martedì 14 agosto

di | 13 Agosto 2018

1 corinti1 Cor 12,7-13                                     

 7 E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune: 8 a uno viene concesso dallo Spirito il linguaggio della sapienza; a un altro invece, per mezzo dello stesso Spirito, il linguaggio di scienza; 9 a uno la fede per mezzo dello stesso Spirito; a un altro il dono di far guarigioni per mezzo dell’unico Spirito; 10 a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di distinguere gli spiriti; a un altro le varietà delle lingue; a un altro infine l’interpretazione delle lingue. 11 Ma tutte queste cose è l’unico e il medesimo Spirito che le opera, distribuendole a ciascuno come vuole. 12 Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo. 13 E in realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti ci siamo abbeverati a un solo Spirito.

Commento

Ieri non ho scritto nulla, sono arrivato troppo tardi da Blello dove abbiamo fatto la nostra camminata notturna ai tre faggi. La chiesa non ha paura delle diversità e ricerca l’unità non rendendo tutti uguali, ma lasciando le diversità nella ricerca di un bene comune, che è al di sopra di tutte le diversità. In Paolo questo bene comune è il vangelo della carità dentro l’unità della chiesa. Tutto deve servire a questo scopo. In questo testo tutto concorre a questa unità nella diversità. L’armonia delle diversità che Paolo propone è lo strumento per vincere ogni forma di individualismo, perché tutti concorrono al bene comune, ciascuno secondo i propri doni. La chiesa che propone Paolo non è immediatamente quella delle istituzioni, delle regole che tutto codificano rendendo tutti uguali, ma è la chiesa carismatica, dei carismi, dei doni. Diremmo noi una chiesa più libera da tanti vincoli. Lo Spirito è la fonte e la via di ogni dono. La sapienza è la capacità profetica di tenere insieme la Parola e la storia degli uomini. La scienza è la sintesi e la custodia del patrimonio di fede che è donato dalla Parola di Dio. La fede è la trasparenza interiore con la quale ogni realtà e ogni vicenda sono colte nel loro significato rivelato dalla fede. E così ogni altro dono. Tenete presente che l’elenco non esaurisce la varietà straordinaria di tali doni. Questa distribuzione dei doni avviene nella più completa e misteriosa libertà dello Spirito di Dio che sa ciò che è buono e ciò che giova. Per illustrare sia l’unità della Chiesa che la diversità dei servizi, prende l’esempio del corpo umano: composto da molte membra e organi che possono funzionare solo in presenza degli altri, esso costituisce tuttavia un organismo unico, condotto da una sola volontà, quella che la testa comunica ad ogni membro. Così è il corpo di Cristo.

Preghiamo

Preghiamo perché la chiesa impari a valorizzare i doni di ciascuno.

3 pensieri su “martedì 14 agosto

  1. srAlida

    A ciascuno è data una manifestazione particolare ..per l’utilità comune ..che bella questa espressione,.quindi quanti sono i volti ,quanti sono i nomi un dono diverso …la Chiesa è completa solo così….vuol dire che giorno per giorno con gratitudine posso scoprire il dono fatto a me,solo a me …e cosi per ciascuno ..Ci doni il Signore di non perdere questa consapevolezza serena ,del nostro essere dono per un bene comune,,,Preghiamo perchè il Sinodo dei giovani appena terminato non sia una parentesi ,ma cammino gioioso verso l’amore grande del Padre…
    Mentre prego che la Chiesa valorizzi questi doni ,affidiamo al Padre tutta l’umanità sofferente,

    Rispondi
  2. sr Rita

    …tutti ci siamo abbeverati a un solo Spirito.
    La consapevolezza che tutti attingiamo origine, forza, ispirazione dal medesimo Spirito ci permette di non assolutizzare la nostra particolare identità e carisma. Il bene comune è il frutto della comunione dei doni…è la sintesi di tante bellezze…
    Oggi ho avuto una giornata bella, di riposo e di incontri. Sacerdoti che vivono nella propria parrocchia prendendosi cura in casa di un prete malato. Sono due preti giovani, parroci di due parrocchie del Litorale dove la parrocchia nei mesi estivi si raddoppia per la presenza di turisti. Eppure in casa, ciascuno di loro, è figlio-padre di un prete anziano e malato, con tutto quello
    che questa assistenza comporta. Diversità di ministeri…ma un solo corpo, quello di cristo e della sua chiesa viva. Prego per loro e per quanti si fanno fratelli padri e madri di chi è nel bisogno.

    Rispondi
  3. . Elena

    Mi veniva in mente, mentre leggevo il detto popolare “l’unione fa la forza”. Forza bellezza, completezza. Solo così in sinergia reciproca, mettiamo a frutto le nostre particolari bellezze, unicità, esperienze, diversità, per il buon funzionamento di tutta una comunità. Piccola come la famiglia o grande come la chiesa. Grazie al Signore, per i doni che offre a ciascuno. Grazie a tutti coloro che danno cura e tenerezza ai fratelli e fanno della propria vita un dono per gli altri.
    Ricordo nella preghiera zia Francesca, ritornata al Padre dopo una vita spesa per amore e con amore.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.