martedì 2 febbraio

di | 1 Febbraio 2016

la stella del mattinopresentazione del Signore al tempio – Sofonia 1, 1                                1 Parola del Signore rivolta a Sofonìa figlio dell’Etiope, figlio di Godolia, figlio di Amaria, figlio di Ezechia, al tempo di Giosia figlio di Amon, re di Giuda.  

Commento

un grande studioso di bibbia scrisse che i profeti non hanno biografia. eppure Sofonia, altro profeta minore di cui iniziamo la lettura, ha visto fatti drammatici e di lui si può tentare una collocazione storica ben precisa. il suo ministero è iniziato intorno al 630 a.C. sotto il re Giosia. è probabile che ha visto la caduta di Ninive nel 612 e l’assedio di Gerusalemme del 597 fino alla sua caduta del 587.  Non potete immaginare cosa ha voluto dire per la gente di Gerusalemme la distruzione  della città e la deportazione in Babilonia. Per il popolo di Israele questa è stata la tragedia più grande, più terribile. Sofonia si ritrova a fare il profeta proprio dentro questa tragedia. gli scettici pongono a Sofonia domande del tipo: Dio si interessa degli uomini? Dio è al timone della storia oppure la storia sta andando alla deriva. il profeta risponde secondo uno schema che ormai ci è familiare. un monito ad Israele per il suo comportamento, il giudizio sulle nazioni e la promessa di restaurazione. vi sono come due coordinate su cui Sofonia scrive i suoi versi: un cielo di apocalisse e una terra di poveri e miseri, i poveri del Signore. e poi vi è una realtà che sta al centro delle due coordinate: il Signore Dio in mezzo al suo popolo, poichè soltanto Dio salva i poveri e i miseri e crea cieli nuovi  e terra nuova.

preghiamo

per Sr. Rita impegnata nei suoi incontri in Brasile.

dal Vangelo secondo Luca

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Malria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

3 pensieri su “martedì 2 febbraio

  1. sr Rita

    Sono arrivata a Curibiba bene.Sono arrivate anche le tre comunità del Perù. mancano due sorelle di Paranaguà perché infette della Dengue che in quella città ha contagiato 8.000 abitanti. Ringrazio per la preghiera affinché questa settimana si fruttuosa nello Spirito. Oggi è anche la chiusura dell’anno della Vita Consacrata. Preghiamo affinché noi religiosi/e viviamo quello che siamo chiamati ad essere, con felice fedeltà.

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  2. Elena

    A volte si è sopraffatti dal dolore, dalle fatiche di una vita quasi impossibile. Oggi ricorrono 10 anni dalla morte di mio marito, chiedo una preghiera per lui, già fra le braccia del Padre, ed una preghiera per i miei figli e per me, che in dieci anni abbiamo visto sogni infrangersi e speranze rifiorire. Abbiamo una vita di amore ed il Signore ha operato ed opera a volte in modo così silenzioso, intimo e misterioso da sbalordirmi ogni giorno.
    Prego per suor Rita e le sorelle ed i fratelli consacrati, per le loro opere e perchè dalle loro vite fiorisca sempre un bene di contrasto e di opposizione pacifica a tutto il dolore che permea dalla vita di troppi esseri umani.
    Prego per Giuseppe, riposi serenamente e prego per tutti gli ammalati terminali: nel dolore e nella preparazione del Viaggio, possano cogliere uno sprazzo di quella luce che li accoglierà nella pace e nella bellezza….
    Elena

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  3. sr.Alida

    Cinque volte in questo verso di Sofonia si ripete la parola “figlio”.Questo inzio del profeta ,mi fa pensare a generazioni ,che si susseguono..storie di fatti drammatici,cadute,assedi,come hai ben descritto don Sandro,come da meno non è questo nostro tempo in forme simili…Mi chiedo:perchè mai fin da allora,l’uomo ama così tanto il male,la distruzione,anzichè amare la vita?E il Signore che non solo promette ,ma sempre realizza una restauurazione,di un opolo di poveri,ma che confidano in Lui,e sperano cieli e terra nuova…Ci dovrebbe bastare divenire e essere figli ,con Padre così,che sa sempre trarci in salvo.In questo giorno dedicato alla vita consacrata,prego per sr.Rita ,per l’assemblea generale delle nostre comunità …per tutti i consacrati..Per Elena e la sua famiglia in questo anniversario..per la testimonianza di fede,grazie!per ogni intenzione del nostro cuore Signore ti prego.

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