martedì 25 aprile

di | 24 Aprile 2023

san Marco evangelista dal vangelo di Marco

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

Commento

Ricordiamo oggi san Marco evangelista. Egli divise con Barnaba e Paolo, e poi con Pietro, l’impegno per testimoniare e predicare il Vangelo. È l’autore del primo Vangelo scritto. Marco, cugino di Barnaba, fin da giovane frequentava la comunità dei discepoli di Gesù che si radunava nella casa della madre, come ricordano gli Atti. La tradizione lo vede nel ragazzo che durante la passione sfuggì alla cattura delle guardie lasciando nelle loro mani solo il lenzuolo con cui si copriva, come a ricordarci che per seguire Gesù bisogna spogliarsi di tutto. Cresciuto, Marco accompagnò Paolo e Barnaba nel loro primo viaggio missionario. Successivamente andò con Pietro fino a Roma. E qui, acconsentendo alle numerose richieste della comunità cristiana scrisse il Vangelo che porta il suo nome. È il primo Vangelo che è stato scritto e raccoglie appunto la testimonianza della predicazione di Pietro nella capitale dell’Impero. Marco, se vogliamo, è interprete del pensiero e della sequela di Pietro e quindi il suo vangelo narra la vicenda di Gesù a partire dall’esperienza che Pietro ha fatto del Signore.

Preghimo

Oggi preghiamo per l’Italia

2 pensieri su “martedì 25 aprile

  1. Elena

    Anche noi oggi riusciamo ad essere portatori di speranza, di cose buone, di salvezza? A volte mi viene la risposta sì, altre volte: neanche per sogno…. È incerto il nostro credere, è frammentato, è parziale, è condizionato da politiche economiche e sociali, da interessi personali, da egoismi.
    Quanto siamo lontani dallo spogliarci di tutto per seguire il Signore, per essere liberi e leggeri nel vivere il vangelo, per essere credibili nelle nostre vite quotidiane di credenti.
    Abbiamo bisogno della Tua grazia, da soli non bastiamo a noi stessi, né siamo testimoni attendibili.
    Preghiamo per la nostra Italia e per il suo futuro!

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  2. srAlida

    Dipende da quale è che cosa è oggetto del mio amare dipende da quanto ci sappiamo amati da Gesù, dalla fiducia nella sua presenza che ci accompagna… Dal comprendere che Egli non esclude nessuno dal credere fortemente in Lui.
    Allora possiamo essere speranza, forza di bene… Mio Dio quanto son distante! Aumenta la mia fede. Preghiamo per l’Italia per un futuro migliore specie per chi è in situazioni precarie.

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