giovedì 10 agosto

di | 9 Agosto 2017

 Gen 11,10-12,3                                      home2           

10 Questa è la discendenza di Sem: Sem aveva cento anni quando generò Arpacsad, due anni dopo il diluvio; 11 Sem, dopo aver generato Arpacsad, visse cinquecento anni e generò figli e figlie. 12 Arpacsad aveva trentacinque anni quando generò Selach; 13 Arpacsad, dopo aver generato Selach, visse quattrocentotré anni e generò figli e figlie. 14 Selach aveva trent’anni quando generò Eber; 15 Selach, dopo aver generato Eber, visse quattrocentotré anni e generò figli e figlie. 16 Eber aveva trentaquattro anni quando generò Peleg; 17 Eber, dopo aver generato Peleg, visse quattrocentotrenta anni e generò figli e figlie. 18 Peleg aveva trent’anni quando generò Reu; 19 Peleg, dopo aver generato Reu, visse duecentonove anni e generò figli e figlie. 20 Reu aveva trentadue anni quando generò Serug; 21 Reu, dopo aver generato Serug, visse duecentosette anni e generò figli e figlie. 22 Serug aveva trent’anni quando generò Nacor; 23 Serug, dopo aver generato Nacor, visse duecento anni e generò figli e figlie. 24 Nacor aveva ventinove anni quando generò Terach; 25 Nacor, dopo aver generato Terach, visse centodiciannove anni e generò figli e figlie. 26 Terach aveva settant’anni quando generò Abram, Nacor e Aran. La discendenza di Terach 27 Questa è la posterità di Terach: Terach generò Abram, Nacor e Aran: Aran generò Lot. 28 Aran poi morì alla presenza di suo padre Terach nella sua terra natale, in Ur dei Caldei. 29 Abram e Nacor si presero delle mogli; la moglie di Abram si chiamava Sarai e la moglie di Nacor Milca, ch’era figlia di Aran, padre di Milca e padre di Isca. 30 Sarai era sterile e non aveva figli. 31 Poi Terach prese Abram, suo figlio, e Lot, figlio di Aran, figlio cioè del suo figlio, e Sarai sua nuora, moglie di Abram suo figlio, e uscì con loro da Ur dei Caldei per andare nel paese di Canaan. Arrivarono fino a Carran e vi si stabilirono. 32 L’età della vita di Terach fu di duecentocinque anni; Terach morì in Carran. 12,1 Il Signore disse ad Abram: «Vàttene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò. 2 Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione. 3 Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra».

Commento

E con questa altra genealogia e discendenza arriviamo al padre della fede Abramo. Qui la vicenda di Genesi restringe il suo sguardo ed inizia a raccontare di questi uomini detti patriarchi. Il primo è proprio Abramo che dalla sua terra di ur dei Caldei (collocata nella Mesopotania) va in cerca di una terra promessa. Se è vero che il testo racconta di questi uomini del deserto, ricchi visir, che si spostavano con tutto quanto avevamo e che Abramo, sempre storicamente ,segna il passaggio dal nomadismo alla città, è anche vero che questa storia è la vicenda di un uomo che cerca nella babele degli dei e delle divinità, il suo Dio, che diventerà l’unico Dio di Abramo e di Israele. Nel testo ritrovo due significati, tra i tanti. Il primo, quel vattene dal tuo paese non è solo esci dalla tua terra di appartenenza. Infatti il testo ebraico ci concede anche di tradurre e quindi di pensare che questo viaggio verso la terra promessa è il viaggio verso il profondo del proprio cuore, dove Abramo scopre chi è lui e chi è Dio per lui. Nulla mi vieta di pensare che il vagare nel deserto di quell’uomo è il viaggio del cuore, perché il deserto si presta a questi viaggi interiori, la città un po’ meno. La seconda considerazione è legata al tema dell’alleanza  e della benedizione. In questa alleanza vi come una doppia via: quella personale perché l’alleanza e la benedizione sono per Abramo, ma sia la benedizione che l’alleanza sono anche universali, per tutti i popoli della terra. Nelle sue origini Israele aveva uno sguardo non chiuso su stesso, ma aperto al universo.

Preghiamo

Preghiamo per Alberto

3 pensieri su “giovedì 10 agosto

  1. Sr rita

    Diventerai una benedizione. Che splendida promessa e che missione responsabilizzare
    . Preghiamo perché possiamo essere benedizione gli uni per gli altri.

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  2. sr Alida

    Generare vita…..Essere benedizione …in questa vita che fiorisce ,viaggiare all’interno del proprio cuore scoprire chi siamo e chi è Dio per noi …. Che il Signore ci avvolga di consapevolezza e scopriamo quanto di bene e dibello ci affida nel fare alleanza con noi .preghiamo per Alberto ..

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  3. . Elena

    Lasciare, partire, andarsene, cercare, indicare, ascoltare, diventare, fare…. sono tutte azioni che implicano il movimento. Un movimento dall’interno all’esterno. Dalla casa verso il mondo, dal cuore verso l’altro che è fuori di me. Dio ha scelto un uomo affinché si muovesse verso di Lui e affinché la sua vita cambiasse radicalmente. Ho sempre pensato che il Signore fosse dietro a moltissime cose che facciamo, che diventiamo, che ci muovono. Dio attraverso la vita si manifesta, ci tocca, ci chiama e ci attende da qualche parte. Lui sa perché…. Che possiamo metterci in cammino senza paura, Signore, fiduciosi che l’obiettivo che ci indichi sia proprio quello giusto per noi.
    Preghiamo per Alberto.

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