giovedì 25 febbraio

di | 24 Febbraio 2016

trinitàMarco  2 ,13-17

13 Uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. 14 Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. 15 Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. 16 Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?». 17 Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

 Commento

Rispetto all’incontro con i primi quattro discepoli,  la vicenda di Levi si svolge allo stesso modo, ma con profonde differenze sia per la personalità di chi viene chiamato, sia per la modalità dell’incontro con Gesù. Marco non ci dice che Levi abbia “lasciato tutto”. E il suo seguire Gesù ha come conseguenza il fatto che Gesù si siede alla tavola di questo pubblicano. Tutto il “mondo” di Levi è presente e viene coinvolto in quanto è accaduto. Insieme a Levi, infatti, si dice che “erano molti quelli che lo seguivano”. Levi è uno di loro.  Gesù è ospite! Vicenda singolare: viene lasciato il povero mondo dei pescatori, e viene visitato il mondo peccaminoso dei pubblicani. Tutto questo è cornice e ambito di quello che di più grave deve emergere. Come nella precedente vicenda del paralitico liberato dai suoi peccati, l’ortodossia farisaica è occasione di un annuncio che ne provoca la risposta da parte di Gesù, e il necessario accantonamento di quello che finora era sembrato vero e giusto. Gesù contravviene alla norma di non sedersi a tavola con i peccatori e i pubblicani, per custodire lo stato di purità legale: “Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?”. Si potrebbe tra l’altro osservare che finora non c’è parola che dica una “conversione” di questi pubblicani. Ma non si tratta di un’infrazione da parte di Gesù! Anzi! Questo è perfetta fedeltà al disegno divino della salvezza e al volto profondo della comunità messianica. I peccatori vengono audacemente e fermamente paragonati ai malati, che devono essere guariti e non condannati per la loro infermità! Possiamo a questo punto notare come ci siano due diversi “sguardi” sulla vicenda umana. Da una parte lo sguardo dei scribi dei farisei che “vedendo” Gesù che mangia con i pubblicani e i peccatori colgono in questo una trasgressione. E d’altra parte lo sguardo del Signore, che “vide Levi…e gli disse: «Seguimi»” La Parola ci invita oggi ha cambiare il nostro punto di vista per entrare nello sguardo e nella sapienza salvifica di Gesù.

 Preghiamo

Preghiamo per Anita e suo papà.

3 pensieri su “giovedì 25 febbraio

  1. Elena

    Riflettevo sulle ipocrisie richiamate alla mente dalle immagini di Gesù fra peccatori e pubblicani.
    Anche oggi danno scandalo i figli dei mafiosi che si tirano fuori dal sistema malavitoso. Danno scandalo le persone che si integrano con gli stranieri. Danno scandalo le persone capaci di pensare assumendosi la responsabilità delle proprie azioni disgiunte dalla massa. Danno scandalo le persone che si sporcano le mani e la vita per gli altri.
    Scandalo a cielo aperto, salvo invidiarne la libertà, la grandezza di pensiero, lo stile di vita “pericoloso” e audace, proprio perché non siamo capaci di fare altrettanto. E salvo poi riconoscerne ipocritamente la grandezza “da morti”.
    La diversità può essere vissuta come pericolosa nella chiusura delle nostre quiete comunità…. È così anche in famiglia….
    Beh, io credo che il chiamare di Gesù sia anche un chiamarci a rompere vite piatte e scontate per affrontare con più coraggio le novità della Sua Parola, una buona novella che scuote le coscienze e il tepore delle nostre vite e che ribalta le concezioni cui siamo tanto tenacemente attaccati. Senza fare nulla di eccezionale. Solo alzandosi e seguendolo….
    Una preghiera per Anita e il suo papà e per gli ammalati .
    Elena

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  2. Laura

    Lo sguardo del Signore ci dovrebbe far sentire accolti e non giudicati.. quante volte invece crediamo di essere esclusi perché non sufficientemente degni delle sue parole.. invece il Signore ci invita ogni giorno a metterci in cammino , solo così nostri comportamenti saranno illuminati dalla metà che solo Lui sa indicarci. prego per tutte le vostre intenzioni e perché nessuno si senta escluso !

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  3. sr.Alida

    “Uscì di nuovo….Non sono i sani ,che han bisogno del medico ,ma i malati..”Tra tutta la folla ,vede in particolare Levi,è probabile lo sapesse in particolare difficoltà .ma lo chiama ,dà fiducia. Levi prontamente risponde ..Molti e molta folla segue Gesu’ ,Egli non allontana nessuno..Ha sguardo su ciascuno e coglie il particolare…Gli scribi e i farisei vivono la religione e categoria ,come essere migliori degli altri…escludendo..Quell’uscì di nuovo credo anch’io(come dice Elena) voglia dire ,che non possiamo vivere di superficie e una vita piatta ,perchè la buona notizia è nuova per noi ogni giorno. Mi unisco alla preghiera per Anita e il suo papà e alle intenzioni di noi tutti…E che questo saperci amati dal Signore si riversi su ognuno che ci incontra.

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