martedì 7 gennaio

di | 6 Gennaio 2020

Luca 6,27- 35

27Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, 28benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. 29A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. 30Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro. 31E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. 32Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. 33E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. 34E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. 35Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.

Commento

Dopo il periodo natalizio riprendiamo il commento al vangelo di Luca. E lo riprendiamo con queste parole sul perdono.  Questo comandamento dell’amore per il nemico è non solo un buon comandamento o un buon consiglio, ma è fondamento della vita del discepolo di Gesù. conosciamo bene la fatica di mettere in pratica queste parole. Lo vediamo dai rapporti più quotidiani dove è facile cadere sempre nel rancore e lo vediamo in questi giorni nei rapporti tra grandi nazioni, dove sembra che la parola d’ordine sia Vendetta, non sicuramente perdono. Eppure questa è la via tracciata da Gesù.  Dobbiamo chiederci: è possibile per noi umani amare il nemico, chi ci fa del male, chi ci odia e vuole ucciderci? Ne abbiamo la forza e la volontà sufficiente? Diamo troppo per scontato che questo sia possibile, mentre dovremmo interrogarci seriamente e discernere che un amore simile può solo essere “grazia”, dono del Signore Gesù Cristo a chi lo segue. Gesù con la sua vita dichiara che il perdono è possibile, ma è frutto della nostra invocazione a Dio, della nostra preghiera quotidiana, è frutto appunto della grazia del Signore. Gesù formula qui la regola d’oro:  “Come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro”. Regola nella quale la reciprocità non è invocata come diritto e tanto meno come pretesa, ma come dovere verso l’altro misurato sul proprio desiderio: “fare agli altri ciò che desidero sia fatto a me. Solo così, amando gli altri senza reciprocità, facendo del bene senza calcolare un vantaggio e donando con disinteresse senza aspettare la restituzione, si vive la “differenza cristiana”.

Preghiamo

Preghiamo per tutti i nostri nemici

5 pensieri su “martedì 7 gennaio

  1. sr Alida

    solo la grazia di Dio può realizzare la pace il perdono e vincere il male.
    Preghiamo intensamente per questo …

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  2. Sr Rita

    Forse ciò che differenzia la religione cristiana da tutte le altre è proprio la parola di Gesù vissuta davvero: amate i vostri nemici. Eppure come è difficile farlo. Anche nelle cose più piccole, dove non si può parlare di inimicizia, quanta fatica a tirar avanti le relazioni. Ci purifichi il cuore e l’orgoglio ,Gesù che è mite ed umile di cuore.

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  3. Annamaria

    Amare chi ci fa del male e difficile ma forse e l’arma migliore per vincere e sconvolgere il cuore dando un messaggio di pace che contraddice con l’operare di chi odia e fa del male .Solo così si puo dare la possibilità di un cambiamento profondo dell’animo umano seminando umanità e pace dove c”e discordia e odio.

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  4. Annamaria

    Chiedo preghiere per i giovani che hanno perso la fede presi da un mondo che li coinvolge nell’odio e nell’ansia dell’avere e non dell’essere.

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  5. Elena

    Il comandamento dell’amore portato da Gesù sulla terra è assoluto. Forse è davvero così unico perché è difficilissimo e comprende in sé tutto il nostro essere.
    Preghiamo per chi ci fa del male, per i giovani ,per le nostre relazioni complesse e per ciò che portiamo nel cuore.

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