sabato 23 gennaio

di | 22 Gennaio 2021

qoelet 12,1-14

121 Ricòrdati del tuo creatore
nei giorni della tua giovinezza,
prima che vengano i giorni tristi
e giungano gli anni di cui dovrai dire:
“Non ci provo alcun gusto”;
2 prima che si oscurino il sole,
la luce, la luna e le stelle
e tornino ancora le nubi dopo la pioggia;
3 quando tremeranno i custodi della casa
e si curveranno i gagliardi
e cesseranno di lavorare le donne che macinano,
perché rimaste poche,
e si offuscheranno quelle che guardano dalle finestre
4 e si chiuderanno i battenti sulla strada;
quando si abbasserà il rumore della mola
e si attenuerà il cinguettio degli uccelli
e si affievoliranno tutti i toni del canto;
5 quando si avrà paura delle alture
e terrore si proverà nel cammino;
quando fiorirà il mandorlo
e la locusta si trascinerà a stento
e il cappero non avrà più effetto,
poiché l’uomo se ne va nella dimora eterna
e i piagnoni si aggirano per la strada;
6 prima che si spezzi il filo d’argento
e la lucerna d’oro s’infranga
e si rompa l’anfora alla fonte
e la carrucola cada nel pozzo,
7 e ritorni la polvere alla terra, com’era prima,
e il soffio vitale torni a Dio, che lo ha dato.
8 Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
tutto è vanità.
9 Oltre a essere saggio, Qoèlet insegnò al popolo la scienza; ascoltò, meditò e compose un gran numero di massime.
10 Qoèlet cercò di trovare parole piacevoli e scrisse con onestà parole veritiere. 11 Le parole dei saggi sono come pungoli, e come chiodi piantati sono i detti delle collezioni: sono dati da un solo pastore. 12 Ancora un avvertimento, figlio mio: non si finisce mai di scrivere libri e il molto studio affatica il corpo.
13 Conclusione del discorso, dopo aver ascoltato tutto: temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché qui sta tutto l’uomo.
14 Infatti, Dio citerà in giudizio ogni azione, anche tutto ciò che è occulto, bene o male.  

Commento

Siamo alla conclusione del percorso del libro di qoelet. Dicono gli studiosi di bibbia che questa conclusione è come un’aggiunta al testo. Ma forse queste questioni tecniche ci interessano di meno. Voglio tentare la mia conclusione. Questi versi conclusivi sono come un poema nostalgico di chi ormai è anziano. Invita i giovani a non sprecare la vita. Pensa alla sua condizione uomo dai capelli bianchi, che fa fatica a camminare, pensa a tutto quanto ha vissuto e sente che c’è come una grande malinconia nella sua vita. ma credo che questa non è la vera chiave di lettura del libro. Penso invece che la vera chiave di interpretazione è quella che sta nell’incarnazione della Parola di Dio all’interno della storia e dei limiti dell’uomo. Una Parola che si fa umana, carne, sofferenza, ansia, domanda, persino dubbio. Oseremmo dire che Qohelet ci insegna che anche nella crisi, nel silenzio stesso di Dio si può nascondere una sua presenza. E concludo con queste parole del cardinal Ravasi: “ In questo senso si può dire che per il cristiano la parola di Qohelet è come un indice puntato verso la pienezza di Cristo in cui la tensione della ricerca e dell’autore anticotestamentario troverà una risposta conclusiva e non evasiva. Dio, infatti, non resterà più nei suoi cieli né parlerà con la mediazione di segni ambigui ma « si farà voce umana, limite, povertà, fragilità, domanda, ansia, interrogativo a Dio stesso nel Figlio vero uomo » Resterà, quindi, il testamento di Qohelet con la sua amara fissità per cui « quel che è stato sarà, quel che si è fatto si rifarà » (1,9). Ma resterà anche il « nuovo » testamento che annunzia « un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima sono scomparsi » (Ap 21,1). 

Preghiamo

Preghiamo per Orietta

2 pensieri su “sabato 23 gennaio

  1. sr. Alida

    Ricordati del tuo Creatore basterebbe questa memoria non solo nella giovinezza, ma in ogni età.. Situazione sofferta perfino nel Suo silenzio… Il silenzio di Dio…. Nei momenti di gioa per ringraziare e in ogni espressione di vita… Ricordati del tuo Creatore.. Preghiamo per Orietta e per l’unità dei cristiani.. Per le persone che ci chiedono preghiere.

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  2. Elena

    Una preghiera per Orietta e tutti gli esseri umani, fragili, stanchi, affaticati. Possano godere nel Signore del ristoro e del riposo che vanno cercando.

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