mercoledì 27 maggio

di | 27 Maggio 2020
I discepoli di Emmaus – Arcabas

Lc 24,13-35   

13Ed ecco, in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, 14e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. 15Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. 16Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. 17Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; 18uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». 19Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; 20come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. 21Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. 22Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba 23e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. 24Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». 25Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! 26Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». 27E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. 28Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. 29Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. 30Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 31Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. 32Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». 33Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, 34i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». 35Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Commento

Quante volte lo abbiamo ascoltato in questo periodo pasquale il racconto di Emmaus. È una delle prime forme di catechesi, quando la catechesi aveva la forma non dell’insegnamento, ma dell’annuncio. Voglio solo ricordare l’attimo del riconoscimento. «Resta con noi, perché si fa sera…» gli dicono con l’insistenza di chi ormai non può più fare a meno di lui. “Egli entrò per rimanere con loro”: resta davvero e per sempre, si dona completamente, spezzando per loro il suo Pane. I loro occhi si aprono; quel fuoco misterioso, che già ardeva nel loro cuore, mentre conversava con loro, brucerà senza consumarsi come un nuovo roveto ardente. Improvvisamente tutto cambia: quella notte non è più notte ora che i loro occhi conservano i bagliori di quel volto, tornato amico. Di corsa, liberi da stanchezza e paura, ripercorrono la stessa strada, dove riecheggiano ancora le parole del Signore, e tornano a Gerusalemme, la città delle speranze infrante, sacrificate su una croce, e ora risorte in nuovi annunci, che profumano di pace e mettono le ali alla gioia.
preghiamo

Preghiamo per tutti coloro che hanno perso la speranza.

4 pensieri su “mercoledì 27 maggio

  1. Pinuccia

    Mi è facile di fronte alla sofferenza chiudere il cuore alla speranza e rimuginare tristezza!
    Stolta e lenta di cuore! Signore fai ardere il mio cuore, che lo spalanchi e ascolti la tua Parola che sola mi può dare la forza, il coraggio e la speranza!

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  2. Elena

    Com’è difficile vedere la luce, quando si è provati dal dolore, piegati dalla perdita, offuscati dalla tristezza… Com’è difficile provare la speranza, la certezza che qualcosa di buono e di bello tornerà a scaldare il cuore, quando tutto intorno è gelo. Poi, Gesù si fa incontrare, in un anonimo compagno di viaggio, in un gesto familiare, in un racconto che riaccende ciò che era spento. E tu sai che c’è un futuro, c’è qualcosa oltre tutto ciò che è accaduto, e torni a stare bene. Sai che non sei mai stato solo, in fondo, e che erano solo i tuoi occhi e il tuo cuore incapaci di vedere, di sentire, di credere. E tornano in te la gioia, l’ottimismo, le forze perdute, la salute e la leggerezza dell’anima. Non sei solo… Lui non se n’è mai andato, ha solo cambiato forma, spazio e tempo e, in fondo, la tua prospettiva. Ma l’amore di prima, lo senti vivo e forte, come e più di prima, perché sai che Lui è l’unico,forse, che non ti ha mai ingannato…
    Prego con voi per chi si sente solo e senza un futuro, prego per Paolo e per quanti si sentono smarriti.

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  3. sr Alida

    Rimani con noi Signore ,dona al nostro cuore questa certezza in ogni situazione te lo chiediamo per noi ,per quanti a noi cari ,per quanti conosciamo ,,,per l’intera umanità che soffre.

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