sabato 3 ottobre

di | 3 Ottobre 2020

Mc 8,34-9,1        

34 Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 35  Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà. 36 Infatti quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? 37 Che cosa potrebbe dare un uomo in cambio della propria vita? 38 Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi». 1 Diceva loro: «In verità io vi dico: vi sono alcuni, qui presenti, che non morranno prima di aver visto giungere il regno di Dio nella sua potenza».

Commento

Diciamo così: condizioni per seguire Gesù. Condizioni che sono chiare, di una limpidezza unica, oserei dire radicali. Ma comunque interessanti e uniche. Se vuoi seguire il Signore questa è la via. Gesù non ammette tentennamenti. Capisce la nostra umanità, ma non addolcisce il messaggio della sequela. Vi è come un perdersi in Gesù, piuttosto che perdere la propria vita. smarrire la via, non riconoscere la luce. Seguire Gesù è la via, è la luce. Questa è la nuova umanità che Gesù genera e inaugura con la sua Pasqua che da oggi diventa esplicitamente il fine e il cuore della sua presenza tra noi, cioè di chi “vuol venire dietro a me”. Così, questo cammino dietro a lui portando la croce diventa l’immagine forte della persona del discepolo. Il discepolo “rinnega se stesso”: la vita cristiana è l’incessante conferma della sequela di Gesù nella rinuncia e ripudio della mondanità violenta e l’assunzione della vita nuova donata da Gesù. In tal modo, tutto si capovolge, e le parole di Gesù esprimono efficacemente questo rovesciamento di senso e di obiettivi. Al v.35 sono i due verbi “salvare” e “perdere” ad affermare il volto profondo di questa vita nuova in Gesù. Quello che mondanamente era “salvare” si converte a quello che era considerato “perdere” e che in Gesù diventa la presenza e la manifestazione del regno nuovo. La potenza del mondo è affermazione di sé attraverso il potere di dare la morte. La potenza della vita nuova è il dono di sé, il dono della vita. Questa è la chiamata e la responsabilità della vita cristiana.

Preghiamo

Preghiamo per i nostri amici

2 pensieri su “sabato 3 ottobre

  1. Elena

    Credo che Gesù ci chieda di lasciarci coinvolgere completamente, proprio nelle piccole grandi cose di tutti i giorni che hanno il sapore dolce-amaro dell’amore! Amore che è abbandono non solo all’amato/a, ma è una scelta continua di abbandono del proprio egoismo. Solo così si dà la propria vita , aprendo il cuore, la mente e l’anima alla luce. E chi cammina su questa strada, nonostante le seduzioni del mondo, sa che non si perderà dietro a cose inutili o malsane, ma cercherà il bello e il buono di ogni cosa perché in questo sta la gioia dell’amare. Come Gesù ci ha insegnato…
    Ricordo gli amici presenti e quelli che hanno riempito i miei passi di presenza e sostegno, tenerezza e fiducia, ma che ora riposano nel grembo di Dio.

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  2. sr Alida

    Il vero discepolo sa cosa salvare o perdere, per la vita nuova che riceve da Gesù stesso, sa nello scorrere del giorno cosa è l’essenziale per amare la propria croce e abbandonarsi nelle mani del Signore..insegnami Signore quest’arte.. Mi unisco alla preghiera per tutti gli amici in particolare per le persone che chiedono la nostra preghiera.

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