriva ad invocare la vendetta di Dio. Ma l’uomo quanto è nel nulla a volte non trasforma la sua preghiera in parole dure? Non sono altrettanto vere come le belle e dolci parole? Il secondo tono del salmo è la speranza  nel Signore dei poveri e delle vittime che, nella loro solitudine possono contare solo sul Signore. Qualcuno ha ipotizzato che gli evangelisti quando parlano di Gesù in croce hanno utilizzato il seguente versetto del salmo: 22 Mi hanno messo veleno nel cibo e quando avevo sete mi hanno dato aceto. Ed in effetti a Gesù sulla croce è stato dato aceto.

Preghiamo

Preghiamo per Ester

2 pensieri su “sabato 8 giugno

  1. sr rita

    Rispondimi, Signore, perché buono è il tuo amore;
    volgiti a me nella tua grande tenerezza.
    Riuscire a dire queste parole a Dio quando si è nell’angoscia vuol dire che niente e nessuno può separarci da Dio. Penso alle tante persone che sono in situazioni disperate e che hanno comunque la forza di risollevarsi, di sperare, di provare almeno a guardare positivamente al futuro. Prego per coloro che ancora non ce la fanno. Lo Spirito di Pentecoste sia fuoco e forza liberante.

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  2. Elena

    Prego col cuore e nel silenzio di questo sabato per le tante siruazioni simili, dolorose, disperate cone quelle espresse nel salmo. Ma non perdiamo mai la speranza di.un Dio che ci accompagna, ci tiene per mano, spesso ci solleva e ci porta in braccio….

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