giovedì 6 agosto

di | 5 Agosto 2020

At 15,36-16,5                                                                                      36 Dopo alcuni giorni Paolo disse a Bàrnaba: «Ritorniamo a far visita ai fratelli in tutte le città nelle quali abbiamo annunciato la parola del Signore, per vedere come stanno». 37 Bàrnaba voleva prendere con loro anche Giovanni, detto Marco, 38 ma Paolo riteneva che non si dovesse prendere uno che si era allontanato da loro, in Panfìlia, e non aveva voluto partecipare alla loro opera. 39 Il dissenso fu tale che si separarono l’uno dall’altro. Bàrnaba, prendendo con sé Marco, s’imbarcò per Cipro. 40 Paolo invece scelse Sila e partì, affidato dai fratelli alla grazia del Signore. 41 E, attraversando la Siria e la Cilìcia, confermava le Chiese. 1 Paolo si recò anche a Derbe e a Listra. Vi era qui un discepolo chiamato Timòteo, figlio di una donna giudea credente e di padre greco: 2 era assai stimato dai fratelli di Listra e di Icònio. 3 Paolo volle che partisse con lui, lo prese e lo fece circoncidere a motivo dei Giudei che si trovavano in quelle regioni: tutti infatti sapevano che suo padre era greco. 4 Percorrendo le città, trasmettevano loro le decisioni prese dagli apostoli e dagli anziani di Gerusalemme, perché le osservassero. 5 Le Chiese intanto andavano fortificandosi nella fede e crescevano di numero ogni giorno.

Commento

Interessante che le comunità cristiane non vengono abbandonate a se stesse. Paolo e Barnaba tornano a far visita alle comunità dove hanno annunciato la parola. Non è una visita di controllo, ma di cura, di benevolenza, per vedere come stanno. È come una visita pastorale, da pastore che si prende cura del suo gregge. I fatti qui raccontati sono comuni a tutti, sono semplici, quasi a dire che la chiesa è comune, è semplice. E questo proprio per confermare che la grande “Storia della Salvezza” si compie anche nella modesta tessitura della vita quotidiana delle persone.  Vi è anche narrato un confitto che porta alla separazione tra Paolo e Barnaba per un dissenso tra loro circa Giovanni detto Marco. Un dissenso che evidentemente non spezza la comunione sulle cose fondamentali, e che tuttavia è abbastanza forte da provocare la divaricazione delle loro strade. Una comunione, quindi, capace di sostenere le fatiche e le relazioni faticose e fragili tra le persone. Ma il tono del linguaggio si mantiene in una pacifica quiete, non trascende mai nel litigio. E così è anche la narrazione semplice per un avvenimento del tutto diverso, e cioè l’incontro di Paolo con Timoteo, discepolo che gli sarà ormai per sempre accanto. Sono narrazioni che dicono come la chiesa si costruisce, si diffonde e si fortifica. Di fatto da questo momento Timoteo diventerà il giovane discepolo di Paolo.

Preghiamo

Preghiamo per i malati.

3 pensieri su “giovedì 6 agosto

  1. Elena

    Bello questo sentimento di cura per le popolazioni già visitate in cui nascono le prime comunità cristiane.
    Possiamo anche noi prenderci cura delle persone che incontriamo e con cui intessiamo relazioni.
    Prego con voi per gli ammalati e per le vittime del terribile incidente a Beirut.

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  2. sr Alida

    Nel prendersi cura affidare i fratelli alla grazia del Signore,per essere tessuto di Chiesa nella quotidianità….benevolenza ,gratuità…prego con voi per ciò che è avvenuto a Beirut ,per tutti gli ammalati ,in particolare per Livia…

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  3. Sr. Rita

    Lo stile pastorale della chiesa delle origini è molto attuale. Preghiamo per i vescovi e i parroci affinché abbiano a cuore la vita delle comunità loro affidate con questo stile semplice, affettuoso e libero.

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