giovedì 19 maggio

di | 18 Maggio 2016

home2 Marco 10,46-52                                                                                        

46 E giunsero a Gerico. Mentre partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. 47 Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». 48 Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». 49 Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». 50 Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. 51 Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». 52 E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

Commento

E così arriviamo oggi all’ultimo dei grandi incontri di Gesù, che il cap.10 ci ha offerto. Da Gerico Gesù salirà a Gerusalemme per la sua ultima grande Pasqua. Dall’immagine nuziale ai bambini, dall’uomo troppo ricco ai discepoli che lo hanno seguito, alla richiesta di Giacomo e di Giovanni, fino a questo incontro con il mendicante cieco seduto lungo la strada che conduce a Gerusalemme, ci è stata regalata l’immagine viva della comunione che Gesù vuole stabilire con ciascuno e con tutti. La vicenda è simbolica e racconta di come ogni uomo è chiamato a vedere e a seguire Gesù fino alla croce e alla resurrezione. In questo cieco ritroviamo alcune qualità tipiche della fede: la preghiera gridata, la preghiera che è un grido di pietà, il coraggio di gettare via la sua vita vecchia rappresentata dal mantello, la preghiera di domanda e per finire la sequela. Sono tutti elementi che indicano un percorso di fede. Da parte sua Gesù si piega sulla vicenda del mendicante, perché la misericordia, il servizio che Gesù  propone ai suoi amici, a tutti noi, sa proprio di questo abbassamento verso l’altro. Come risposta al miracolo il cieco si mette a seguire Gesù, perché riconosce in Gesù l’artefice della sua nuova vita. Se Gesù è l’artefice della mia nuova vita non posso fare altro che seguirlo.

Preghiamo

Preghiamo per tutti gli anziani.

3 pensieri su “giovedì 19 maggio

  1. sr Rita

    Cieco è chi nasce senza aver mai visto nulla e nessuno. Cieco è chi diventa tale per un incidente o malattia. Cieco è chi, pur avendo tutto in regola, non vuol vedere, non vuol guardare. Da ogni cecità possiamo uscire se con coraggio gridiamo il nostro bisogno di luce. E Gesù passa accanto a tutte le nostre cecità e ci dice: torna a vedere!
    Prego per Adalberto cui ho portato oggi in ospedale l’Eucarestia: la sua vita si sta avvicinando alla LUCE eterna con una rapidità impressionate.

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  2. Elena

    Ho a scuola un alunno quasi cieco, ha bisogno di essere seguito e accompagnato. Nel liberare il cieco dalla sua cecità, è Gesù ad essere seguito e accompagnato. Ha ribaltato completamente la vita di quest’uomo. Un atto di fede ribalta le nostre vite, dà loro un senso che non avrebbero mai potuto avere altrimenti. Tornare a vedere la luce cambia ogni prospettiva! Anche a me, Signore, dai luce agli occhi e al cuore, affinché veda, comprenda e accolga la vita che hai in serbo per me…
    Accompagno Adalberto con il cuore, che la Luce del Signore possa dargli il coraggio di affrontare questa sofferenza ….
    Una preghiera per gli anziani e per chi si prende cura di loro.
    Elena

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  3. sr.Alida

    Figlio di Davide,abbi pietà di me ! Oltre che chiedere luce e vista,il cieco forse grida la sua sete di nuova vita…la sua voglia di cambiare…Gesu’ lo chiama attraverso gli altri che prima erano d ‘ostacolo,ora sono opportunità d’incontro con Lui.. dice bene don Sandro :il servizio che Gesu’ propone ai suoi amici è di abbassamento verso l’altro..ascolto del suo grido..La fede è una carta vincente sia per chi grida ,sia per chi porta…Cosa vuoi ch’io faccia per te ?-mi sento chiedere-Signore rendimi attenta al grido dell’umanità ..di chi mi fai incontrare, e ai suggerimenti di bene che poni in me….Di cuore prego per Adalberto ,per Emilio ,per Eugenio …per gli anziani….per tutti i samaritani del nostro tempo.

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