martedì 23 gennaio

di | 22 Gennaio 2018

 

Michelangelo_Buonarroti_027
profeta Geremia  michelangelo  cappella Sistina

 Ger 1,1-10                                             

 

1 Parole di Geremia figlio di Chelkia, uno dei sacerdoti che dimoravano in Anatòt, nel territorio di Beniamino. 2 A lui fu rivolta la parola del Signore al tempo di Giosia figlio di Amon, re di Giuda, l’anno decimoterzo del suo regno, 3 e quindi anche al tempo di Ioiakìm figlio di Giosia, re di Giuda, fino alla fine dell’anno undecimo di Sedecìa figlio di Giosìa, re di Giuda, cioè fino alla deportazione di Gerusalemme avvenuta nel quinto mese.

Commento

Iniziamo allora la lettura e il commento del libro di Geremia che con Isaia e Ezechiele fa parte dei grandi profeti della storia di Israele. Sarà un grande viaggio, un lungo viaggio dentro la grande profezia di Israele che aveva come centro quello della fedeltà a Dio. sarà un viaggio complesso, ma affascinante, difficile, ma entusiasmante. Geremia è l’uomo profeta del grande tormento: sento in me un fuoco, il fuoco della parola, ma lo vorrei cacciare via, ma non posso. Vediamo in queste prime pagine di capire chi è questo Geremia. La sua vita è come segnata da due poli, da due momenti estremi della vita dello stato di Israele, ormai diviso in due regni: regno del nord con capitale Samaria e conquistata nel 727 dagli assiri e regno del nord sud con capitale Gerusalemme, conquistata nel 587 a.c. dai babilonesi. Geremia, del villaggio di Anatot della tribù di Beniamino, inizia la sua attività profetica a circa 20 anni, sotto il re Giosia, uno dei pochi re saggi della storia di Isreale. E questo è il primo polo della vita di Geremia. Anatot è vicino a Gerusalemme, ma è del regno del nord. Quindi Geremia vive della duplice appartenenza: all’alleanza, alla legge, ma anche alla tradizione del tempio di Gerusalemme e quindi a tutta l’esperienza sacerdotale. Ma  l’altro polo della sua vita è la distruzione di Gerusalemme del 587 con la conseguente deportazione in Babilonia e la fine del regno del Sud, la fine del regno di Giuda. La fine di ogni speranza, perché la fine di Gerusalemme era la fine di ogni speranza. La profezia di Geremia è quindi profondamente segnata da questi due poli, ma soprattutto è segnata dalla fine di Gerusalemme. Per concludere queste righe di introduzione possiamo dire che Geremia vive e partecipa della più grande crisi che il popolo ebraico conosce nella sua storia e lui è lì per dire una parola vera, tremenda, di fedeltà alla giustizia di Dio, ma anche di speranza.

Preghiamo

Preghiamo per Paola

3 pensieri su “martedì 23 gennaio

  1. . Elena

    Grazie don!
    Alcune letture sono complesse e molto articolate in un tempo remoto dalla storia turbolenta. I nostri tempi non sono migliori, solo alcune realtà sono più stabili, ma per molti ancora il cammino verso la stabilità è ancora lungo e difficile. Con tutto questo, la presenza del Signore attraverso voci e personalità diverse, ci può aiutare a comprendere il senso delle nostre vite, la direzione da seguire, le scelte più ardue o semplici da compiere. Che sia un buon cammino nella profezia di Geremia….
    Preghiamo per Paola e per Chiara.

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  2. srAlida

    Nella nostra vita ci sono crisi ,sapendo che vissute nel Signore possono diventare speranza ed opportunità è consolante …oltre le nostre mancanze e fragilità ,a piccoli passi si fà il cammino .Per Paola ,per l ‘unità dei cristiani,preghiamo e spero meglio anche per te don ,che rafforzi il nostro spirito .

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  3. sr Rita

    Preghiamo per il nostro Vescovo Dom Agenor che è di nuovo in ospedale e continua ad essere grave. Un ricordo anche il sindaco di Uniao da Vitória che è indagato e questo mette a rischio il normale andamento della città ed anche il sostegno alle istituzioni di carità del territorio, noi comprese.

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