martedì 26 settembre

di | 26 Settembre 2017

la lotta di giacobbeGen 34,1-31                                       

 1 Dina, la figlia che Lia aveva partorita a Giacobbe, uscì a vedere le ragazze del paese. 2 Ma la vide Sichem, figlio di Camor l’Eveo, principe di quel paese, e la rapì, si unì a lei e le fece violenza. 3 Egli rimase legato a Dina, figlia di Giacobbe; amò la fanciulla e le rivolse parole di conforto. 4 Poi disse a Camor suo padre: «Prendimi in moglie questa ragazza». 5 Intanto Giacobbe aveva saputo che quegli aveva disonorato Dina, sua figlia, ma i suoi figli erano in campagna con il suo bestiame. Giacobbe tacque fino al loro arrivo.

6 Venne dunque Camor, padre di Sichem, da Giacobbe per parlare con lui. 7 Quando i figli di Giacobbe tornarono dalla campagna, sentito l’accaduto, ne furono addolorati e s’indignarono molto, perché quelli aveva commesso un’infamia in Israele, unendosi alla figlia di Giacobbe: così non si doveva fare!

8 Camor disse loro: «Sichem, mio figlio, è innamorato della vostra figlia; dategliela in moglie! 9 Anzi, alleatevi con noi: voi darete a noi le vostre figlie e vi prenderete per voi le nostre figlie. 10 Abiterete con noi e il paese sarà a vostra disposizione; risiedetevi, percorretelo in lungo e in largo e acquistate proprietà in esso». 11 Poi Sichem disse al padre e ai fratelli di lei: «Possa io trovare grazia agli occhi vostri; vi darò quel che mi direte. 12 Alzate pure molto a mio carico il prezzo nuziale e il valore del dono; vi darò quanto mi chiederete, ma datemi la giovane in moglie!».

13 Allora i figli di Giacobbe risposero a Sichem e a suo padre Camor e parlarono con astuzia, perché quegli aveva disonorato la loro sorella Dina. 14 Dissero loro: «Non possiamo fare questo, dare cioè la nostra sorella ad un uomo non circonciso, perché ciò sarebbe un disonore per noi. 15 Solo a questa condizione acconsentiremo alla vostra richiesta, se cioè voi diventerete come noi, circoncidendo ogni vostro maschio. 16 Allora noi vi daremo le nostre figlie e ci prenderemo le vostre, abiteremo con voi e diventeremo un solo popolo. 17 Ma se voi non ci ascoltate a proposito della nostra circoncisione, allora prenderemo la nostra figlia e ce ne andremo».

18 Le loro parole piacquero a Camor e a Sichem, figlio di Camor. 19 Il giovane non indugiò ad eseguire la cosa, perché amava la figlia di Giacobbe; d’altra parte era il più onorato di tutto il casato di suo padre. 20 Vennero dunque Camor e il figlio Sichem alla porta della loro città e parlarono agli uomini della città: 21 «Questi uomini sono gente pacifica: abitino pure con noi nel paese e lo percorrano in lungo e in largo; esso è molto ampio per loro in ogni direzione. Noi potremo prendere per mogli le loro figlie e potremo dare a loro le nostre. 22 Ma solo ad una condizione questi uomini acconsentiranno ad abitare con noi, a diventare un sol popolo: se cioè noi circoncidiamo ogni nostro maschio come loro stessi sono circoncisi. 23 I loro armenti, la loro ricchezza e tutto il loro bestiame non saranno forse nostri? Accontentiamoli dunque e possano abitare con noi!». 24 Allora quanti avevano accesso alla porta della sua città ascoltarono Camor e il figlio Sichem: tutti i maschi, quanti avevano accesso alla porta della città, si fecero circoncidere.

