giovedì 5 marzo

di | 4 Marzo 2020

Lc 14,7-14      

7Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: 8«Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, 9e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cedigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. 10Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. 11Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato». 12Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. 13Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; 14e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

Commento

Mi chiedo se queste due parabole vogliano essere semplicemente un prezioso insegnamento sull’umiltà e sulla carità, o non vogliano anche donarci qualcosa di più ampio e luminoso. Gesù vuole mettere in evidenza il rischio vero del fariseismo.  Vediamo infatti che le parabole che oggi Gesù ci regala vengono mosse in Lui dall’osservazione di come, alla mensa del suo ospite fariseo, gli ospitati “sceglievano i primi posti”. E a quella mensa, oltre a Lui, appaiono invitati altri farisei. Mi sembra che Gesù è venuto a donare alla storia dell’umanità una prospettiva radicalmente nuova e alternativa. Lui per primo ha scelto di mettersi “all’ultimo posto”. E questo cambia tutto il volto della storia, perché, sedendosi Lui all’ultimo posto, anche l’ultimo di noi, anch’io, può sperare di trovarselo vicino alla Mensa di Dio. Nella stessa prospettiva accogliamo la Parola dell’altra parabola.. E’ Lui che ci mostra come alla sua mensa ami invitare “poveri, storpi, zoppi ciechi”. Se a qualcuno venisse il dubbio di non essere tra questi invitati, pensi di quanta povertà e di quanta cecità sia piena la nostra persona e la nostra storia. Noi che non potevamo pensare di avere un posto alla mensa di Dio, da Gesù siamo chiamati e invitati, noi che non abbiamo la possibilità di ricambiare. In questo senso non posso non ringraziare   tutti coloro che in modo silenzioso siedono e aiutano poveri e malati in questi giorni di fatica

Preghiamo

Preghiamo per l’Italia

3 pensieri su “giovedì 5 marzo

  1. Elena

    Che il Signore Gesù illumini di amore e pienezza ogni nostra azione, ogni nostra scelta, in questi giorni difficili. Noi non siamo in grado di ricambiare l’invito di Gesù, ma possiamo imitarlo,dando un senso al nostro essere cristiani!
    Preghiamo per questa Italia in fatica, in malattia, piegata economicamente e spaventata. Una preghiera per Anna, tornata fra le braccia del Padre e per i suoi figli, per fratelli e sorelle…

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  2. Sr Rita

    Questo comando di Gesù di invitare ciechi, zoppi, poveri…che non possono ricompensare mi è dato vivere quei nella nostra missione come penso molti latri che si curvano sui bisognosi. Ci sia dato di farlo con tenerezza e dignità.
    Preghiamo per chi è malato e per le conseguenze di questa epidemia. Che sappiamo anche cogliere l’opportunità per rivedere il nostro stile di vita.

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  3. sr Alida

    E’ bello che il Signore inviti i poveri di ogni tipo perchè siam certi di esserci anche noi….Che il Signore ci faccia sentire amati in quel che pensiamo siamo diciamo e facciamo ,e siamo una briciola di speranza in suo nome alimentata dalla Sua tenerezza ,guarisca le nostre infermità fisiche e spirituali …Preghiamo per l’Italia ,per i malati e per chi se ne prende cura e per Le conseguenze di questo periodo .

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