Lunedì 6 luglio

di | 5 Luglio 2015

home2Esodo 13,1- 16

1 Il Signore disse a Mosè: 2 «Consacrami ogni primogenito, il primo parto di ogni madre tra gli Israeliti – di uomini  o di animali -: esso appartiene a me». 3 Mosè disse al popolo: «Ricordati di questo giorno, nel quale siete usciti dall’Egitto, dalla condizione servile, perché con mano potente il Signore vi ha fatti uscire di là: non si mangi ciò che è lievitato. 4 Oggi voi uscite nel mese di Abib. 5 Quando il Signore ti avrà fatto entrare nel paese del Cananeo, dell’Hittita, dell’Amorreo, dell’Eveo e del Gebuseo, che ha giurato ai tuoi padri di dare a te, terra dove scorre latte e miele, allora tu compirai questo rito in questo mese. 6 Per sette giorni mangerai azzimi. Nel settimo vi sarà una festa in onore del Signore. 7 Nei sette giorni si mangeranno azzimi e non ci sarà presso di te ciò che è lievitato; non ci sarà presso di te il lievito, entro tutti i tuoi confini. 8 In quel giorno tu istruirai tuo figlio: È a causa di quanto ha fatto il Signore per me, quando sono uscito dall’Egitto. 9 Sarà per te segno sulla tua mano e ricordo fra i tuoi occhi, perché la legge del Signore sia sulla tua bocca. Con mano potente infatti il Signore ti ha fatto uscire dall’Egitto. 10 Osserverai questo rito alla sua ricorrenza ogni anno. 11 Quando il Signore ti avrà fatto entrare nel paese del Cananeo, come ha giurato a te e ai tuoi padri, e te lo avrà dato in possesso, 12 tu riserverai per il Signore ogni primogenito del seno materno; ogni primo parto del bestiame, se di sesso maschile, appartiene al Signore. 13 Riscatterai ogni primo parto dell’asino mediante un capo di bestiame minuto; se non lo riscatti, gli spaccherai la nuca. Riscatterai ogni primogenito dell’uomo tra i tuoi figli. 14 Quando tuo figlio domani ti chiederà: Che significa ciò?, tu gli risponderai: Con braccio potente il Signore ci ha fatti uscire dall’Egitto, dalla condizione servile. 15 Poiché il faraone si ostinava a non lasciarci partire, il Signore ha ucciso ogni primogenito nel paese d’Egitto, i primogeniti degli uomini e i primogeniti del bestiame. Per questo io sacrifico al Signore ogni primo frutto del seno materno, se di sesso maschile, e riscatto ogni primogenito dei miei figli. 16 Questo sarà un segno sulla tua mano, sarà un ornamento fra i tuoi occhi, per ricordare che con braccio potente il Signore ci ha fatti uscire dall’Egitto».

commento

La prima parte del cap.13 è il ricordo  perpetuo degli eventi salvifici dell’Egitto nella fede e nella storia del popolo di Dio. Tali eventi si collocano come il grande “principio” del patto d’amore tra Dio e il suo popolo. La fede ebraica ha qui la sua perenne sorgente. Ma anche noi “cristiani” nasciamo da qui. “Consacrami ogni primogenito”: questo è il contenuto essenziale delle disposizioni date dal Signore. Sarà essenziale “ricordare” quel giorno quando il popolo sarà arrivato nella Terra promessa, e rischierà di dimenticare le sue origini, che non sono un passato sepolto e ormai senza rilevanza, ma costituiscono la sostanza di Israele e della sua storia, nella sua relazione con Dio e con ogni accadimento della sua vita, in ogni tempo. Nel giorno di pasqua”tu istruirai tuo figlio”: siamo nel cuore della celebrazione pasquale. Dove dice “istruirai” la parola significa “annuncerai”, e dà il nome usuale e ufficiale alla celebrazione della Pasqua degli Ebrei: Haggadà. Citando il “figlio” il nostro testo ci ricorda che in quella celebrazione domestica e famigliare il racconto parte dalla domanda che il figlio più piccolo deve fare circa il senso e la fonte della festa, domanda alla quale il padre di famiglia risponde facendo la “memoria”.  I vv.11-16 contengono la disposizione dell’offerta sacrificale dei primogeniti. Verranno sacrificati i primogeniti degli animali. I primogeniti umani di sesso maschile verranno “riscattati”: è la “restituzione” di tutto a Dio, perché tutto è suo, e l’offerta del primogenito vuole significare questo!

preghiamo

preghiamo per il papa che si trova in visita in America Latina

dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, [mentre Gesù parlava,] giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi e disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà». Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli. Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata». Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata». E da quell’istante la donna fu salvata. Arrivato poi nella casa del capo e veduti i flautisti e la folla in agitazione, Gesù disse: «Andate via! La fanciulla infatti non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma dopo che la folla fu cacciata via, egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. E questa notizia si diffuse in tutta quella regione.

3 pensieri su “Lunedì 6 luglio

  1. suor Rita

    “ Consacrami il primogenito…Ricordati di quando ti ho fatto uscire dal paese s’Egitto….Racconta a tuoi figlio…” Dio continua a istruire e “costruire” il suo popolo. Oggi lo aiuta a far memoria di quello che è successo in Egitto; chiede la consacrazione del primogenito, cioè il primo frutto dell’amore; gli suggerisce di testimoniare, di raccontare, di rendere attuale la salvezza che ha sperimentato.
    Mi pare che questo sia quanto anche noi possiamo e dovremmo fare. A Dio appartiene la vita, Lui opera salvezza, Lui dobbiamo far conoscere come inizio e senso di ogni alleanza e liberazione da qualsiasi schiavitù. Preghiamo affinché la nostra vita concreta diventi sempre più chiaramente una “narrazione” della salvezza che continua anche oggi.

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    1. elena

      Consacrare , rendere sacro e dono al Dio che ce lo concede , appunto questo dono sacro. Restituirlo, almeno nell’anima t la sua e la nostra appartenenza a Dio. E ricordare testimoniare. Ne siamo ancora davvero e profondamente capaci?
      Chiedo al Signore questa forza e questa coerenza di amore e di appartenenza!
      Mi unisco alla preghiera per il papa della testimonianza, per il papa che cerca le genti del mondo e che trova in loro il Dio dell’unità.
      Un sorriso a voi. Elena

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  2. silvia coter

    “1 Il Signore disse a Mosè: 2 «Consacrami ogni primogenito. …. Ricordati di questo giorno, nel quale siete usciti dall’Egitto, dalla condizione servile, perché con mano potente il Signore vi ha fatti uscire di là”.
    Anche IL Signore in quel sacro giorno partorì il suo figlio primogenito, Israele, facendolo uscire dalla stretta del faraone! Ognuno di noi è stato partorito dal Signore e ognuno di noi è figlio/a sacro per lui in Cristo Gesù! Che bello!

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