martedì 16 giugno

di | 15 Giugno 2015

Esodo 5,1 – 6,1

5,1 Dopo, Mosè e Aronne vennero dal Faraone e gli annunziarono: «Dice il Signore, il Dio d’Israele: Lascia partire il mio popolo perché mi celebri una festa nel deserto!». 2 Il faraone rispose: «Chi è il Signore, perché io debba ascoltare la sua voce per lasciar partire Israele? Non conosco il Signore e neppure lascerò partire Israele!». 3 Ripresero: «Il Dio degli Ebrei si è presentato a noi. Ci sia dunque concesso di partire per un viaggio di tre giorni nel deserto e celebrare un sacrificio al Signore, nostro Dio, perché non ci colpisca di peste o di spada!». 4 Il re di Egitto disse loro: «Perché, Mosè e Aronne, distogliete il popolo dai suoi lavori? Tornate ai vostri lavori!». 5 Il faraone aggiunse: «Ecco, ora sono numerosi più del popolo del paese, voi li vorreste far cessare dai lavori forzati!». 6 In quel giorno il faraone diede questi ordini ai sorveglianti del popolo e ai suoi scribi: 7 «Non darete più la paglia al popolo per fabbricare i mattoni come facevate prima. Si procureranno da sé la paglia. 8 Però voi dovete esigere il numero di mattoni che facevano prima, senza ridurlo. Perché sono fannulloni; per questo protestano: Vogliamo partire, dobbiamo sacrificare al nostro Dio! 9 Pesi dunque il lavoro su questi uomini e vi si trovino impegnati; non diano retta a parole false!».10 I sorveglianti del popolo e gli scribi uscirono e parlarono al popolo: «Ha ordinato il faraone: Io non vi dò più paglia. 11 Voi stessi andate a procurarvela dove ne troverete, ma non diminuisca il vostro lavoro». 12 Il popolo si disperse in tutto il paese d’Egitto a raccattare stoppie da usare come paglia. 13 Ma i sorveglianti li sollecitavano dicendo: «Porterete a termine il vostro lavoro; ogni giorno il quantitativo giornaliero, come quando vi era la paglia». 14 Bastonarono gli scribi degli Israeliti, quelli che i sorveglianti del faraone avevano costituiti loro capi, dicendo: «Perché non avete portato a termine anche ieri e oggi, come prima, il vostro numero di mattoni?».15 Allora gli scribi degli Israeliti vennero dal faraone a reclamare, dicendo: «Perché tratti così i tuoi servi? 16 Paglia non vien data ai tuoi servi, ma i mattoni – ci si dice – fateli! Ed ecco i tuoi servi sono bastonati e la colpa è del tuo popolo!». 17 Rispose: «Fannulloni siete, fannulloni! Per questo dite: Vogliamo partire, dobbiamo sacrificare al Signore. 18 Ora andate, lavorate! Non vi sarà data paglia, ma voi darete lo stesso numero di mattoni».19 Gli scribi degli Israeliti si videro ridotti a mal partito, quando fu loro detto: «Non diminuirete affatto il numero giornaliero dei mattoni». 20 Quando, uscendo dalla presenza del faraone, incontrarono Mosè e Aronne che stavano ad aspettarli, 21 dissero loro: «Il Signore proceda contro di voi e giudichi; perché ci avete resi odiosi agli occhi del faraone e agli occhi dei suoi ministri, mettendo loro in mano la spada per ucciderci!».22 Allora Mosè si rivolse al Signore e disse: «Mio Signore, perché hai maltrattato questo popolo? Perché dunque mi hai inviato? 23 Da quando sono venuto dal faraone per parlargli in tuo nome, egli ha fatto del male a questo popolo e tu non hai per nulla liberato il tuo popolo!».6,1 Il Signore disse a Mosè: «Ora vedrai quello che sto per fare al faraone con mano potente, li lascerà andare, anzi con mano potente li caccerà dal suo paese!».

