margherite

di | 4 Marzo 2021

La giornata di ieri è andata via di corsa, tra mille cose da fare. mi sono gustato poco l’orto. era anche una giornata un poco nuvolosa, un po’ fredda, oserei dire uggiosa. Quando ho avuto un attimo di tranquillità  mi sono ricordato da aver intravisto delle margherite nel prato e allora sono andato a cercarle. Devo dire che sono tante le margherite, ce ne sono un’infinità. Sono disposte a chiazze qua e là un po’ dovunque. Mi ricordo quando ero all’agro e tagliavo l’erba il buon Walter mi diceva di lasciare le margherite perché stavano bene e perché potevano essere buon nutrimento per le api. Io le lasciavo tutte e alla fine ne usciva un prato tutto a chiazze e il buon Walter a quel punto prendeva  il decespugliatore e sistema quel orribile prato fatto a chiazze. Stranezze del Walter. Ma la cosa che mi ha colpito delle margherite nel prato di Rosciano è stata che erano tutte chiuse. I petali si erano come raggomitolati su stessi e stavano con la testa in giù. Mi ha dato l’impressione che volessero come difendersi da qualcosa. dal freddo forse, dal fatto che non c’era il sole e quindi volevano starsene tranquille? Non so bene il perché. Sono ripassato nel prato quando il sole ormai stava tramontando e le ho trovate ancora più chiuse, più raggomitolate su stesse, sulla difensiva, un po’ rassegnate. Ho pensato che un fiore piccolo e fragile quando non trova la luce ha paura e si nasconde, si  chiude in se stesso. Ho pensato che la vita di ciascuno è così: quando non trova il sole e la luce dentro di sé vive di paure, si rinchiude nel silenzio e si rassegna alla notte. È difficilissimo venire a capo di una situazione del genere. Più si fa fatica a trovare la luce e il calore umano, più si sente freddo e solitudine. Serve allora una luce, una speranza, un carezza un gesto di cura per fare in modo che la vita possa riprendere fiato. Serve il sole nuovo del mattino e l’inizio della primavera per far riaprire le margherite. Serve una nuova amicizia, una vicinanza discreta ma buona per far ripartire la vita di chi è bloccato. Credo che in questa disciplina della vicinanza è scritto il destino di tutti noi. Essere riflessi di una luce più grande perché tutte le vite impaurite e chiuse su stesse possano trovare il coraggio di aprirsi.

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