25 Ma il terzo giorno, quand’essi erano sofferenti, i due figli di Giacobbe, Simeone e Levi, i fratelli di Dina, presero ciascuno una spada, entrarono nella città con sicurezza e uccisero tutti i maschi. 26 Passarono così a fil di spada Camor e suo figlio Sichem, portarono via Dina dalla casa di Sichem e si allontanarono. 27 I figli di Giacobbe si buttarono sui cadaveri e saccheggiarono la città, perché quelli avevano disonorato la loro sorella. 28 Presero così i loro greggi e i loro armenti, i loro asini e quanto era nella città e nella campagna. 29 Portarono via come bottino tutte le loro ricchezze, tutti i loro bambini e le loro donne e saccheggiarono quanto era nelle case. 30 Allora Giacobbe disse a Simeone e a Levi: «Voi mi avete messo in difficoltà, rendendomi odioso agli abitanti del paese, ai Cananei e ai Perizziti, mentre io ho pochi uomini; essi si raduneranno contro di me, mi vinceranno e io sarò annientato con la mia casa». 31 Risposero: «Si tratta forse la nostra sorella come una prostituta?».

Commento

I figli dei grandi patriarchi, compreso i figli di Giacobbe, si affacciano sulla scena della storia e se ieri parlavamo di riconciliazione oggi torniamo ad una violenza inaudita. I padri costruiscono percorsi di vita  e i figli non sempre sembrano all’altezza dei padri. Non riesco a vederci niente di buono in questo testo. Anche questo fa parte dell’umanità, della storia degli uomini e le violenze verso le donne, le vendette come motivo di onore da parte delle rispettive famiglie mi sembrano fatti che accadono in ogni epoca, compresa la nostra. la Bibbia è una storia in cui Dio rispetta la libertà umana, ma la giudica quando degenera nel peccato. E Dio condanna episodi come questi, anche se non può fermare la violenza e la vendetta. La vera questione che è anche la vera fatica è quella di non saltare queste pagine, ma leggerle insieme alle pagine luminose  e belle della sacra scrittura. L’autentico umanesimo biblico non è una raccolta di “buone pratiche”, ma uno sguardo d’amore e di salvezza sull’umanità tutta intera. Un umanesimo che non ci dice il primato dell’Adam su Caino e la vittoria della benedizione sul male nascondendo la parte oscura della nostra condizione. Ce lo dice guardando così bene la nostra anima e il nostro corpo fino a mostrarci che il male che appare nella sua forza devastante non è né l’ultima né la nostra prima parola. Dina allora è  memoria viva delle troppe donne, ragazze e bambine (e bambini) rapite e violentate, ieri, oggi, domani, ovunque. E se la Bibbia ha voluto presentarci l’unica figlia dei tre patriarchi come una fanciulla rapita e abusata, allora anche questo assurdo dolore è guardato da Dio, che continua a soffrire tutte le volte che le sorelle di Dinah versano le sue stesse lacrime di dolore per la violenza inaudita.

Preghiamo

Preghiamo per tutte le donne che subiscono violenza

3 pensieri su “martedì 26 settembre

  1. . Elena

    Oscurità e violenza attraversano l’animo umano come la luce e la serenità. Ci sia dato di scegliere che persone vogliamo essere. Prego con le donne, per le donne, e con tutti gli uomini di buona volontà, contro ogni violenza e sopruso, fisico e psicologico.

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  2. sr Alida

    Lo sguardo di amore e di salvezza di Dio verso l’umanità intera …Questo solo rimane nei confronti di ogni violenza ….sopratutto femminile ,che sembra aumentare ai nostri giorni …nel nostro piccolo il Signore ci conceda di evitare e conbattere ciò che non è rispetto della persona mi unisco alla preghiera per le donne che subiscono violenza .

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  3. sr Rita

    Silenzi, abusi, vendetta, inganni…sono ingredieti dela storia di ogni tempo. Brutta storia. Ma l-angelo raffigurato nell-icona disse compassione, accoglienza, perdono, conforto. Ci sai ddto di essere um poco come questo angelo.

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