Pasqua

di | 12 Aprile 2020

Ho dato il titolo di Pasqua perché oggi è proprio Pasqua. In maniera unica, ma è Pasqua. E ricordiamo la resurrezione del Signore, ma ricordiamo anche tutte le nostre resurrezioni. Mi sa che questo pensiero è il più complicato di tutti. Voglio partire dallo slogan che durante tutto questo periodo ci ha fatto compagnia: Andrà tutto bene. Sono sicuro che andrà tutto bene. ma non per una speranza un po’ ingenua per cui il Cristo risorto sistema tutto. La resurrezione del Signore ci aiuta a capire meglio il senso di questa frase. Gesù quanto risorge e poi quando appare ai suoi discepoli non nasconde le sue ferite, le porta con sé e si mostra così ai suoi discepoli con le ferite della crocefissione. Questo cosa vuol dire? vuol dire che l’andrà tutto bene non cancellerà le ferite di questo tempo, anzi le dovremo portare per tanto tempo con noi, forse per sempre. E le ferite fanno male. In mediazione quando si incontra l’altro non si chiede di eliminare il male, non si chiede una riconciliazione, il perdono. Si chiede un incontro vero, il cuore della mediazione è il vedere e toccare le ferite dell’altro. Da qui si rinasce.  È l’arte giapponese del kintsugi: quando una ceramica si rompe essa non viene buttata, prende vita di nuovo attraverso le linee di frattura all’oggetto, che diventa ancora più pregiato. Grazie alle sue cicatrici. L’arte di abbracciare il danno, di non vergognarsi delle ferite, è la delicata lezione simbolica suggerita dall’antica arte giapponese del kintsugi. Con questa tecnica si creano vere e proprie opere d’arte, sempre diverse, ognuna con la propria trama da raccontare, ognuna con la propria bellezza da esibire, questo proprio grazie all’unicità delle crepe che si creano quando l’oggetto si rompe, come fossero le ferite che lasciano tracce diverse su ognuno di noi. Io credo che il Signore risorto che si mostra con le sue ferite ci dice che andrà tutto bene, che dobbiamo sperare, ma ci dice anche che dobbiamo ricreare un’ opera d’arte nuova che è il mondo, la chiesa, un’opera d’arte che fa memoria di quanto è successo, ma dove le ferite non sono cancellate con la bacchetta magica, ma lasciano tracce tutte diverse in ciascuno di noi, sono le ferite che ciascuno porta con sé provocate da questo tempo. Gesù non è così ingenuo, come trovo anche in tante preghiere, da pensare che con lui risorto adesso tutto è nuovo. No Gesù risorto è così realista che ci invita a rinascere con le nostre ferite che diventano fonte di bellezza, perché coperte dalla sua tenerezza di Padre.    Buona pasqua nella tenerezza di Dio e nel Signore risorto

Un pensiero su “Pasqua

  1. sr rita

    Pasqua è vita nuova che passa attraverso la gestazione propria di ciascuno di noi. Credo che ” andrà tutto bene” sarà il frutto di una GRAZIA chiesta, accolta, valorizzata, incarnata dentro la nostra storia. Allora “andrà tutto bene” è davvero resurrezione, cioè qualcosa di nuovo, non il ritorno a ciò che eravamo prima…Preghiamo per una Pasqua quotidiana, perseverante, ostinata e amorosa.

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