giovedì 23 marzo

di | 22 Marzo 2017

fioriMatteo 14,13-21

13 Avendo udito questo, Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. 14 Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. 15 Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». 16 Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». 17 Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». 18 Ed egli disse: «Portatemeli qui». 19 E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. 20 Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. 21 Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

Commento

due note soltanto. La prima. Gesù rispetto al frastuono del palazzo di Erode, rispetto a tutta la folla che lo cerca e rispetto a tutta la fama e la gloria mondana che potrebbe avere decide di ritirarsi in un luogo in disparte, deserto. È questo il modo con cui Gesù si espone al mondo. Non cercando la gloria, ma fuggendo da essa, non cercando la folla per l’onore che ne riceve, ma perchè ha compassione di essa. E la seconda considerazione va nella medesima direzione: il banchetto per il compleanno di Erode si trasforma in un banchetto di morte. Il banchetto di Gesù su quel prato con quella folla affamata è un banchetto per la vita, che passa attraverso la condivisione del pane. Gesù si fa portare il poco che hanno, non lo moltiplica, ma lo condivide (questo è importante e corregge una secolare cattiva abitudine di leggere quello che non è scritto!), alza gli occhi al cielo, cioè verso il Padre, recita la benedizione, spezza i pani e li dà ai discepoli e i discepoli li danno alla folla.  sottolineiamo  come alla iniziale sproporzione tra la molta gente e il poco cibo, ora subentri quella tra la grande folla e l’avanzo dei pezzi: dodici ceste piene. Ivan Ilich dice che non è vero che al mondo oggi siamo in troppi con troppo poco pane. E’ che abbiamo disimparato a spezzare e a condividere.

Preghiamo

preghiamo per chi non ha cibo

4 pensieri su “giovedì 23 marzo

  1. sr Rita

    Preghiamo per Patrizia e Simona, mamma e figlia di Bergamo che hanno passato con noi due settimane di volontariato creando un clima fraterno e lieto per noi e per le nostre bambine. Hanno condiviso la loro vita moltiplicando la gioia. Che il Signore continui a conservare nel loro cuore il bene che hanno compiuto e lo condividano con quanti incontrano. Per loro è stata una esperienza che hanno voluto vivere per rielaborare il lutto della morte del marito-papà..

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  2. Elena

    La compassione e la condivisione stessa della vita. Questo ci insegna ogni giorno Gesù, nel suo amore intimo, riservato e prezioso. Prego con voi per ogni esperienza di amore e di condivisione, in ogni nostro giorno, affinché il poco di ciascuno possa essere molto, per molti….

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  3. sr Alida

    A Gesu’ basta poco di ciò che siamo ed abbiamo per aiutare molti ,a noi comprendere ,non lasciar mancare il nostro poco e metterlo nelle Sue mani benedicenti .Mi unisco alle preghiere di oggi ..

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  4. Silvia

    “Non occorre che vadano” ancora ognuno solo sulla propria strada, occorre che restino per sperimentare, imparare e vivere la fraternità, la comunione, dove se manca un fratello lo si aspetta o lo si va a cercare, non lo si manda via! ” mio cibo é fare la volontà del Padre” quale cibo migliore della solidarietà, della condivisione, della cura gli uni degli altri! Ecco la volontà del Padre! Ama il tuo prossimo come te stesso, come fosse carne della mia carne e sangue del mio sangue… E allora, diamoci noi stessi da mangiare gli uni agli altri! Signore aiutaci tu, benedici le nostre buone intenzioni e le nostre maldestre azioni perché possano un poco alleviare la fame di amore e giustizia dei fratelli che incontriamo.
    Buona giornata!

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