martedì 21 aprile

di | 20 Aprile 2015

 Giovanni 6,30 – 35

Ihome2n quel tempo, la folla disse a Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”».Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

Commento

I giudei hanno in mente il grande tempo dell’esodo. Un momento unico  e significativo.  Che cosa ci può essere di più immenso? Che cosa ci può essere di più  grande della mamma che ha nutrito quel popolo nel deserto? erano talmente ancorati a quel tempo unico e speciale che non potevano pensare che il pane regalato da Gesù, cioè il suo corpo, fosse molto più grande della mamma. Come è difficile a volte essere liberi, accogliere la novità, avere la leggerezza necessaria per modificare idee e comportamenti! Al di là di questo Gesù si presenta come il pane della vita. Quando noi ci nutriamo del Pane della vita ci nutriamo di Gesù, della sua parola, del suo insegnamento, della sua vita. Attenzione: Questo pane possiamo chiederlo, ma non possiamo comperarlo, né meritarlo, né conquistarlo…Il significato profondo del nostro brano è quello del dono. I giudei hanno visto, ma non credono.  Solo il dono della fede consente di credere, e quindi di vedere. Solo il dono della fede ci permette d credere che Gesù è il pane della vita.

Preghiamo

Continuiamo a pregare per la pace.

5 pensieri su “martedì 21 aprile

  1. elena

    Il pane, quello vero viene da Dio. Ed è Gesù fatto pane che toglie ogni fame, che dà il nutrimento per sempre. Tutti chiedono un sogno, qualcosa di visibile e di tangibile. La vita di Gesù è la vera risposta.
    Dacci Signore di questo pane di vita , perché non abbiamo più fame!
    Mi unisco ai vostri cuori nella preghiera per la pace e la giustizia.
    Elena

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  2. Luca

    «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai?

    Mi sembra quasi una situazione da campagna elettorale: è la folla, siamo noi che concediamo a Dio il nostro appoggio, i nostri riti, il nostro credere…. Assurdo, eppure spesso è così.

    Prego anch’io con voi x la pace, che sia il segno che Dio compie x mezzo nostro a casa, sul lavoro…e un benvenuta a Irene, nata stanotte, e a papà angelo e mamma vale!

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  3. silvia coter

    Questo pane, che è la Persona stessa di Dio in Gesù Cristo, è IL dono di Dio Padre al mondo! La vita stessa del mondo. Ed è un dono che come dice don Sandro non possiamo conquistare o meritare. Proprio come il popolo nel deserto, nonostante la sua recidiva infedeltà, viene nutrito e dissetato dalle cure di Dio, altrimenti sarebbe morto. Cosi noi, siamo continuamente nutriti da Dio, quasi che più aumentano le colpe e le infedeltà più Egli si prodighi nel curarci, fino a darci la sua stessa vita, la vita immortale, eterna, per evitarci la morte eterna.
    Che aggiungere alla preghiera dei discepoli e della folla? Anch’io Signore ti prego: dacci sempre questo pane». Non ne siamo degni, ma ne abbiamo tanto bisogno . Gesù confidiamo nella tua inesauribile misericordia.

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  4. laura Fumagalli

    Quando ogni giorni, preghiamo con le parole del Padre nostro, ” dacci oggi il nostro pane quotidiano” forse pensiamo solo a quello materiale, così necessario ed indispensabile, ma vorrei ricordarmi anche di chiedere quel pane che ci permette di non avere più fame, di non essere sempre in ansia.. avere dentro di sé la certezza che Lui non ci farà mancare nulla e che tutto il resto è superfluo. Preghiamo, oltre che per la pace, perché tutti possano sperimentare questa quiete interiore, così gratuita e bella .

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  5. Anonimo

    Signore, non ci serve altro segno che la tua persona. Tu sei nutrimento, compagnia, compimento delle nostre attese. Ti prego per quanti vivono solo aspettando segni e non vedono alcun segno che già li accompagna nella quotidianità.

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