martedì 22 dicembre

di | 21 Dicembre 2015

avvento bose Dal vangelo secondo Luca

In quel tempo, Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

 Commento

In questa novena di Natale ci ritroviamo a commentare uno dei più bei testi del vangelo di Luca ed in generale dei vangeli. Si tratta del Magnificat che Luca pone sulla bocca di Maria, appena Elisabetta ricambia il suo saluto, riconoscendola come Madre del Signore, canta la gioia che le germoglia dentro! Vorrei sottolineare: il sentimento di gioia che si ritrova in tutto il testo.  È una gioia profonda, che si diffonde in tutti coloro che leggono, pregano o cantano il magnificat. È una gioia che sgorga anzitutto dal desiderio di lodare, magnificare il Signore con tutto lo slancio del cuore, per le grandi opere che il Signore ha fatto in Maria. Essa si sente come l’umile serva guardata dal Signore. Qui l’umiltà è la capacità di riconoscere il senso del limite, della creatura che sta davanti al Signore. L’umiltà è la capacità che ha avuto Maria di fidarsi non solo di se stessa, ma soprattutto di Dio. È il senso evidente della sua creaturalità,  di un limite, non di un vanto. E l’esultanza, l’esplodere e il dilagare della gioia viene proprio di lì. Lo sguardo di Maria è su Dio. E anche quando vede se stessa e percepisce tutta la fatica del vivere, il suo vedersi nel Signore e il suo affidarsi alla parola permette a Maria di camminare nella gioia. Si coglie amata, proprio dentro il proprio nulla. E la grande gioia sgorga da questo suo protendersi a Dio, contemplarlo e lodarlo, conoscendo anche se stessa in un’estrema povertà però trasfigurata dall’infinito amore di lui.

Preghiamo

Preghiamo per tutti i profughi che in questi giorni non hanno una casa.

3 pensieri su “martedì 22 dicembre

  1. Laura

    Davvero stupendo il Magnificat ! Ogni giorno nel recitarlo dovremmo ricordarci che la misericordia di Dio ci ha salvato per sempre edificio rendere grazia con gioia. che il Signore ci aiuti ad essere umili come Maria ci ha insegnato mettendo al primo posto gli altri non se stessi riempiendosi così di inutili preoccupazioni !

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  2. sr Rita

    Col magnificat dico grazie a Dio anche per tutto quello che di bene si sta facendo in questi giorni. Molte persone stanno venendo a portare qualcosa per le nostre bambine. Vorrei pregare per le famiglie che ogni giorno vengono qui a chiedere alimenti per mangiare qualcosa il giorno di Natale. Anche questo pomeriggio è un andare e venire di gente che umilmente chiede qualcosa da mangiare o ciabattine per i piedi. Mi sento così piccola difronte a tutte le richieste, eppure , grazie alla generosità di qualcuno possiamo far felici molti. E ‘sempre così: Provvidenza che arriva, provvidenza che va. E queste persone ci benedicono con le lacrime agli occhi. Che sia un canto di benedizione reciproco.

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  3. sr.Alida

    Oggi non mi era arrivata posta sulla Parola ,grazie per i commenti ritrovati ora sul Magnificat
    risuona dentro quel sapersi amata di Maria,dentro il proprio nulla ,tutti i gesti d’amore di Dio elencati nel Magnificat ha ricolmato ,ha soccorso….Sono tante le volte ,percui dire con cuore questa preghiera.Grazie Signore per ciò che compi ogni giorno nella nostra vita .

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