promessa

di | 28 Agosto 2023

Ho promesso che li avrei accolti e non voglio venire meno alla promessa. Si tratta di ragazzi che fanno le loro fatiche. Certo faccio anche io le mie belle fatiche, facciamo tutti le nostre belle fatiche, ma meritano anche loro una possibilità. Sono sicuro che insieme ce la faremo. Questa questione della promessa fatta (non vi dico a chi) ha messo in movimento una serie di riflessioni. La prima è questa. Noi viviamo in una società che è detta anche delle prestazioni. Il criterio con cui si valuta e si costruisce una persona sono le sue capacità, la sua competitività, il suo merito. La grande vergogna oggi non è arrossire di fronte al male e nascondersi di fronte al male come hanno fatto Adamo ed Eva che si nascondo di fronte a Dio e di fronte  a loro stessi, riscoprendosi nudi e pieni di vergogna. La grande vergogna è non riuscire a realizzare al meglio tutto se stessi.  Leggo da un articolo circa il senso di inadeguatezza di molti giovani: vorrei riuscire ad essere perfetta, a raggiungere la perfezione lavorativa e quando non ci riesco mi sento come mancata. E poi ancora: mi vergogno di mostrare agli altri la mia vulnerabilità, la mia fragilità, i miei difetti. Mi nascondo di fronte agli altri quando emergono le mie debolezze e le mie fragilità. E per finire mi vergogno di non essere impeccabile fisicamente, di non essere intraprendente, di non avere successo. Questo è il mondo del merito, dell’affermazione, del successo. E chi non ci riesce si vergogna e si nasconde. Lo abbiamo costruito noi questo mondo con le grandi narrazioni da grande fratello o roba simile e poi lo abbiamo consegnato ai giovani. Quante volte ci sono cascato anche io: non mi meritavo niente, non sono bravo, mi sento inadeguato e via di questo passo. Ho promesso che darò una mano proprio a tutti questi che si nascondono perché non hanno meriti, che sono appena arrivati qui da noi e sono spaesati, senza successo, che a vederli è meglio rimandarli a casa perché sono troppi. La civiltà neoliberale ha costruito questa narrazione della perfezione e del merito, a me non piace molto e voglio narrare altro, anche se costa fatica, ognuno merita un dono di vita. perché lo faccio? Ne parleremo nei prossimi giorni.

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