lunedì 9 marzo

di | 8 Marzo 2020

Lc 14,28-35             

28Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? 29Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, 30dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”. 31Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? 32Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. 33Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo. 34Buona cosa è il sale, ma se anche il sale perde il sapore, con che cosa verrà salato? 35Non serve né per la terra né per il concime e così lo buttano via. Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti».

Commento

Ragazzi una preghiera per me…. Sono stanco

Le due parabole che Gesù racconta sono ricordate solamente da Luca tra gli evangelisti, e sono di forza straordinaria per come esaltano un’ “impresa” – la rinuncia a tutti i propri averi! – con immagini di potenza, di possesso e di conquista!! Per costruire una torre ci vogliono molti mezzi. Chi si è messo in un’impresa come questa si espone alla derisione di tutti quelli che vedessero interrotta l’opera per non aver lui calcolato la spesa che si sarebbe dovuta sostenere. E’ un’immagine del tutto “mondana”, sia come impresa di grandezza, sia come spietatezza dei sentimenti del mondo. Forse ancor più forte è l’immagine del re che deve affrontare un nemico molto più forte di lui: deve ben calcolare la sua possibilità di vincere; altrimenti gli conviene rinunciare al conflitto cercando vie di pace nelle quali dovrà rassegnarsi a vedersi perdente. Ed ecco,  la sorprendente spiegazione delle due immagini. La grande impresa per la quale occorrono molti mezzi, e la grande battaglia nella quale impiegare forze che sono a priori poche per vincere sono l’immagine di chi, per essere discepolo di Gesù, deve rinunciare a tutti i suoi averi! L’efficacia dell’argomento viene dunque dal descrivere in termini di potenza e di forza l’esigenza di mollare tutto per seguire Gesù. E’ molto interessante notare come questo esprima in modo eloquente la sostanza della vita cristiana: un’impresa che non può certamente puntare su doti e mezzi mondani, ma che trova la sua vera forza nel pieno abbandono di fede alla potenza di Dio. Letteralmente la “rinuncia a tutti gli averi” è il separarsi e l’allontanarsi da tutto quello che si possiede. L’essere discepolo non è possibilità e capacità umana, ma dono di Dio. Ogni azione, o impegno, o condizione, o percorso, della vita cristiana, è possibile solamente con la consegna totale alla volontà e alla potenza misericordiosa del Signore.

Preghiamo

Preghiamo per don Fausto

3 pensieri su “lunedì 9 marzo

  1. Sr Rita

    Sei stanco tu Don Sandro, o Don Fausto? Prego si per voi, per tutti coloro che stanno soffrendo per questa epidemia. Gesù chiede di seguirlo, con discernimento e sapore. Qualche volta pare che manchi l’uno e l’altro, ma Gesù ci precede ci rende capaci di stargli dietro. Godiamo di essere luce e sale, per definizione di Gesù stesso e questo ci dia coraggio.

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  2. Elena

    Preghiamo per te, don Sandro, per don Fausto, per sr Pilar e don Davide. Per tutti coloro che in questo tempo riescono ad abbandonare i propri interessi e desideri per un bene comune. Ci sia dato di essere sapienti, per grazia e per amore, e di rendere migliore la nostra e la vita altrui….

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  3. sr Alida

    Mollare tutto per seguire Gesù,la vita cristiana trova la sua vera forza nell ‘abbandono di fede in Dio ,chiedendo questo mi unisco la mia preghiera alla vostra Per don Sandro don Fausto ,don Davide ,sr Pilar ,e tutti quelli tanti affaticati e malati per questa epidemia ..perchè rimangano costanti chi sene prende cura .

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