Martedì 5 giugno

di | 4 Giugno 2018

profeta geremia iconaGer 47,1-7                                                 

1 Parola del Signore che fu rivolta al profeta Geremia sui Filistei, prima che il faraone occupasse Gaza. 2 Così dice il Signore: “Ecco s’avanzano ondate dal settentrione diventano un torrente che straripa. Allagano la terra e ciò che è in essa, la città e i suoi abitanti. Gli uomini gridano, urlano tutti gli abitanti della terra. 3 Allo scalpitar dei suoi possenti cavalli, al fragor dei suoi carri, al cigolio delle ruote, i padri non si voltano verso i figli, le loro mani sono senza forza 4 perché è arrivato il giorno in cui saran distrutti tutti i Filistei e saranno abbattute Tiro e Sidòne, con tutti i loro ausiliari; il Signore infatti distrugge i Filistei, il resto dell’isola di Caftor. 5 Fino a Gaza si son rasati per lutto, è distrutta Ascalòna. Asdòd, povero resto degli Anakiti, fino a quando ti farai incisioni? 6 Ah! spada del Signore, quando dunque ti concederai riposo?  Rientra nel fodero, riposati e sta’ calma. 7 Come potrà riposare, poiché il Signore le ha ordinato di agire contro Ascalòna e il lido del mare?  Là egli l’ha destinata”.

Commento

Dopo il giudizio e le parole contro l’Egitto ora arrivano quelle contro i Filistei. Notiamo che ci sono dei nomi che ogni tanto sentiamo risuonare come nomi di città e luoghi misteriosi come Ascalona, oppure attuali come Gaza o Tiro e Sidone. Non vi è un motivo particolare per cui i Filistei sono sconfitti e finiscono i loro giorni. Sembra piuttosto che la loro fine fa parte della storia, è scritta nella nostra. Non c’è un peccato particolare, semplicemente la potenza di questi popoli è sopraffatta da popoli più potenti. Possiamo notare come gli eventi apocalittici tendano a sciogliere i legami interpersonali più profondi per consegnare ciascuna persona a un qualcosa che non c’era prima, un qualcosa di negativo. Si dice infatti  “i padri non si voltano verso i figli…”. Ognuno e tutti sono afferrati dalla stessa debolezza di fronte agli eventi.  I riferimenti geografici alla Terra Santa di questo testo possono oggi portarci a ricordare nella preghiera le sorti dei “palestinesi” che nel loro stesso nome ricordano i loro antenati filistei, soprattutto grazie alla citazione della città di Gaza.

Preghiamo

Preghiamo oggi per il popolo palestinese

2 pensieri su “Martedì 5 giugno

  1. sr Rita

    Arrivasse il giorno in cui si possa dire: spada, ritirati nel tuo fodero. E sarà la pace, perché ciascuno ha fatto la sua parte per costruirla.

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  2. . Elena

    Leggevo parte dell’intervista a don Ciotti, quando è venuto a Presezzo. Mi colpisce sempre il “noi”. Dentro alla voglia di pace c’è un noi costruito giorno dopo giorno, ci sono azioni che nascono da pensieri e parole umili e semplici, quotidiane, buone, non facili. C’è la voglia, la scelta di stare dalla parte di Dio….
    Preghiamo per il popolo palestinese, per la pace. Preghiamo per nonna Pina che ci ha lasciato ed è tornata a Casa….

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