mercoledì 18 dicembre

di | 17 Dicembre 2019

Dal Vangelo secondo Matteo 1,18-24
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa «Dio con noi». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa
.

Commento

Al di là di tutte le questioni teologiche e antropologiche circa la nascita di Gesù che certo non andrò ad affrontare in queste 10 righe voglio sottolineare un passaggio fantastico e di una tenerezza infinita. Non ci avevo mai pensato, ma leggendo un commento a questo testo di San Giovanni Crisostomo, mi ha colpito tantissimo. Giuseppe uomo giusto vuole ripudiare in segreto la sua promessa sposa, Maria. Con questo gesto non avrebbe fatto niente di male, anzi per certi versi non avrebbe fatto altro che rispettare la legge di Mosè, che prevedeva il ripudio per le donne adultere. Forse un po’ Giuseppe teme la legge e le sue conseguenze negative se non viene rispettata. Ma Giuseppe è un coraggioso, che sfida anche la legge e la paura per i suoi castighi o premi. E da coraggioso Giuseppe sfida la legge e l’opinione pubblica del paese e prende con se Maria. Il vangelo disse prese con sé la sua sposa. Eccolo qui il grande gesto che mi ha colpito. Prenderla in casa vuol dire decidere di vivere con Maria, prenderla in casa vuol dire soprattutto prendersi cura di questa ragazza. È un gesto di una tenerezza enorme, meraviglioso, Giuseppe sfida la legge e le sue paure per accudire colei che ha bisogno di una vicinanza, colei che non può essere lasciata  sola con quel bambino. Prenderla in casa vuol dire diventare il difensore della ragazza di Nazareth. Non è grandioso questo gesto? E non dovremmo fare altrettanto? Prenderci cura con gesti di coraggio che sfidano il mondo di tutta la sofferenza del mondo?

Preghiamo

Preghiamo per tutti i papà e le mamme.

3 pensieri su “mercoledì 18 dicembre

  1. Pinuccia

    Anche noi facciamo esperienza di essere presi con sè dal nostro sposo/sposa, senza domande o spiegazioni, solo nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. Sì per essere mamme e papà abbiamo prima vissuto questo gesto di tenerezza infinita e reciproca, un gesto che si rinnova ogni giorno tra noi sposi e con i nostri figli. Prima di questo gesto è necessario ascoltare e accogliere la Parola di Dio. Aiutaci Signore ad avere l’umiltà di Giuseppe e di Maria che sanno attendere, ascoltare ed prendere con sè.

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  2. Elena

    Nel cuore di Giuseppe c’è la casa, oltre ogni dubbio, oltre ogni dolore, oltre ogni umana tentazione. Giuseppe è casa per Maria, per questo Bambino che viene da una profondità incomprensibile…. Casa! Possiamo anche noi imparare ad accogliere, senza ripudiare, ciò che a volte è tanto più grande di noi. Con umiltà e con la pace nel cuore. Affidiamo i papà e le mamme all’amore di questo Gesù che chiede di trovare casa nelle nostre vite!

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  3. sr Alida

    Casa e gesti di tenerezza ,di custodia….. Concedici ,Signore almeno un pochino di imitare Giuseppe e Maria in queste espressioni di vita verso chi ci fai incontrare …Mentre prego per tutti i papà e mamme ,ricordo di cuore il fratello di sr Tommasina che sarà ricoverato in ospis…la loro famiglia e altre persone che hanno bisogno di guarigione .

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