Giovedì 28 aprile

di | 27 Aprile 2016

home2Marco 8,27-33

27 Poi Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». 28 Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti». 29 Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». 30 E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno. 31 E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. 32 Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. 33 Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».

Commento

Tutto il tema del riconoscimento dei segni che abbiamo visto e tutto quello che riguarda il vedere si riassume in maniera evidente in questo brano. Cioè tutto è raccolto nel tema del riconoscimento di Gesù. la gente chi  dice che io sia, quello che osservavamo nel testo precedente circa la “progressione” del vederci da parte del cieco, ora s’illumina ulteriormente attraverso la risposta dei discepoli. Le diverse opinioni suggeriscono che qualcosa la gente vede di Lui e in Lui. “Ma voi, chi dite che io sia?” incalza Gesù. E Pietro, forse anche a nome degli altri discepoli, mostra di vedere veramente chi sia Gesù: “Tu sei il Cristo”, cioè il Messia, il Consacrato del Signore atteso da tutta la storia e da tutta la profezia della Prima Alleanza. Dunque, si tratta di un “vedere” con lo sguardo che solo Dio stesso può concedere. Un vedere che è solo dono di Dio.  In questo testo si capisce bene anche l’ordine di non dire niente, di non parlare di Lui. Il motivo è legato al fatto di non dare o di non arrivare ad una visione distorta di Gesù. per questo egli chiede il silenzio. Ma proprio per questo Pietro lo prende in disparte e lo rimprovera! Un Messia trionfante, sì. Ma non un Messia esposto e consegnato all’obbrobrio e alla sconfitta della storia. Questo Messia sofferente che entra e condivide tutto intero il dramma dell’umanità, questo, Pietro non lo vede! Lo rifiuta! E Gesù rimprovera Pietro voltandosi e “guardando i suoi discepoli”. Sempre nell’orizzonte del “vedere”, Egli sembra far sgorgare il suo rimprovero a Pietro da questo sguardo sui discepoli, rappresentanti in questo momento dell’umanità con tutti i suoi limiti, le sue ferite e le sue debolezze. Gesù è il Signore proprio perché raccoglie nella misericordia divina tutta la ferita della storia, facendosi Egli stesso piccolo fino alla Croce. Pietro è esposto ad una visione mondana del Cristo. Il rimprovero fatto a Pietro è rivolto a tutti noi e all’intera comunità credente di tutti i tempi.

Preghiamo

Preghiamo per tutti i giovani che cercano lavoro.

2 pensieri su “Giovedì 28 aprile

  1. sr Rita

    Chi sono io per te? Se Gesù mi chiede questo, se una sorella di comunità mi chiede questo se una persona antipatica mi chiede questo…cosa rispondo? C sono risposte di circostaza…ma ci sono le risposte del cuore, quelle vere a volte patite che hanno uno spessore di dolore. Signore, fa che a queste domanda io risponda non tanto con le parole, ma con la verità della vita.

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  2. Tiziana

    Gesù ci interroga, “ma voi chi dite che io sia?, mi interroga, mi domanda, vuole una risposta da me.
    Io cosa rispondo? So cosa rispondere? Forse qualche bella parola? Ma come dice suor Rita, cosa rispondo con la verità della vita? I mie gesti, ciò che faccio,i mie modi e atteggiamenti rispondono a ciò che penso sia Gesù per me? Sono ancora molto lontana dal vedere! !
    Voglio ringraziare don Sandro e tutti voi, perché la Parola che mi viene donata ogni giorno, le vostre riflessioni, fanno nascere in me domande.

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