quando la vita è affidamento

di | 23 Dicembre 2020

Sto cercando di pensare alla messa della sera di Natale, sera, perché non sarà più la famosa messa di mezzanotte, almeno quest’anno. Di solito scrivo una lettera a Gesù Bambino e la leggo invece della solita predica. Pensando alla fiducia vorrei lanciarvi questa idea. Di solito noi preti pensiamo alla predica da soli, in qualche rara eccezione il prete prepara la predica con un gruppo di persone. A me succedeva ogni tanto, non di preparare la predica, ma di confrontarmi con don Roberto sulle letture della messa domenicale. ogni tanto gli rubavo il titolo e poi mettevo insieme i miei pensieri e poi ne parlavo con lui. Di solito era il venerdì prima di cena. Lui mi sgamava subito sul fatto che avevo preso il titolo della sua predica, ma non era quello il problema. lui era libero, non soffriva di nessuna gelosia o di rivendicazione di diritti d’autore. La cosa bella era parlare insieme un po’ del vangelo e delle nostre cose. Poi ho smesso di confrontarmi con qualcuno. Io penso le domande della predica, io penso i contenuti della predica, io faccio la predica. In un atto di estrema e, spero, proficua fiducia, voglio proporvi questa cosa. Provate a scrivere delle domande che vorreste porre a Gesù bambino e da quelle domande io costruirò la mia lettera. Ascoltare le vostre domande è importante, anche solo per rendermi conto se la mia vita di prete e le parole che ripeto in continuazione sono in sintonia con la vostra vita. In questo atto di fiducia nei vostri confronti chiedo di scrivere ogni tipo di domanda e dubbio, non da fare a me, ma a Gesù Bambino. So che tanti di noi chi leggiamo queste riflessione quotidiane sono credenti, altri non lo sono, altri ancora sono in ricerca. Qualcuno vive un buon rapporto con la chiesa, altri più faticoso. Ecco raccoglierò le domande di tutti. Vado oltre ancora: e se a voi adulti, papà e mamme chiedo di buttar lì ai figli l’idea di formulare una domanda da fare a Gesù Bambino? Per rendervi l’idea io due domande le ho già raccolte da un giovane: perché l’uomo è cattivo? Perché c’è l’ingiustizia ? e le risposte? Perché pensiamo subito alla risposta? cominciamo a porre le domande. Aspetto con fiducia. non vi pare un’ idea affascinante costruire insieme la lettera a Gesù bambino partendo dalle vostre domande e non dalla solita predica del prete? ovviamente mi impegnerò a raccogliere le domande e a pubblicare la lettera

9 pensieri su “quando la vita è affidamento

  1. Elena

    Bella proposta…
    Chiedo a Gesù Bambino: è così difficile riuscire a vedere l’altro solo diverso da te e non un antagonista, un nemico, qualcuno su cui rivalersi, qualcuno di cui aver paura? Perché ancora ci si nutre di odio e di discriminazione?

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  2. Dania

    Chiedo a Gesù Bambino perché non è bastata l’unica volta che è venuto con la novità e comprensione della realtà che ha portato e deve “subire” ancora la stessa umiliazione, lo stesso rifiuto ed incomprensione di allora??
    Come, quando ed in chi lo accoglieremo farà la differenza… Questa è solo una delle mie domande seguita non tanto da una risposta perché ognuno deve provare a dare la sua ma da una riflessione. Ne avrei da fargliene di domande ma lascio spazio ai miei figli:

    Mia figlia Sofia, di 13 anni, vorrebbe chiedere a Gesù Bambino quando e se vedremo mai regnare la pace

    Mio figlio Ricky, di 8, vorrebbe chiedere a Gesù Bambino quando non ci sarà più il Covid.

    Un caro saluto e sincero augurio, accompagnino il mio grazie per questa bella idea condivisa

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  3. Enrico

    Gesù nasce oggi per annunciare o riaffermare un messaggio che da 2000 anni siamo invitati ad accogliere ed a vivere e che viene definito: buona novella.
    È un messaggio nuovo perché cambia il contesto storico in cui lo si deve vivere o è nuovo perché il contesto storico lo condiziona? Quanta fatica fa papa Francesco ad essere compreso! Gesù porterà luce e chiarezza per chi lo ha scelto?
    Auguri di un Santo Natale.

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  4. MARIKA

    Di domande per Gesù bambino ce ne sarebbero tante, soprattutto di questi tempi. Io però vorrei ringraziarlo xchè, nonostante tutto, la mia fragile famiglia è pur sempre una famiglia, quando invece qualcuno non ce l’ha; perché nonostante le difficoltà quotidiane di comunicare con mio figlio adolescente, la preghiera mi dona comunque tanta speranza per il suo futuro; perché i miei cari anziani seppur da noi separati, chi a casa propria e chi in RSA, sono ancora vivi e ben curati da persone amorevoli; perché in questo tempo di pandemia e di serie difficoltà economiche, ci siamo riscoperti umanamente più propensi alla condivisione e alla solidarietà. Ringrazio inoltre tutti quelli, primi fra tutti i nostri sacerdoti, che si sono prodigati con nuovi strumenti e metodi per starci accanto e farci sentire la presenza del Signore, Dio con noi. Ho solo una domanda: riuscirò a dare un seguito a tutto questo bene?

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