mercoledì 9 settembre

di | 8 Settembre 2020

At 24,1-16                                 1 Cinque giorni dopo arrivò il sommo sacerdote Anania insieme ad alcuni anziani e a un avvocato, un certo Tertullo, e si presentarono al governatore per accusare Paolo. 2 Quando questi fu fatto venire, Tertullo cominciò l’accusa dicendo: «La lunga pace di cui godiamo, grazie a te, e le riforme che sono state fatte in favore di questa nazione, grazie alla tua provvidenza, 3 le accogliamo in tutto e per tutto, eccellentissimo Felice, con profonda gratitudine. 4 Ma, per non trattenerti più a lungo, ti prego, nella tua benevolenza, di ascoltarci brevemente. 5 Abbiamo scoperto infatti che quest’uomo è una peste, fomenta disordini fra tutti i Giudei che sono nel mondo ed è un capo della setta dei nazorei. 6 Ha perfino tentato di profanare il tempio e noi l’abbiamo arrestato. [7 ] 8 Interrogandolo, potrai sapere di persona da lui tutte queste cose delle quali noi lo accusiamo». 9 Si associarono all’accusa anche i Giudei, affermando che i fatti stavano così. 10 Quando il governatore fece cenno a Paolo di parlare, egli rispose: «So che da molti anni sei giudice di questo popolo e parlo in mia difesa con fiducia. 11 Tu stesso puoi accertare che non sono passati più di dodici giorni da quando sono salito a Gerusalemme per il culto. 12 Non mi hanno mai trovato nel tempio a discutere con qualcuno o a incitare la folla alla sommossa, né nelle sinagoghe, né per la città 13 e non possono provare nessuna delle cose delle quali ora mi accusano. 14 Questo invece ti dichiaro: io adoro il Dio dei miei padri, seguendo quella Via che chiamano setta, credendo in tutto ciò che è conforme alla Legge e sta scritto nei Profeti, 15 nutrendo in Dio la speranza, condivisa pure da costoro, che ci sarà una risurrezione dei giusti e degli ingiusti. 16 Per questo anche io mi sforzo di conservare in ogni momento una coscienza irreprensibile davanti a Dio e davanti agli uomini.

Commento

La delegazione di vari membri del Sinedrio giunge da Gerusalemme a Cesarea. La capeggia il sommo sacerdote Anania. Portano con sé un avvocato di professione per formulare l’accusa. È chiaro che c’è bisogno un azzeccagarbugli per riuscire a imbastire un’accusa che non sta in piedi (vv.1-9). Paolo fronteggia le autorità giudaiche. Servono il Dio di Israele e usano un avvocato per accusarlo davanti ai pagani. Paolo non ha bisogno di avvocato. Lo Spirito parla in lui. Centro della sua difesa è ancora una volta l’affermazione della risurrezione dei morti, grazie alla quale il lettore comprende che allude alla risurrezione di Cristo, il Signore. Paolo, senza bisogno di avvocato –non gli manca la lingua né il cervello -, riprende uno ad un i capi d’accusa e li confuta. Dopo la “captatio benevoletiae”, sobria e molto untuosa di quella di Tertullo, dice di essere stato a Gerusalemme per una dozzina di giorni a compiere i suoi voti al Tempi. Nessuno l’ha trovato a far litigi, crear confusione o fomentare sedizioni né tra il popolo, né in sinagoga o in città. Non hanno prove di ciò di cui lo accusano. Il tumulto l’hanno fatto loro tra di loro. La “Via”, che lui segue e che essi chiamano “eresia o setta”, è quanto sta nella legge e nei profeti: la speranza della risurrezione dei morti.

Preghiamo

Preghiamo per tutti coloro che amministrano la giustizia

4 pensieri su “mercoledì 9 settembre

  1. Pinuccia

    Mi piace la chiarezza e semplicità di Paolo di fronte alle accuse infondate: la sua fede è forza grande. Chiedo al Signore questa lucidità e serenità nelle scelte di ogni giorno, senza dimenticare che tutto ciò non risparmia la croce né a Paolo né a ognuno di noi.
    Prego per coloro che amministrano la giustizia.

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  2. Elena

    Noto il contrasto tra le parole dell’accusa e quelle della difesa. Non solo nei contenuti, ma anche nella forma. Chi ha bisogno di riempirsi la bocca??? La verità è sobria, essenziale, pulita. Nulla è a caso, nulla è fuori posto. Neppure il rispetto per l’autorità è gonfiato, ma risulta trasparente. La vera fede non confida nell’uomo, ma in qualcosa di più grande e ne accetta il prezzo fino alla fine. Poiché l’uomo, ogni uomo è soltanto un uomo, mentre Dio è Dio! Prego con voi per le intenzioni di ciascuno.

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  3. sr Alida

    Davvero bravo Paolo di fede forte :vive l’amore di imitazione e non di ammirazione soltanto…Prego con voi per l’inizio della scuola ,del catechismo…per la politica di questi tempi …

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  4. se rita

    Difendersi è un diritto. Non false umiltà, paure, compiacenze. Paolo va diritto al cuore della questione pur sapendo che provocherà gazzarra tra le vare fazioni. Intelligente e sobrio, essenziale come il Vangelo. Ci sia dato apprendere qualcosa anche noi, nelle piccole dispute della vita quotidiana. Una preghiera per mia sorella Maria.

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