martedì 9 giugno

di | 8 Giugno 2015

Esodo 1,1-22

1,1 Questi sono i nomi dei figli d’Israele entrati in Egitto con Giacobbe e arrivati ognuno con la sua famiglia: 2 Ruben, Simeone, Levi e Giuda, 3 Issacar, Zàbulon e Beniamino, 4 Dan e Nèftali, Gad e Aser. 5 Tutte le persone nate da Giacobbe erano settanta, Giuseppe si trovava già in Egitto. 6 Giuseppe poi morì e così tutti i suoi fratelli e tutta quella generazione. 7 I figli d’Israele prolificarono e crebbero, divennero numerosi e molto potenti e il paese ne fu ripieno. 8 Allora sorse sull’Egitto un nuovo re, che non aveva conosciuto Giuseppe. 9 E disse al suo popolo: «Ecco che il popolo dei figli d’Israele è più numeroso e più forte di noi. 10 Prendiamo provvedimenti nei suoi riguardi per impedire che aumenti, altrimenti, in caso di guerra, si unirà ai nostri avversari, combatterà contro di noi e poi partirà dal paese». 11 Allora vennero imposti loro dei sovrintendenti ai lavori forzati per opprimerli con i loro gravami, e così costruirono per il faraone le città-deposito, cioè Pitom e Ramses. 12 Ma quanto più opprimevano il popolo, tanto più si moltiplicava e cresceva oltre misura; si cominciò a sentire come un incubo la presenza dei figli d’Israele. 13 Per questo gli Egiziani fecero lavorare i figli d’Israele trattandoli duramente. 14 Resero loro amara la vita costringendoli a fabbricare mattoni di argilla e con ogni sorta di lavoro nei campi: e a tutti questi lavori li obbligarono con durezza. 15 Poi il re d’Egitto disse alle levatrici degli Ebrei, delle quali una si chiamava Sifra e l’altra Pua: 16 «Quando assistete al parto delle donne ebree, osservate quando il neonato è ancora tra le due sponde del sedile per il parto: se è un maschio, lo farete morire; se è una femmina, potrà vivere». 17 Ma le levatrici temettero Dio: non fecero come aveva loro ordinato il re d’Egitto e lasciarono vivere i bambini. 18 Il re d’Egitto chiamò le levatrici e disse loro: «Perché avete fatto questo e avete lasciato vivere i bambini?». 19 Le levatrici risposero al faraone: «Le donne ebree non sono come le egiziane: sono piene di vitalità: prima che arrivi presso di loro la levatrice, hanno già partorito!». 20 Dio beneficò le levatrici. Il popolo aumentò e divenne molto forte. 21 E poiché le levatrici avevano temuto Dio, egli diede loro una numerosa famiglia. 22 Allora il faraone diede quest’ordine a tutto il suo popolo: «Ogni figlio maschio che nascerà agli Ebrei, lo getterete nel Nilo, ma lascerete vivere ogni figlia».

 Commento

Iniziamo allora la lettura del libro dell’Esodo. Provo a dare alcune coordinate per la lettura del testo. È talmente grandioso questo libro della bibbia che ho quasi paura a scrivere qualcosa. L’inizio del libro mette insieme alcuni elementi che ci aiutano a capire dove siamo finiti: il ricordo dei padri di Israele, delle discendenze, scritte nel libro di Genesi, fino al grande Giuseppe. La decisione del faraone, che non tiene conto di questa storia e che vuole rendere schiavo questo popolo. Non lo vuole sterminare, perché serve per i lavori, lo vuole controllare. Forse è il primo esempio che si ricordi nella storia di un controllo delle nascite, facendo morire tutti i maschi. E così il popolo ebreo che vorrebbe diventare “potenza” mondiale si trova fin dal suo inizio ai margini della storia. In realtà l’Egitto e il faraone ritengo e vedono questo popolo così numeroso come in incubo, ne hanno paura, perché un giorno diventeranno tanti e allora prenderanno il posto degli egiziani. Tra parentesi: le storie si ripetono sempre allo stesso modo e lascio a voi tutte le considerazioni sulle nostre paure riguardo a chi è diverso da noi. E per finire per oggi: due cose si vanno a toccare quando si vuole opprimere: la terra che viene requisita e la generazione che viene come fermata nella sua crescita. La terra e la vita vengono tolte, pensando così di togliere la libertà

Preghiamo

Preghiamo per tutti quelle persone che oggi sono ridotte a schiavi.

