lunedì 26 gennaio

di | 26 Gennaio 2020

 Lc 9,28-36  

28Circa otto giorni dopo questi discorsi, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. 29Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. 30Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, 31apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme. 32Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. 33Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quello che diceva. 34Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. 35E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!». 36Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

Commento

«Gesù prende con sé Pietro, Giovanni e Giacomo» – i tre discepoli a lui più intimi – «e sale sul monte a pregare». Luca è l’evangelista che insiste maggiormente sulla preghiera di Gesù. La trasfigurazione di Gesù avviene nel contesto della sua preghiera, nel mistero del suo colloquio personalissimo con il Padre: «mentre pregava, l’aspetto del suo volto divenne altro». La preghiera è per Gesù spazio di accoglienza in sé della Presenza di Dio, Presenza che è santità, cioè alterità capace di trasfigurare colui che accetta di accoglierla radicalmente nella sua vita: e così il divenire altro del volto di Gesù manifesta che ormai egli narra l’invisibile volto di Dio. La preghiera, inoltre, è comunicazione di Dio a Gesù mediata dalla sua «conversazione» con Mosè e Elia, che personificano la Legge e i Profeti, ossia le Scritture dell’Antico Testamento. Sì, la preghiera di Gesù è essenzialmente ascolto della parola di Dio contenuta nelle Scritture, un ascolto che diviene colloquio con chi è vivente in Dio, una vera e propria esperienza della comunione dei santi. È in questa preghiera che Gesù trova conferma al proprio cammino, ormai orientato verso la passione, morte e resurrezione, e lo coglie in continuità con la storia di salvezza condotta da Dio con il suo popolo. Gesù non può essere la proiezione dei nostri desideri, ma è il Gesù Cristo secondo le Scritture, e per conoscerlo occorre ascoltare, meditare e pregare la Parola contenuta in tutte le Scritture.

Preghiamo

Preghiamo perché i cristiani possano sempre più scoprire il valore della preghiera.  

3 pensieri su “lunedì 26 gennaio

  1. Elena

    La preghiera ci mette in comunione profonda col Signore, ci permette di vedere e ascoltare ciò che normalmente non vediamo e ascoltiamo. Donaci un cuore aperto a questa esperienza di silenziosa comunicazione ed intimità con Te, Signore, perché il frastuono e la confusione, intorno a noi, sono grandi.

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  2. sr Alida

    L’ascolto della Parola e la preghiera siano la nostra forza ,Signore aiutaci a custodire gli incontri con Te che hanno dato un significato profondo al nostro vivere e come di ce don Tonino Bello “Portaci con Te sul monte e poi riportaci in pianura ,ma quando la vita si inaridisce riportaci sempre sul monte del silenzio ….Mi unisco alla preghiera per tutti noi cristiani ,per la preghiera ,in particolare per le persecuzioni ancora nel mondo in questi giorni della memoria ,per le alluvioni in Brasile ,per il terremoto in Turchia ,per tutte le vicende dolorose attorno a noi e nella società .Auguri cari a Valeria uniti alla preghiera .

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