mercoledì 11 ottobre

di | 10 Ottobre 2023

 Lc 11,1-4 -san Giovanni 23
 
Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».
Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione».

Commento

visto la giornata particolare in cui ricordiamo San Giovanni 23° ho voluto unire ledue riflessioni, quella della parola e il pensiero del mattino. San Giovanni 23 non è solo il papa buono, ma il papa che nel 1963 scrisse la pacem in terris. Trascrivo solo un pezzo di questa lettera che è di una attualità incredibile.  Magari qualcuno può provare a leggere tutta questa lettera.

A tutti gli uomini di buona volontà spetta un compito immenso: il compito di ricomporre i rapporti della convivenza nella verità, nella giustizia, nell’amore, nella libertà: i rapporti della convivenza tra i singoli esseri umani; fra i cittadini e le rispettive comunità politiche; fra le stesse comunità politiche; fra individui, famiglie, corpi intermedi e comunità politiche da una parte e dall’altra la comunità mondiale. Compito nobilissimo quale è quello di attuare la vera pace nell’ordine stabilito da Dio.

88. Certo, coloro che prestano la loro opera alla ricomposizione dei rapporti della vita sociale secondo i criteri sopra accennati non sono molti; ad essi vada il nostro paterno apprezzamento, il nostro pressante invito a perseverare nella loro opera con slancio sempre rinnovato. E ci conforta la speranza che il loro numero aumenti, soprattutto fra i credenti. È un imperativo del dovere; è un’esigenza dell’amore. Ogni credente, in questo nostro mondo, deve essere una scintilla di luce, un centro di amore, un fermento vivificatore nella massa: e tanto più lo sarà, quanto più, nella intimità di se stesso, vive in comunione con Dio.

89. Queste nostre parole, che abbiamo voluto dedicare ai problemi che più assillano l’umana famiglia, nel momento presente, e dalla cui equa soluzione dipende l’ordinato progresso della società, sono dettate da una profonda aspirazione, che sappiamo comune a tutti gli uomini di buona volontà: il consolidamento della pace nel mondo. Come vicario — benché tanto umile ed indegno — di colui che il profetico annuncio chiama il Principe della pace, (Cf. Is 9,6) abbiamo il dovere di spendere tutte le nostre energie per il rafforzamento di questo bene. Ma la pace rimane solo suono di parole, se non è fondata su quell’ordine che il presente documento ha tracciato con fiduciosa speranza: ordine fondato sulla verità, costruito secondo giustizia, vivificato e integrato dalla carità e posto in atto nella libertà.

2 pensieri su “mercoledì 11 ottobre

  1. Elena

    Grande, saggio, illuminato e oltremodo attuale il pensiero di San Giovanni 23°. Se soltanto lo facessimo un po’ più nostro ogni giorno…
    Preghiamo per la pace.

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  2. srAlida

    Padre sia santificato il tuo nome… Dona alla famiglia umana persone che vogliono il bene e la pace, a ciascuno di noi di poter essere una scintilla del Tuo amore. Grazie per le persone che con coraggio e speranza operano il bene e la pace. In particolare ti preghiamo per Papa Francesco, e per i papi meriti, che già hai portato con te.Ti preghiamo per i sacerdoti e i pastori della chiesa universale, per il nostro e tutti i capi di stato.

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