martedì 10 novembre

di | 9 Novembre 2020

Mc 13,14-23    

14 Quando vedrete l’abominio della devastazione presente là dove non è lecito – chi legge, comprenda –, allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano sui monti, 15 chi si trova sulla terrazza non scenda e non entri a prendere qualcosa nella sua casa, 16 e chi si trova nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. 17 In quei giorni guai alle donne incinte e a quelle che allattano! 18 Pregate che ciò non accada d’inverno; 19 perché quelli saranno giorni di tribolazione, quale non vi è mai stata dall’inizio della creazione, fatta da Dio, fino ad ora, e mai più vi sarà. 20 E se il Signore non abbreviasse quei giorni, nessuno si salverebbe. Ma, grazie agli eletti che egli si è scelto, ha abbreviato quei giorni.  21 Allora, se qualcuno vi dirà: “Ecco, il Cristo è qui; ecco, è là”, voi non credeteci; 22 perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e prodigi per ingannare, se possibile, gli eletti. 23 Voi, però, fate attenzione! Io vi ho predetto tutto.

Commento

Dopo tutto quello che abbiamo letto in questi giorni arriva l’abominio della desolazione che sta dove non deve stare. qui il riferimento è, probabilmente, alla statua di Giove introdotta nel tempio di Gerusalemme come dire, che lì è il massimo male che possiamo fare, quello dell’idolatria, cioè mettere l’idolo al posto di Dio; lì era Giove, ognuno ha i propri idoli. Ecco, ma quando questo idolo rischia di prendere il posto di Dio, allora Gesù dice, bisogna fuggire, da questo bisogna prender le distanze. Ecco perché si dice di fuggire ai monti. Si tratta di fuggire l’idolatria. Noi diciamo che non abbiamo più statue di Giove da mettere nel tempio. Noi non abbiamo  idoli. Ed invece in questo tempo noi ci portiamo dietro le nostre paure sacrosante. Esse rischiano di prendere il posto di Dio, esse possono diventare i nostri idoli.  Invece, dobbiamo porre al centro come nostro Dio, non le paure, ma il Dio che ci ama e ci libera, Dio che è Padre, il Figlio che è fratello, e gli altri che sono uguali a me, e che sono abitazione di Dio, come me. Allora sì che il mondo cambia, altrimenti se mettiamo tutte le nostre paure al centro assolutizzandole e facendo della religione lo strumento, addirittura di dominio il mondo non può cambiare.

Preghiamo

Preghiamo per Benedetta  

2 pensieri su “martedì 10 novembre

  1. Elena

    Davvero facciamo tanta confusione, viviamo in tanta confusione e a volte ci nutriamo di tanta confusione. Perdiamo di vista ciò che è solido, ciò che è importante, ciò che conta oppure lo recuperiamo come un valore sine qua non…. Dipende sì, forse, dalla nostra fragilità, ma anche dalle nostre scelte, dalle nostre responsabilità quotidiane, dalla nostra solidità. Allora come oggi Gesù ci presenta la via, ci ricorda che non siamo soli e perduti nella confusione, ci mostra la luce, che, al centro della nostra vita non permetterà che ci perdiamo, nonostante la paura, i limiti, le fatiche. Resta con noi, Signore, perché è già sera….
    Preghiamo per Benedetta, per Alessandro e famiglia.

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  2. sr Alida

    Si facciamo fatica a metterti al centro del nostro cammino..non ci ricordiamo l’essenziale al nostro vivere.. Ma nei nostri limiti ricorriamo sempre a Te che ci ami e sei fedele. Prego per Benedetta.. Per Alessandro e famiglia.

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