Dal Vangelo secondo Matteo

 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

4 pensieri su “martedì 9 giugno

  1. Elena

    Come sono lontani, in apparenza, i due brani e quanto sono ugualmente uno la ragione dell’altro.
    Nel primo brano, tratto da Esodo, leggo la pericolosità di un popolo in aumento, in crescita, in espansione, sebbene pacifico. Leggo la paura del faraone e la necessità di tenere sotto coperta (o sotto controllo) quella luce che va diffondendosi dal popolo di Dio. La paura della superiorità numerica o della superiorità interiore e valoriale?
    Com’è reale ed attuale anche oggi questo pensiero….
    Nel secondo brano, nel Vangelo, la dichiarazione che non si può tenere nascosta la luce, che non si può fermare il flusso di vita che nasce dall’amore e dal senso del bene. E come si può sopprimere un valore?
    Vado pensando a certi muri nei quali si infiltra un pizzico di terra e in questa, portato dal vento, il seme di un fiore. Appare allora il muro grigio o fatto di sassi addolcito dalla presenza di un filo d’erba o di un fiorellino spontaneo…
    Vorrei che il mio essere credente, il mio essere cristiana, il mio essere di Dio fosse forte e tenace come quel seme di vita e di bellezza che spunta dalla roccia o dal cemento. La vita alla ricerca della luce, una luce ed una bellezza che filtrano attraverso tutti gli sterminii, operati da sempre, da chi non permette e non vuole che la luce altrui abbia splendore sulla propria.
    Storie che si ripetono, coi rispettivi genocidi, da sempre…. eppure, la luce dell’amore ancora vince le tenebre, il buio e l’oppressione. Vorrei che l’essere credenti e cristiani oggi fosse come questi semi di bellezza, sparsi ad infrangere un grigio o un buio imposti dai faraoni di turno…
    Prego per tutti coloro che non sono liberi, nel cuore prima ancora che nel corpo, perchè credo che questa sia la vera schiavitù, la stessa che poi viene imposta anche agli altri.
    Buona giornata a tutti!
    Elena

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  2. ingridcicolari

    Esodo.. Buio,luce, chiusura apertura. Riflettendo mi è venuto in mente questo pensiero. Nel buio si può vedere la luce. Ma nella luce non si può vedere il buio.o almeno mi sembra più difficile .scelte e volontà( se si conoscono entrambi)///ancora una volta vedo quanto ci rende liberi Dio. Sia nella bibbia sia nel vangelo

    Prego x le vs intenzioni e che luce sia

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  3. suor Rita

    Il libro dell’Esodo, un libro che amo tanto perché è la storia di un popolo, è la storia di ogni uomo che segue il cammino dell’uscita da sé per diventare ciò che Dio promette. Questo libro inizia facendo dei nomi precisi: ogni famiglia, come ogni grande popolo inizia da un solo uomo, o da una coppia. Ogni nome racchiude una identità, una storia concreta, è un pezzo di mosaico che dà risalto agli altri, fino a completare il disegno. Mi pare una cosa bella sapere che anche noi siamo un inizio o continuatori di storie di bellezza, di amore. E poi le paure del faraone – del faraone che c’è dentro ciascuno di noi-. Paure ingigantite, deformate che fanno contrasto con la creatività coraggiosa delle levatrici. Mi vengono in mente le nostre suore che in Costa d’Avorio suggerivano alle levatrici di dire alle mamme che volevano sopprimere il nono figlio perché portatore di malefici: si, il tuo bambino lo abbiamo annegato nel lavarlo. E poi lo portavano alle Suore che lo facevano crescere nella pouponnière.
    Amore alla vita. Storie che nascono da un nome.

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  4. silvia coter

    “Ma quanto più opprimevano il popolo, tanto più si moltiplicava e cresceva oltre misura”… Ecco che sotto quest’ombra di morte c’è un pullulare di vita! È il popolo di Dio, del Dio della Vita, di una vita che sovrasta , e in Gesù sovrasterà ampiamente la morte e il dolore! VITA è uno dei nomi di Dio, l’amore per la vita e timor e amor di Dio! Mitiche le levatrici, che rischiandola loro vita per amor della vita , ne hanno avita in abbondanza!!!
    “date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo”Lc 6,38a
    Signore, fa che anche noi sappiamo farci grembo per la vita e come Maria grembo per Dio!

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