mercoledì 10 giugno

di | 9 Giugno 2020

Mercoledì 10 giugno ’20 – Atti 2,22-24                                                                                                                                               

22 Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nàzaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene –, 23 consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l’avete crocifisso e l’avete ucciso. 24 Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere.

Commento

Pietro sembra preso da questo desiderio di parlare, di annunciare, di dire di Gesù. Lui che era fuggito oggi sembra aver trovato tutto il coraggio necessario per sfidare in maniera pacifica, ma chiara la folla raccolta. E con lui ci sono tutti i discepoli che si sono alzati in piedi e parlano con Pietro. stare in piedi indica che non si ha più paura, che non ci si nasconde. E questo tutto grazie allo spirito santo ricevuto in dono. Il primo interlocutore di questo discorso è il popolo di Israele. Questo ci dice che il primo tentativo che fanno i discepoli di annuncio del vangelo è alla propria gente. Ma sappiamo bene che anche Gesù non è stato accolto nella sua patria. Io non ci vedo solo l’aspetto negativo di un popolo che rifiuta di credere in Gesù. Ci vedo anche la possibilità di capire come noi cristiani siamo legati al popolo di Israele. La nostra radice di credenti è proprio in quel Gesù che era ebreo. La nostra radice sta nel popolo ebraico. Certo noi siamo cresciuti con dei rami completamente diversi, ma la radice da cui attingiamo la linfa è quella del popolo ebraico. Per questo dobbiamo rispettare questo popolo, dobbiamo entare in dialogo con esso. L’annuncio di Pietro prima agli Ebrei e poi a tutti i popoli è molto semplice. Sulla terra è venuto un uomo Gesù, ha parlato, ha fatto segni ed è morto in croce. Dio lo ha resuscitato. Questo è il nucleo, il primo annuncio della vita cristiana, anzi è l’annuncio fondamentale. Ma avremo modo in tutto il libro degli atti di commentare tale annuncio perché di questo parla il nostro libro.

Preghiamo

Preghiamo per le nostre comunità parrocchiali

3 pensieri su “mercoledì 10 giugno

  1. Elena

    Vedo come tutti noi siamo cauti, per non dire diffidenti di fronte a qualcosa di nuovo e di sconvolgente. È nella nostra natura. Accade anche nel mondo animale. Ma c’è uno Spirito che guida le nostre scelte e le nostre azioni, perché possiamo superare la paura del nuovo. Coraggio? Curiosità? Spirito di iniziativa? Fede? Ascolto…. Forse tutto inizia da qui. Se ascolto, se osservo, posso sforzarmi di capire ciò che non conosco per accoglierlo, per assimilarne gli aspetti che mi sembrano positivi. È ciò che hanno fatto gli apostoli, sì sono alzati, sì sono messi in cammino con Gesù, ascoltandolo, mentre lo Spirito, pian piano operava ciò che la loro umanità ancora precludeva. Poi, a maturazione avvenuta, eccoli pronti a parlare, a partecipare al mondo la storia di questo Gesù tanto speciale da toccare il cuore dei buoni, dei miti, dei poveri e di tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Dall’ascolto al parlato, dal parlato al vissuto. Cos’è la profezia se non questo?

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  2. sr Alida

    Scritto commento e perso prego con voi per le comunità parrocchiali …

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  3. sr Alida

    Aiutaci Signore a fare del nostro vivere un annuncio di Te…Preghiamo per le nostre comunità parrocchiali ,per questo periodo estivo dei ragazzi e giovani ,per i sacerdoti che devono organizzarsi in modo diverso in questo tempo ….

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