sabato 21 novembre

di | 21 Novembre 2015

home2 Giona 4,1- 5      

1 Ma Giona ne provò grande dispiacere e ne fu indispettito. 2 Pregò il Signore: «Signore, non era forse questo che dicevo quand’ero nel mio paese? Per ciò mi affrettai a fuggire a Tarsis; perché so che tu sei un Dio misericordioso e clemente, longanime, di grande amore e che ti lasci impietosire riguardo al male minacciato. 3 Or dunque, Signore, toglimi la vita, perché meglio è per me morire che vivere!». 4 Ma il Signore gli rispose: «Ti sembra giusto essere sdegnato così?». 5 Giona allora uscì dalla città e sostò a oriente di essa. Si fece lì un riparo di frasche e vi si mise all’ombra in attesa di vedere ciò che sarebbe avvenuto nella città.

Commento

Ecco il cuore del libro di Giona: egli si arrabbia perché sa che il Signore si commuove, perdona. Per Giona Dio è troppo buono e si arrabbia profondamente. Noi siamo come Giona! Anche se i nostri molti peccati ci facessero pensare che a noi conviene – ed è vero! – questo Dio della misericordia, bisogna essere preparati a riconoscere che molto rapidamente sappiamo regredire verso il rifiuto. E’ che questo Gesù Cristo troppo buono non ci piace  E soprattutto non ci piace suo Padre, perché l’idea di giustizia divina che noi istintivamente abbiamo è violentemente contraddetta dal mistero cristiano. Stando puramente alla lettera del testo, si può pensare che Giona non regga all’umiliante contraddizione tra quello che lui, come profeta, ha dovuto annunciare:  “Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta”, e quello che di fatto accade con il pentimento e la penitenza dei niniviti. E la colpa di Dio è di essere…quello che non si deve! Questo testo,  punto culminante di tutto il Libro, meravigliosamente custodisce il pensiero di Giona. Egli quindi non bestemmia contro Dio. Anzi, Lo prega! E non nega gli attributi divini, che anzi sono citati nello splendore della tradizione della fede ebraica. Infinite volte la Scrittura descrive Dio come “misericordioso e clemente, longanime, di grande amore” e aperto a lasciarsi “impietosire riguardo al male minacciato”. Però, proprio per questo, Giona prima si è affrettato a fuggire, e ora, desidera solo morire: “…meglio è per me morire che vivere”. Giona capisce che Dio è così, ma non lo vuole accettare, quindi se ne va lontano da Dio. Ma non abbandoniamo il povero Giona che, come dicevamo, ci rappresenta così  bene, e che si mette in una posizione appartata e protetta “in attesa di vedere ciò che sarebbe avvenuto nella città”. Anche noi sappiamo bene chi è Dio e che cosa vuole da noi, ma preferiamo allontanarci da Lui pur di non accettare questa immagine di Dio. Meglio lontano a guardare la scena che dentro il mondo a dire l’amore di Dio.

Preghiamo

Preghiamo per i morti in Mali a causa del  nuovo attentato.

Dal vangelo secondo Luca

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui». Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.

5 pensieri su “sabato 21 novembre

  1. sr Rita

    Capita anche tra uomini dire: Tu sei troppo buono. Non si può vivere così. Gli altri ne approfittano. Se pensiamo a Dio non possiamo dar torno a Giona: è vero che Dio è misericordioso, grande nell’amore, contrario alla visione che a volte ne abbiamo e che per anni abbiamo trasmesso anche agli altri. Dio non vuol distruggere Ninive, nè altre città, né singole persone: Dio vuol che tutti si salvino, per questo manda uomini e donne a dire che cambino vita. Strano Giona, come strani siamo noi quando qualcuno prende sul serio l’invito alla conversione. Giona si arrabbia perché i niniviti si sono convertiti e Dio li ha perdonati, mentre lui, Giona, pensava che venissero distrutti dall’ira di Dio. Come è difficile credere al cambiamento dell’altro, alla sua conversione al bene. Smuovere i nostri pregiudizi sulle persone è impresa titanica. Sarebbe come credere oggi che l’ISIS possa convertirsi a pensieri e azioni di pace.
    Signore, abbi pietà di noi, dei nostri giudizi e facci coraggiosi annunciatori della tua misericordia.

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  2. Elena

    La fragilità di Giona è la fragilità di tutti noi di fronte a qualcosa di sconvolgente.
    Dio è sconvolgente, agisce in maniera sconvolgente, la sua volontà di bene è sconvolgente. E Giona pare rinunciare, come se avesse patito tanto per niente, come se la sua conversione non fosse servita di fronte a tanta misericordia.
    Anche in questa lezione di umiltà, mi viene da pensare, Giona preferisce rinunciare. E aspettare gli eventi…
    Quanto mi rassomiglia Giona, tante volte…
    Prego il Signore per avere il coraggio di continuare, soprattutto quando la Sua misericordia fa impallidire tutti i miei sforzi e il mio cercare di fare la cosa giusta.
    Mi unisco alla preghiera per le nuove e mai finite vittime del terrorismo e della follia umana.
    Elena

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  3. sr.Alida

    Giona si risente per l’infinita misericordia di Dio,si dimentica che nella sua esperienza anch’egli ne è stato rivestito…Da una parte mi trovo come lui che non vuole per altri questo dono…Dall’altra penso al ladrone pentito sulla croce,ricordando al mio cuore che il Signore è venuto per tutti e per i peccatori senza distinzione e prego perchè prima o poi il Signore possa arrivare al cuore degli attentatori …e per chi ne è vittima. Ieri sera ho visto un film poco trasmesso dalle sale cinematografiche :”CRISTIADA” storia vera di persecuzioni cristiane passate ,con alcuni santi giovanissimi ,che non hanno rinnegato la fede,subendo atrocità simili provocate oggi dall’isis,dicendo sicuri ” Viva Cristo Re ” .Pietà di me ,Signore ,aumenta la mia fede perchè se mi trovassi in certe situazioni …. non sò ..se in me non prevale la paura . Buona festa di Cristo Re dell’universo !(rito romano).

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  4. Anonimo

    Quanto è vero tutto ciò che avete scritto nei commenti! Quanto è vero che la Scrittura è la storia dell’uomo di ogni tempo e luogo e della sua relazione con l’altro e con l’Altro!
    Quando ci prendono questi attacchi di gelosia o invidia o risentimento ( o non saprei come dire) alla Giona, proviamo a sentire l’eco della voce di Dio che ci chiede: “«Ti sembra giusto essere sdegnato così?»”.
    Buon sabato a tutti!

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  5. Silvia Coter

    Ah ovviamente mi unisco alle intenzioni di preghiera e perché non abbiamo a perdere la speranza di un mondo dove regna in tutti e in tutto l’amore il perdono e la pace…
    Di nuovo buona giornata, Silvia

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