Commento

Il Faraone non conosce il Dio di Israele e quindi non può concedere al popolo di andare nel deserto per celebrare una festa a Dio, così come chiede Mosè. Quel non conoscere del faraone mi fa dire che il Dio di Israele non è servo del faraone, non è lì per garantire il potere del faraone. Non un Dio funzionale al potere o competitivo con esso, ma il Dio che ama, elegge e libera il suo popolo dall’ “idolo” del potere mondano. La fede ebraico/cristiana è negata quando pretende di garantire o di condizionare il potere dello Stato. Si tratta di due concezioni opposte e inconciliabili, perché in realtà il potere politico, incapace di una reale “laicità”, tende sempre ad autodivinizzarsi; e di questo il potere del faraone è un esempio clamoroso. D’altra parte il Dio di Israele e Padre di Gesù Cristo e nostro, è Dio nella storia, e non accetta di essere confinato in un “in un luogo sacro” estraneo al  dramma e alla speranza della vicenda umana. Dio è fatto così! E  questo Dio è così dentro le vicende degli uomini che decide di intervenire con mano forte di fronte alla schiavitù imposta dal faraone al popolo. Non si tratta solo di produrre più mattoni, ma di “controllare” il popolo. Si tratta di una vera e propria forma di schiavitù che ha come obiettivo quello di negare ogni forma di libertà. Per il controllo Il faraone si serve dei suoi funzionari, dei suoi soldati, ma anche degli scribi ebrei. Mi vengono alla mente al tempo del nazismo quando le ss controllavano in modo spietato gli ebrei, e molti del consiglio ebraico pensavano che collaborare con lo stato nazista poteva salvare la vita al popolo. Illusione di chi crede nelle alleanze di potere.

Peghiamo

Preghiamo per la chiesa, perché non confidi nelle alleanze con il potere per affermare il vangelo, ma rimanga sempre libera per testimoniare con la franchezza la parola.

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

3 pensieri su “martedì 16 giugno

  1. Elena

    Questa forma di controllo, di schiavitù, non è diversa da quelle operate da sempre e presenti anche oggi, nelle nostre realtà.Il potere politico da sempre porta acqua al suo mulino…. Il potere economico, anche! Chi paga è sempre la stessa gente, spesso straniera in casa altrui, spesso in minoranza ma che si espande e fa paura…. Ieri come oggi, mi vien da dire.
    Dio dov’è? Come interviene? Come libera l’oppresso? Nessuno conosce i tempi d’intervento del Signore, eppure Egli muove grandi cose, opera attraverso segni e umanità in movimento. Ieri come oggi. E’ tanto attuale Esodo….
    Lasciamo agire Dio attraverso la sensibilità ed il movimento degli uomini, lasciamolo agire attraverso le cose buone che ci ha regalato, affinchè si moltiplichino in formando reti di salvataggio per chi è perduto.
    Signore, rendici strumenti della tua volontà e del tuo amore per tutti gli uomini, come ha fatto il Cristo, tuo Figlio…
    Vorrei pregare per ogni forma di giustizia, sulla terra, perchè la giustizia è di Dio, ma opera fra noi e porta in sè il rispetto profondo per ogni essere umano.
    Buona giornata!
    Elena

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  2. suor Rita

    ” Perché mi hai invitato”? Una domanda che dice tutto lo scoramento, la preoccupazione, la paura di un operatore pastorale di ogni tempo. Mosè non è diverso da noi, oggi. Ma Dio non ha accorciato il suo braccio, non ha smesso di porre segni prodigiosi per confermare la sua autorità. Nella domanda: Perché mi hai inviato, noi prendiamo coscienza dello spessore della nostra vocazione: chiamati e inviati per permettere a Dio di agire ancora oggi, da Signore, in noi e nelle nostre comunità. Che ci sia data perseveranza nel porre domande giuste e nel conoscere in profondità la nostra vocazione-missione.

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  3. Giulio

    “D’altra parte il Dio di Israele e Padre di Gesù Cristo e nostro, è Dio nella storia”
    La storia dell’uomo si realizza nella storia di Dio.
    Ma Dio non interviene direttamente nella storia: si serve degli uomini.
    Ed ecco allora Mosé e Aronne che parlano a nome di Dio (ed è bello notare come parlino al plurale, all’unisono: annunziarono, ripresero); il faraone che che si accanisce sul popolo; gli scribi che si lamentano, prima col Faraone e poi con Mosé ed Aronne; infine ancora Mosé che, mediatore, si rivolge ancora al Signore.
    E l’ultima e definitiva iniziativa del Padre in cui si serve di ancora dell’uomo, è la venuta del Figlio, dimostrare l’amore e la pazienza del Signore verso l’uomo.
    Interessante anche l’accostamento del brano di Matteo con Esodo: amare i propri nemici, anche gli egiziani, anche il faraone.
    Amare i nemici col coraggio della verità: verso di loro ma, soprattutto, verso noi stessi.
    Buona giornata.

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