Mercoledì 27 luglio

di | 26 Luglio 2017

home2 Genesi 2,18-25                                                    

18 Poi il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile». 19 Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. 20 Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l’uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile. 21 Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. 22 Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. 23 Allora l’uomo disse: «Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall’uomo è stata tolta». 24 Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. 25 Ora tutti e due erano nudi, l’uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna.

Commento

Ecco l’ultimo atto della creazione: fare in modo che l’uomo – Adamo non fosse solo. Si perché l’uomo stava in questo bellissimo Eden ma era solo. Dio stesso si accorge di questa sua condizione e interviene per sistemare la cosa. Innanzi tutto plasma gli animali e li mostra uno per uno all’uomo. Egli da un nome, li classifica, ma Adamo si rende conto benissimo che gli animali non riempiono in  pienezza la sua solitudine. Oggi anche questa realtà ovvia è messa in discussione: quante persone riempiono le loro solitudini con un animale. Questo tipo di compagnia non è la pienezza della comunione, di questo si rendono conto sia Dio che Adamo. E allora ecco il prodigio che è la donna, tratta dall’uomo stesso. E l’uomo grida la sua meraviglia: questa è come me, mi è simile, lei può riempire la mia solitudine. Vedo in questa esclamazione il grido dell’innamorato che dice a tutti che ha trovato la persona giusta. La donna è aiuto, ma non nel senso di inferiore che serve il superiore, ma come colei che sta di fronte all’uomo con pari dignità. Ed è proprio dentro questa pari dignità che l’uomo sente di poter vincere la sua solitudine. Se pensiamo alla genesi come al tentativo di raccontare le relazioni umane e divine, ecco che la sacra scrittura pone come vertice della relazione umana la comunione tra l’uomo e la donna. Oggi si aprono tutta una serie di scenari inediti circa l’amore tra uomo e donna. Per esempio si apre tutto il grande tema della possibilità di una pienezza di relazione tra persone dello stesso genere. Il vero problema credo che deve essere sempre quello di recuperare dentro la storia degli uomini che ogni amore deve essere segno dell’amore di Dio, perché noi siamo creati ad immagine e somiglianza di Dio. il dibattito è aperto e credo che come chiesa e credenti dobbiamo riflettere con molta attenzione e discernimento su cosa vuol dire stare di fronte all’altro per fare in modo che ogni relazione umana possa essere segno dell’amore di Dio.

Preghiamo

Preghiamo per chi è chiamato ogni giorno a vivere l’amore di coppia e per chi deve scegliere come costruire l’amore di coppia.

5 pensieri su “Mercoledì 27 luglio

  1. sr Alida

    Ogni amore dovrebbe essere segno dell’amore di Dio …Donde tutte queste idee distorte sul matrimonio ….sulle relazioni di coppia ..?Tornare alle origini ci dovrebbe far bene ….
    Mi unisco alla preghiera perchè si torni all’amore di coppia ,come ha predisposto il Creatore ,

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  2. Tiziana

    Cosa vuol dire stare di fronte all’altro? Ho avuto la fortuna ed il piacere di scattare una foto ad una bimba boliviana.una volta tornata a casa l’ho guardata con attenzione, mi sono messa di fronte e negli occhi neri e meravigliosi della piccola ho visto,rispecchiata,me e soprattutto il bellissimo cielo di quel luogo. Forse è questo lo stare di fronte all’altro: Scoprire se stessi, ma soprattutto scoprire Dio Amore.

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  3. . Elena

    Dio Amore. Noi nell’Amore di Dio. Ogni amore vissuto in pienezza sia specchio dell’Amore del Creatore. Amore e complementarietà costruiti con costanza, con tenacia e com-prensione dei vuoti dell’altro/a, con fiducia.
    Preghiamo per ogni amore vissuto in pienezza.
    Grazie Tiziana per il tuo sguardo che va oltre!

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