parole aperte

di | 29 Aprile 2023

Il nostro papa parla di frequente di parresia, di coraggio della parola. Per esempio trovo queste sue parole.  “I capi, gli anziani, gli scribi, vedendo questi uomini e la franchezza con la quale parlavano, e sapendo che era gente senza istruzione, forse non sapevano scrivere, rimanevano stupiti. Non capivano: “Ma è una cosa che non possiamo capire, come questa gente sia così coraggiosa, abbia questa franchezza” (cfr At 4,13). Questa parola è una parola molto importante che diviene lo stile proprio dei predicatori cristiani, anche nel Libro degli Atti degli Apostoli: franchezza. Coraggio. Vuol dire tutto quello. Dire chiaramente.” Ci vuole franchezza. Il coraggio e la franchezza con i quali i primi apostoli predicavano … lo so che ci vuole franchezza. E allora ecco questo pensiero. Il primo che deve avere la parresia della parola sono io. Faccio fatica a dire tutto con chiarezza e quando lo dico in genere lo esprimo male. Oppure giro intorno alle parole. Io chiamo questa franchezza la capacità di aprire anche un conflitto se è necessario in nome di tale chiarezza. Un conflitto può diventare la capacità di incontrare l’altro nelle sue ferite, un conflitto non serve per distruggere l’altro. Serve per incontralo ad un livello profondo. Ma se non ho il coraggio della parola, come posso incontrare l’altro. Più che di parole coraggiose, franche o forti io oserei dire parole aperte che aprono all’altro anche se i due non hanno gli stessi pensieri. Le parole aperte in genere non producono uno scontro, ma favoriscono l’incontro. Sono convinto anche che un incontro non necessariamente porta a pensare tutti allo stesso modo. Infatti la parola aperta prevede l’accogliere la diversità dell’altro e non chiedere all’altro di entrare nel tuo schema. Io non ho il problema di accogliere la diversità, il mio problema è invece far comprendere chi sono io, che cosa credo, come vivo, che cosa penso. Io conosco la fatica della parola aperta che sa dire chi sono io. Preferisco tacere e rassegnarmi un poco a quanto mi viene chiesto. Io non vorrei mai aprire un conflitto, anche se ho tanti conflitti nella mia vita. in questo tempo particolare della mia vita capisco che parte del mio fallimento forse tanto è dovuto al fatto di non avere parole chiare, coraggiose, parole aperte, ma parole che alla fine accettano la situazione contingente, salvo covare dentro il senso della fatica di non avere avuto il coraggio delle parole aperte.

2 pensieri su “parole aperte

  1. Stefano

    Buongiorno, ecco individuato il nocciolo della questione umana, per fare questo tipo di fatica piuttosto che faticare in un conflitto…
    “….. parte del mio fallimento forse tanto è dovuto al fatto di non avere parole chiare, coraggiose, parole aperte, ma parole che alla fine accettano la situazione contingente, salvo covare dentro il senso della fatica di non avere avuto il coraggio delle parole aperte.….”

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  2. Sabrina

    Buonasera Alessandro, per me la fatica non é mai stata parlare con franchezza, anche scatenando una discussione o come dici un conflitto, la mia paura é uscirne sconfitta e spesso con le ossa e il cuore a pezzi, e dovere ogni volta ripartire da zero, rivedere il mio pensiero e il mio atteggiamento, con coerente attenzione ai miei sbagli…ma l’altro lo fa? Gli interessa di ritrovarsi nella diversità? E se non é così come continuare a viverlo nella quotidianità?

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